Perturbazione - Del nostro tempo rubato

30/04/2010 di

Il 21 maggio esce "Del nostro tempo rubato", il nuovo album dei Perturbazione. Un disco lungo, 24 canzoni, iniziamo ad anticiparvi qualcosa: la band ce lo descrive a parole, pubblichiamo i primi sei brani e un video live in acustico.



Non è la fatica
è lo spreco
che mi fa imbestialire






Sono passati tre anni dall'uscita del nostro ultimo disco di canzoni originali, otto dal nostro primo disco interamente in italiano.
abbiamo cercato di condensare in 24 canzoni tutto quello che ci premeva dire, con urgenza.
La caratteristica fondamentale dell'Italia è un lento dinamismo che visto nello scorrere dei giorni rasenta l'immobilità. Ci sono migliaia di timoni tenuti ben saldi sempre dalle stesse persone. Una lenta e corrosiva battaglia per fare in modo che qualcuno ceda il testimone, un'altrettanto lenta resistenza nel ceder i testimoni. Ci si ritrova con i capelli grigi e l'impressione che nulla sia cambiato, se non il proprio aspetto esteriore e un briciolo di entusiasmo in meno rispetto a quando si era partiti alla conquista del mondo.
(La fuga dei cervelli, l'Italia ritagliata)
La vita musicale di questo paese riflette questi aspetti in maniera totale. Sono ben pochi gli artisti che hanno conosciuto la notorietà nell'età in cui sarebbe fisiologico ottenerla. Solo i calciatori, per ovvi motivi fisici, sfuggono a questa maledizione italiana -anche se l'intero mondo del calcio è retto sempre dalle stesse baronie, ma questo è un altro discorso.



Ognuno riempie la propria vita nell'attesa di una svolta che non giunge mai e si va avanti tutti insieme con questa speranza sempre più debole ed una cattiveria ed un cinismo sempre maggiori. Ognuno modifica le proprie visioni del mondo per tentare di giustificare il punto debole in cui si è arrivati.
(Esemplare, Last minute, Revival Revolver, Del nostro tempo rubato, Niente eroi, Buongiorno buonafortuna, Vomito!, Promozionale)
C'è un momento nella vita di un essere umano in cui ci sembra di poter fare una ripartenza: il trasloco.
Cosa realmente ci serve e cosa dobbiamo lasciarci alle spalle.
(Istruzioni per l'uso, Musica leggera, Come in basso così in alto)
Solo che la il trasloco individuale non corrisponde ad un trasloco collettivo.
E possiamo tentare di cambiare noi stessi ma alla fine siamo sicuri che non sia il mondo che ci fa cambiare?
(Mao Zeitung, Partire davvero, L'elastico)
Possiamo tentare di rifugiarci nell'adolescenza rubata
(Mondo tempesta)
negli esseri umani piccoli che speriamo non diventino come noi
(La cura del sonno, La canzone del gufo)
nei ricordi
(Il palombaro)
nell'isolamento
(Io sono vivo, voi siete morti)
nell'immaginarci una fine come piacerebbe a noi,
(Cimiterotica)
la fine che probabilmente avverrà
(Titoli di coda)
o come è già avvenuta per chi, come Primo Levi, aveva conosciuto il proprio futuro nel passato
(Primo)



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