Bugo - NTL @ Le Scimmie - Milano Live report, 07/06/2007

08/06/2007 di

(Bugo - Foto da internet)

Bugo in versione acustica come ai vecchi tempi, ripercorrendo quel repertorio che da sempre divide le opinioni del mondo indipendente. Un artista discutibile. Un artista importante. Meno male che c'è.



Ci sono alcuni concerti che sono come dei vecchi amici. Puoi anche perderli di vista, ma quando li incontri ti accorgi da dove vieni e perchè sei arrivato dove sei oggi.

Era tanto tempo che mancavo ad un concerto di Bugo. Intendo un concerto di Bugo e basta. Niente band, niente orchestre. Solo Bugo, la chitarra, il computer ed un pianoforte. Poi molta gente, seduta ed in piedi. Giovane, adulta e persino anziana. Pubblico variopinto e trasversale: bambocci indie, esponenti del nazionalpopolare e qualche elegantissimo upper class o quasi. In fondo Bugo potrebbe appartenere indistintamente a tutte e tre le categorie. Sarà per questo che riesce a coinvolgerle tutte. E allora si va avanti e indietro tra vecchio e nuovo repertorio sostenuti da battimano e cori di persone divertite e coinvolte. Dalle prime invenzioni casalinghe alle creazioni più recenti, Bugo esplora il suo reportorio con un'esibizione magnifica. Ironica, romantica, surreale. Scazzata ed imprevedibile. In una dimensione acustica che esalta la purezza di un artista che ha indubbiamente segnato (a voi riflettere su quanto e come) gli ultimi dieci anni di musica indipendente italiana. E il fatto che ci sia una sua firma su un contratto di una multinazionale è solo un po' di inchiostro su carta, perchè Bugo è indipendente di testa e di cuore, purtroppo o per fortuna. E se qualche volta in passato l'ho visto tentare strade incerte, ormai Cristian Bugatti sembra aver ritrovato la spontaneità espressiva di un tempo con lo spessore di un artista maturo. Ovviamente stiamo sempre parlando di uno che sul palco fa le capriole, suona gli oggetti, canta cover di Vasco e poi chiama Goodmorningboy a suonare, parla col pubblico di cose insensate, improvvisa canzoni on demand e trasforma la gente stessa nel suo concerto. Insomma, Bugo centopercento. Genio o cialtrone, nessuno lo capirà mai. Forse solo lui si è capito. E va avanti. A cantare e suonare. Da "Sei bella come il dì" a "Millennia". Da "Amore mio infinito" a "Piede sulla merda". Canzone dopo canzone attraverso una discografia ormai vasta e riconoscibile. In acustico. Da solo con la sua poetica inconfondibile. In una serata in cui il cielo milanese concede una pausa dalla pioggia mentre una canzone piccola e bellissima chiude il concerto. E disegna un'emozione d'altri tempi al pensiero che, ancora una volta, questa insicurezza nei rapporti la sistemerò quando avrò i capelli corti...



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