Numero 1: storia e leggenda di un'etichetta in 10 dischi

Oggi – con Iosonouncane, Colapesce, Dimartino e altri – rinasce la label che ha segnato gli anni '70 con il suo prog. Tra i capolavori pubblicati "Anima latina" di Lucio Battisti, la PFM, Ivan Graziani, Fossati, Demetrio Stratos e altre gemme nascoste che scopriamo in questa playlist
17/11/2020 09:53

La Numero 1 sta per tornare. L’etichetta discografica fondata a Milano nel marzo del 1969 da Lucio Battisti, Franco Daldello, Giulio Rapetti, in arte Mogol, da suo padre Mariano (Calibi) e dal produttore Sandro Colombini rinasce sotto l’egida di Sony Music che presenta la nuova creatura all’interno del Milano Music Week il 17 novembre. Vedremo quali saranno le idee, le formule, gli artisti che proporrà: si parte da un nome di prestigio, che porta con sè grandi aspettative e responsabilità. Per ora la base di partenza è buona, visto che i primi artisti che pubblicheranno con l'etichetta sono ColapesceDimartino, La Rappresentante di Lista, Fadi, Gianluca De Rubertis, Camilla Magli, Marco Castello e Iosonouncane.

La Numero 1 ha segnato la storia della musica leggera italiana, nel suo bouquet comparivano nomi di assoluto rilievo: oltre a Lucio Battisti, la Premiata Forneria Marconi, la Formula 3, Ivan Graziani, Demetrio Stratos, Bruno Lauzi. Ha attraversato buona parte della prima metà degli anni ’70, inanellando diversi capolavori, lanciando nomi che in breve si sarebbero imposti all’attenzione del grande pubblico.

La sua prima fase può ritenersi conclusa nel 1974, quando, di fatto, viene inglobata dalla RCA, che fino a quel momento si era limitata alla distribuzione. In realtà, la Numero 1 continua a godere di una certa autonomia fino al 1976, ma gli azionisti della prima ora non avranno più nulla a che fare con la società proprio a partire dal 31 dicembre 1974. Tuttavia, l’etichetta continuerà la sua attività fino ai primi anni dei ’90, la sua ultima pubblicazione, Hegel, sarà anche l’ultimo disco firmato Lucio Battisti.

Cosa ci riserverà la nuova Numero 1 non lo sappiamo ancora con precisione. Il passato, invece, è una certezza: lo ripercorriamo e celebriamo con una playlist di 10 dischi

FORMULA TRE – QUESTO FOLLE SENTIMENTO

Il primo disco della Numero 1, pubblicato nel settembre del 1969, è un 45 giri della Formula Tre. Questo folle sentimento (sul lato B compare Avevo una bambola, cover di Games People Play di Joe South), scritto dalla coppia Mogol/Battisti, verrà inserito tra i solchi di Dies Irae, il primo album della band capitanata da Alberto Radius, anch’esso licenziato dalla Numero 1. Il singolo vedrà la luce anche in Argentina con il titolo di Este loco sentimiento. L’etichetta milanese pubblicherà altri singoli storici, come Marylou / La fine del mondo (1969), debutto di Edoardo Bennato, Daddy’s Dream / Since You’ve Been Gone (1971), primo lavoro solista di Demetrio Stratos, e Spacey Stacey / Hard Rock Honey (1973), esordio di Eugenio Finardi

LUISELLA GUIDETTI – …E POI DOMANI ANCORA

Passano pochi giorni e la Numero 1 licenzia anche il primo 33 giri. Si tratta di …E poi domani ancora, di Luisella Guidetti, una scelta coraggiosa, che sarebbe stata bocciata da qualunque responsabile di marketing, per un album cantato in dialetto piemontese da una cantante/attrice nota, fino a quel momento, per aver interpretato oscure canzoni di estrazione popolare e folk. Le musiche sono di Mario Piovano, i testi curati in gran parte da Piero Novelli, un giornalista con un passato al quotidiano del PCI L’Unità, presente anche una cover, Balada dij pendù, rifacimento della celebre Ballata degli impiccati di François Villon, con liriche curate dal poeta Luigi Olivero. 

PREMIATA FORNERIA MARCONI – STORIA DI UN MINUTO

Disco epocale, uscito nel gennaio del 1972, primo capitolo della lunga saga della Premiata Forneria Marconi. Contiene pezzi entrati nell’immaginario collettivo: È festa, La carrozza di Hans e Impressioni di settembre, quest’ultimo cavallo di battaglia del prog tricolore, nel quale, per la prima volta in Italia, viene usato il moog, uno strumento allora all’avanguardia, reso celebre dalle performance di Keith Emerson. La versione di Impressioni di settembre presente in Storia di un minuto è diversa dal singolo uscito qualche mese prima, quest’ultimo verrà poi recuperato nel 1976 grazie a Prime impressioni, una raccolta pubblicata, sempre dalla Numero 1, nella collana Linea Tre.

ACQUA FRAGILE – ACQUA FRAGILE

Accostati spesso e volentieri ai Genesis, gli Acqua Fragile debuttano nel 1973 con la Premiata Forneria Marconi e Claudio Fabi a curare la produzione artistica del loro primo album. Sette canzoni in inglese, la stessa lingua usata nel successivo Mass Media Stars, uscito nel 1974. Nella line-up Bernardo Lanzetti, che dopo Mass Media Stars si unirà proprio alla PFM, in sostituzione di Mauro Pagani. Gli Acqua Fragile si riuniranno nel 2017 dando vita all’album A New Chant, pubblicato dalla label inglese Esoteric Antenna, distribuita dalla Cherry Red, al cui interno troverà spazio Tu per lei, unico brano della loro produzione cantato in italiano.

IVANO FOSSATI/OSCAR PRUDENTE – POCO PRIMA DELL’AURORA

Ivano Fossati ai testi, Oscar Prudente alla musica. Il primo è reduce dall’esperienza con i Delirium e dal primo disco solista (Il grande mare che avremmo traversato), l’altro è un’eminenza grigia della canzone d’autore italiana, già collaboratore di Dario Fo ed Enzo Jannacci. I due danno vita a un disco molto bello, forse appena un po’ oscuro, tra pezzi strumentali e canzoni vere e proprie, delle quali solo una (L’Africa) è interpretata dalla voce di Prudente. Il disco, del 1973, esce in collaborazione con la Fonit Cetra.

IL VOLO – IL VOLO

Un supergruppo formato da musicisti in uscita da Formula 3, Ribelli, Fauna Flora e Cemento, Pleasure Machine e Osage Tribe. Il tastierista Gabriele Lorenzi propone Olov come ragione sociale dalla band, poi si vira verso il meno cervellotico Il Volo. Gli otto pezzi sono divisi, per quel che riguarda la musica, tra Alberto Radius, Mario Lavezzi e Gianni Dall’Aglio, i testi sono di Mogol. Il Volo (1974) è diviso tra canzoni di facile presa come Il calore umano e altri più elaborati, riferimento non casuale a La mia rivoluzione.

LUCIO BATTISTI – ANIMA LATINA

Lucio Battisti inaugura la sua seconda vita proprio con la Numero 1 della quale diventa, oltre che socio, artista di punta. Archiviati un paio di album registrati in casa Ricordi, Battisti cala il primo asso con Umanamente uomo: il sogno, poi, una volta realizzati Il mio canto libero e Il nostro caro angelo sforna, alla fine del 1974, quello che forse è il suo capolavoro (o meglio, uno dei suoi capolavori), Anima Latina, il disco più prog della sua discografia, quello più ambizioso e complesso. E, non a caso, l’album di minor successo commerciale della produzione battistiana degli anni ’70.

TONI ESPOSITO – TONI ESPOSITO

Dopo un elenco sterminato di collaborazioni in dischi altrui, (Alan Sorrenti, Lucio Dalla, Claudio Rocchi…), Toni Esposito bagna l’esordio in proprio nel 1975. Il lato A del vinile è occupato dalla luna suite Rosso napoletano (titolo spesso attribuito, erroneamente, all’intero album), la seconda parte comprende invece una serie di pezzi più brevi ma pur sempre strumentali. Gli effetti vocali presenti in Rosso napoletano sono a cura di Edoardo Bennato, che da lì a poco si accaserà alla Ricordi.

GINO D’ELISO – IL MARE

Gino D’Eliso è uno dei musicisti più sottovalutati della scena cantautorale tricolore. Il primo capitolo della sua produzione artistica è Il mare, del 1976, un album con non poche influenze progressive, prodotto da Claudio Pascoli, già presente con il suo sassofono in album importanti album dei ’70 italiani, come Cenerentola e il pane quotidiano di Alberto Camerini e Sugo di Eugenio Finardi, oltre al già menzionato Anima latina. D’Eliso continuerà a registrare dischi con una certa continuità fino a inizio anni ’80, poi le sue apparizioni nel mondo della discografia si faranno più sporadiche.

IVAN GRAZIANI – BALLATA PER QUATTRO STAGIONI

L’album della svolta per Ivan Graziani, il disco che gli regala quel po’ di notorietà dopo tanta gavetta. Dopo aver partecipato, in qualità di chitarrista, a La batteria, il contrabasso eccetera… di Lucio Battisti, il cantautore abruzzese registra Ballata per quattro stagioni con uno stuolo di musicisti niente male: il pianista Claudio Maioli (che cofirma Donna delle terra), Lucio “violino” Fabbri, Walter Calloni e Hugh Bullen, bassista già attivo in area Cramps. Il 33 giri, del 1976, contiene un paio di brani che diventeranno classici del repertorio di Ivan Graziani: E sei così bella, oltre alla title-track. 

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L'articolo Numero 1: storia e leggenda di un'etichetta in 10 dischi di Giuseppe Catani è apparso su Rockit.it il 17/11/2020 09:53

Tag: etichette - liste - progressive

Commenti (1)
  • Vito Vita 16 giorni fa

    Mario Piovano, non Piovani :-) Comunque mi sembra un'operazione un po' come quella già effettuata per la Cramps, entrambe etichette che avevano un senso nel periodo in cui sono nate, ma ora...sono solo un marchio e nulla più, secondo me

    > rispondi a @vito.vita
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