Dieci nuovi cantautori italiani da tenere d'occhio

Un breve speciale per scoprire nuovi artisti, e vedere che aria tira dalle parti del cantautorato

The leading guy, cantautore italiano
The leading guy, cantautore italiano

Che aria tira dalle parti del cantautorato italiano? Negli anni successivi alla grande ondata che ha visto emergere artisti ormai affermati come Dente, Brunori Sas, Colapesce, Dimartino, Le Luci della Centrale Elettrica e decine di altri, la fiamma è ancora accesa? C'è qualcuno pronto a portare avanti questo discorso? 
Non è una domanda semplice, molti sono pronti a giocarsela tutta (Calcutta in primis, in uscita con un nuovo album che promette molto bene), tanti altri invece ci provano ancora una volta dopo qualche tentativo promettente. Comunque vada, abbiamo deciso di dare un'occhiata a cosa bolle in pentola, ascoltando un sacco di belle canzoni. Ecco dieci nuovi cantautori da tenere d'occhio, secondo Rockit.
 

David Ragghianti


David Ragghianti è stata una delle sorprese più belle degli ultimi mesi: abbiamo presentato in streaming esclusivo il suo "Portland" qualche settimana fa (è uscito ufficialmente l'8 settembre per Musica Distesa e Caipira Records) e da quel giorno lo abbiamo ascoltato praticamente tutti i giorni. Prodotto da Giuliano Dottori, "Portland" è il disco d'esordio del giovane cantautore toscano, impetuoso, scuro, vellutato, poetico. Da ascoltare. 

 

Bonetti


Bonetti è uno di quelli "che camminano per ore con le mani in tasca per la città, o per qualche stradina di campagna ­non fa differenza­, e pensano e si guardano intorno, fanno andare le gambe e gli occhi in giro sulle cose, anche su quelle già conosciute, caso mai ci fosse qualcosa di nuovo da scoprire." Un personaggio un po' fuori dal tempo, che filtra il mondo con i propri occhi in una maniera semplice, diretta, a volte quasi infantile. Una sensibilità interessante, un disco d'esordio prodotto da Omid Jazi che uscirà il 16 novembre per Costello's

 

Carmine Torchia


Carmine Torchia non è esattamente un esordiente (ha all'attivo altri tre album), ma è con il nuovo "Affetti con note a margine" che potrebbe entrare negli ascolti di tante persone. Uscito lo scorso 11 settembre per Private Stanze, il disco sintetizza bene alcune influenze importanti (Gazzè, Morgan, Baustelle) con lo spirito artistico di un cantautore che ha ancora moltissimo da dire.

 

The Leading Guy


Altro colpo di fulmine fortissimo, quello con The Leading Guy. Il suo debutto "Memorandum" è stato nostro disco del giorno all'inizio dell'estate: lui è Simone Zampieri, già nella Busy Family, nome d'arte The Leading Guy, come un pezzo di Micah P Hinson. Lei è la canzone folk americana, portatrice di suggestioni lungo un fil rouge che parte da Woody Guthrie, passa da Bob Dylan e arriva fino ai Wilco. L'altro è quel lungo tragitto che chiamiamo pop: parte dalla sua stessa radice, popular, e si dirama in un vasto campionario semantico che comprende gli aggettivi orecchiabile, familiare, semplice, immaginifico, sinestetico, rarefatto, denso, curioso, accattivante, intimo, universale, bello. Bello. 

 

Federico Cimini


Calabrese classe '88, Cimini gioca tutto sul contrasto tra la leggerezza dei sentimenti (e dei ritornelli) e la consistenza rude della realtà. Non un super esordiente ("Pereira", uscito da poco per MK Records, è il suo terzo album), Federico Cimini racconta le vite e le storie degli altri con una voce particolare, con sfumature roche e graffianti. Da tenere d'occhio. 

Alberto Gesù


Se lo chiedete a lui, vi risponderà che il suo "è un esperimento di geriatria cantautoriale e blasfemia soft che ha come scopo la diffusione interclassista su scala mondiale della sfiga quotidiana". Una frase che, nel bene e nel male, può riassumere buona parte del cantautorato italiano contemporaneo, no? La differenza, l'avrete capito, è l'ironia. Alberto Gesù è divertente, e il suo "Ma che miracolo e miracolo" è un prodotto artigianale con ottime finiture e materiali, un disco rotondo di prediche al megafono. Da ascoltare. 

 

Bombay


From Torpigna con furore. Bombay è l'esatto punto di incontro tra Bugo, Babalot e Calcutta: canzoni con la testa per aria, scarne, piene di immagini assurde, con un risentimento rassegnato per la donna amata che di questi tempi è quasi un topos obbligato. Una sincerità disarmante con la chitarra in mano.

 

Letlo Vin



"Songs for Takeda", è un concept album concepito nel corso di quattro anni, dal 2008 al 2012: il tempo che Letlo Vin ha impiegato per metabolizzare il suicidio di Takeda.
 Le canzoni sono come dei capitoli di un libro diviso in tre parti: un malinconico preludio introdotto dal protagonista (Takeda), la successiva cruda narrazione degli eventi e infine un epilogo. Oltre che la tragica vicenda, Letlo Vin intraprende anche una sorta di viaggio musicale che va da Johnny Cash, Pete Seeger e Leonard Cohen ai Mumford & Sons, The Decemberists, Bon Iver, Wilco e Iron & Wine. Insomma, se vi piace quel tipo di folk fumoso e malinconico, Letlo Vin è il vostro uomo.
 

Caso



Anche per Caso non si può parlare di esordio, ma il nuovo album "Cervino" (in uscita il prossimo 21 ottobre per To Lose La Track, Corpoc, Sonatine) promette una certa evoluzione e maturazione che fanno ben sperare: primo album elettrico, primo con una band alle spalle dopo una vita acustica e solitaria da cantautore post-punk. "Nettuno" in particolare è un pezzo che rappresenta bene quell'irruenza e quella libertà malinconica, quella voglia di spaccare e staccare da tutto e tutti che si era avvistata anni fa nei mai troppo compianti Northpole. Bentornato Caso.

 

Frisino



Sembra uscito da una nuova scuola romana di cantautori, Frisino, e invece è pugliese. Il nuovo album "Tropico dei romantici" (in uscita il 18 settembre per Volcan) parla di innamorati che non si trovano mai, di innamorati che pur vivendo sotto lo stesso tetto non riescono a guardarsi negli occhi, delle esplorazioni sull’amore, di sesso, di citazioni a Rino Gaetano, a Tenco e Buscaglione, e, allo stesso modo di Henry Miller, di ricordi di tempi universitari e di amori lontani, di fioraie portatrici di saggezza popolare, di gente romantica. Un disco sull'amore, amaro ma bellissimo.

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L'articolo Dieci nuovi cantautori italiani da tenere d'occhio di Nur Al Habash è apparso su Rockit.it il 2015-09-17 13:12:00

COMMENTI (37)

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  • ismaelegologone 35 g Rispondi

    Fa tutto schifo. Vergognoso.

  • brunotomaselli 5 anni Rispondi

    sono iscritto alla s.i.a.e dagli anni 1990/2000

  • brunotomaselli 5 anni Rispondi

    cerco il mio nominativo -bruno tomaselli-nella lista dei cantautori italiani

  • fabri.lauge 5 anni Rispondi

    seguitemi su instagram:provo a dedicare tempo a questa nobile arte ogni giorno.
    è il contrasto tra il sapore amaro e dolce della vita che mi costringe a prendere quella penna in mano e scrivere...
    account:fabrizio laugero (fab)

  • gianfranco.buffa 5 anni Rispondi

    Saro' gentile. Nessuna vera novità emotiva.Nessuna voglia di scrivere senza piacere per forza.

  • Hosempreme 6 anni Rispondi

    Antò, si ppur bellin, ma lev' man :P

  • Gaservizi 6 anni Rispondi

    salve sono una paroliere

    https://www.facebook.com/groups/541237622683795/?fref=nf

    scrivo o su commissione,oppure ognuno deposita
    scrivo su basi
    amo il funky,funkye jazz,il rock,latino,il reggae,l'hause.

  • ilsuonatorejones79 6 anni Rispondi

    Antonio Merlo... con tutto il rispetto, continua sulla strada che hai scelto, non entro nel merito di un giudizio di valore sulla tua musica... ma, ascoltando il brano che hai linkato come esempio di "vera canzone", posso dirti che è quanto di più distante possa esistere dal "cantautorato", o meglio, dalla "canzone d'autore", intesa come Poesia cantata... non è una critica, è un dato di fatto: non puoi capire cos'è il cantautorato perché è quanto di più distante possa esistere dal tuo modo di comporre e interpretare... lascia stare, segui la tua strada - lo dico senza offese e ironia, davvero - ma non tentare di entrare in un discorso che non ti appartiene, in un campo non tuo... con il massimo rispetto... Buona Musica

  • pincifederico 6 anni Rispondi

    Io opinerei forse che 1. la categoria di "cantautore" è sopravvivenza di una fase - speriamo conclusa - in cui c'erano cantanti che le canzoni non se le scrivevano 2. la distinzione tra cantautori e cantautrici la trovo anche quella un po' discutibile. In ogni caso non so voi ma a me pare roba scritta tra i 70 e gli 80. Spero vivamente ci sia qualcosa di un minimo più avanguardista o per lo meno più contemporaneo là fuori (bologna violenta tanto per dirne uno?). Comunque auguri a tutti questi nuovi cantautori che in termini di testi provano a scrivere cose sensate il che è lodevole (benché do per scontato che provino a farlo tutti).

  • giuseppecatani 6 anni Rispondi

    e adesso fate un po' di silenzio. https://www.youtube.com/watch?v=LrI1OLsruUI