C'è qualcosa di buono tra le Nuove Proposte di Sanremo 2017?

31/01/2017 di

Anche quest'anno a Sanremo c'è stato un concorso, o per meglio dire un talent, per decretare gli artisti emergenti che saliranno sul palco del Festival. Dopo lunghissime scremature e audizioni molte delle quali andate in onda su Rai1, sono stati scelti (con tanto di chiamata Skype emotional) 8 finalisti: sei ragazzi e due ragazze.

La commissione che ha valutato gli artisti è stata presieduta da Carlo Conti (che come da tradizione oltre ad essere il presentatore è anche di direttore artistico del Festival) ed era composta da Gianmaurizio Foderaro (giornalista e funzionario di Radio Rai), Carolina Di Domenico (presentatrice e host di Radio2), Pinuccio Pirazzoli (chitarrista, arrangiatore e direttore d'orchestra) ed Ema Stokholma (dj, presentatrice e host Radio2).
Non sappiamo chi abbia avuto il compito di scegliere la commissione valutatrice, però sappiamo bene che durante le serate del Festival è sempre dura dedicare attenzione alla parte degli emergenti; per facilitarvi il compito, quindi, abbiamo ascoltato (e guardato) tutte e otto le canzoni in gara. Con tanto di bocciati e promossi.
 

 

BOCCIATI

Leonardo Lamacchia - "Ciò che resta"

Di Leonardo Lamacchia non si hanno molte notizie, se non che ha 22 anni, viene da Bari e ama la musica (e fino a qui ci potevamo arrivare). Il brano che porta a Sanremo (si ascolta qui) l'ha composto insieme a Mauro Lusini (autore, tra l'altro, di "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" e, più di recente, "AAA cercasi" di Carmen Consoli) e Gianni Pollex (autore di "Straordinario" di Chiara Galiazzo). Il pezzo è la solita canzone sanremese, con i soliti suoni e produzione sanremese che parla d'amore in maniera molto vaga. Anche in quanto a presenza scenica non ci siamo: nonostante lo stile molto tradizionalista del suo pezzo, nel suo vestiario riecheggia da lontano l'eco provinciale dell'hipster, mentre nel video del suo singolo lo troviamo struggersi in una villa in campagna.

 

 

Tommaso Pini - "Cose che danno l'ansia"

Partiamo dagli elementi positivi: il primo, è che come si evince dal titolo la canzone non parla d'amore, ma cerca di evidenziare i lati della nostra vita quotidiana che portano a stati ansiogeni. Il secondo è che la voce di Pini è interessante e piuttosto androgina, anche se soffre di un'impostazione plastificata che non le rende affatto giustizia.
Purtroppo su tutto il resto dei fronti è un autentico disastro: è chiaro che la scelta di includerlo nelle nuove proposte vuole soddisfare la necessità di inserire una quota "eclettica" in un panorama altrimenti piuttosto piatto. Che lui sia quello un po' "pazzo" del lotto è chiaro già dal fiore rosso sulla bombetta, che in Italia è il codice segreto per chi vuole esprimere anti-conformismo e teatralità. Ma se per caso vi fosse venuto qualche dubbio, basta dare un'occhiata al video che accompagna la canzone: è talmente brutto, mal realizzato e anti-estetico che dovrebbe essere preso ad esempio come pietra di paragone su come NON realizzare un videoclip nel 2017. Pini ci ha già provato a X Factor, The Voice of Italy e per ben tre volte a Sanremo. Non si da per vinto, insomma. 

 

Maldestro - "Canzone per Federica"

Anche Maldestro, come altri delle "Nuove proposte", viene dal teatro. Oltre a ciò, nel suo curriculum si legge che ha vinto "Premio Ciampi, Premio De André, SIAE, AFI, Palco Libero e Musicultura". La sua infatti è la quota "cantautore impegnato": il pezzo "Canzone per Federica" (si ascolta qui), che racconta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta di una sua amica, è caratterizzato da un cantato sofferto e un generale tono dimesso. Il pezzo non è proprio malaccio (anche se versi come "sarà un tiro di erba a farti stare una merda" fanno venire voglia di riguardare ancora una volta la prima stagione di Narcos) ma manca di personalità e piglio. Bocciato.

 

 

Francesco Guasti - "Universo"

Il look hipster all'italiana torna anche in Francesco Guasti, che nonostante queste apparenze è musicalmente più vicino a Enrico Ruggeri, con il quale condivide una voce roca e molto ruvida. Il pezzo (che si ascolta qui) parla di tematiche esistenziali e dell'importanza di non mollare mai. Anche perché anche per Guasti siamo al quarto tentativo a Sanremo: oltre a questa partecipazione, ci ha provato anche a The Voice (era nel team di Piero Pelù, che gli ha prodotto anche un ep e lo ha portato in tour), e ha alle spalle diverse iniziative musicali legate al mondo del volontariato. Musicalmente e nell'arrangiamento ritroviamo i soliti stilemi sanremesi: grandi urla, melodie melodrammatiche e smorfie di sofferenza. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma.

 

Valeria Farinacci - "Insieme"

Definisce la sua canzone "un racconto su cos'è l'amore e quanto sia difficile portare avanti una storia duratura e stabile" e sottolinea l'importanza del sacrificio nelle relazioni, "una cosa che i giovani d'oggi sembrano non aver capito". Ha 22 anni, ha frequentato il CET di Mogol e dice di non voler abbandonare i concorrenti di Area Sanremo una volta che la manifestazione sarà finita. Valeria Farinacci avrebbe anche delle potenzialità, ma al momento dire che è acerba sarebbe un eufemismo: la sua canzone (si ascolta qui) è tutt'altro che memorabile e la sua interpretazione è non pervenuta. Manca totalmente di personalità, ma ha dalla sua quell'aria di ragazza acqua e sapone sulla quale più di una popstar ha costruito una carriera intera. Speriamo di incontrarla di nuovo tra due o tre anni, nella speranza che nel frattempo abbia aperto gli occhi e le orecchie a cosa di suona nel resto del mondo.  

 

IN RISERVA 

 

 

Braschi - "Nel mare ci sono i coccodrilli"

Braschi è un musicista con alle spalle una piccola discografia: prima si faceva chiamare Lui sono io, poi è passato al suo cognome (Braschi, appunto) ed è andato negli States a registrare e suonare un nuovo ep. Nel lavoro è stato aiutato dai Calexico e da Jd Foster. Il pezzo che presenta a Sanremo (che si ascolta qui) è a metà tra Guccini e Samuele Bersani: di sicuro niente di nuovo o entusiasmante, ma Braschi sembra avere quel minimo di maturità artistica necessaria per presentarsi su un palco come quello del Festival. 

 

 

PROMOSSI

 

 

Lele - "Ora mai"

Proviene dalla scuderia degli Amici di Maria, e per questo aprirà in autunno i concerti di Emma Marrone e Elisa. Ha 19 anni, parecchi follower sui social, e i suoi punti di riferimento sono Coldplay e Bruno Mars: il pezzo che porta a Sanremo (si ascolta qui) ha un piglio piuttosto soul, per certi versi ricorda un po' Sam Smith, ma per fortuna rinuncia allo smarmellamento melodico a favore di un ritornello uptempo più vicino al vecchio Justin Timberlake. La produzione è ottima e l'arrangiamento piuttosto ricco (violini, fiati e molto altro): se dovesse impazzare nelle radio, non sarebbe così male.
Unico neo: il nome (perché nessuno si sforza di trovare un nome d'arte?)

 

 

 

Marianne Mirage - "Le canzoni fanno male"

Diciamolo subito: Marianne Mirage è senza dubbio la migliore del lotto, quella sulla quale puntiamo senza se e senza ma. Cantautrice talentuosa, è recentemente entrata nella scuderia Sugar di Caterina Caselli per la quale ha già pubblicato l'album "Quelli come me". Il pezzo che porta a Sanremo si intitola "Le Canzoni Fanno Male", scritto e composto da Kaballà e Francesco Bianconi dei Baustelle, prodotto da Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand, Mauro Pagani, Tiromancino) e Riccardo Damian (Adele, Lady Gaga, MUSE, Mark Ronson, Nile Rodgers, Duran Duran). Il pezzo è bello, prodotto bene e cantato ancora meglio. Noi facciamo il tifo per lei.

 

Tag: Sanremo

Commenti (3)

Carica commenti più vecchi

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati