Quanta musica c'è nel nuovo palinsesto Rai?

Il direttore della Rai presenta il nuovo palinsestoIl direttore della Rai presenta il nuovo palinsesto
29/06/2016 di

È ormai un anno che in Rai si continua a parlare di innovazione. Ad Agosto 2015 è stato nominato direttore generale Antonio Campo Dall'Orto che, da primo direttore di MTV Italia nel 1997, ha via via assunto ruoli importantissimi per MTV in Europa, per La7 e poi per Viacom International Media Networks. Altri nomi noti hanno visto l'assegnazione di ruoli importanti in Rai: Carlo Conti è direttore artistico di Radio Rai, Daria Bignardi direttrice di Rai 3 e Andrea Fabiano è il più giovane direttore nella storia di Rai 1.
Sembra che la Rai voglia cambiare linguaggio, svecchiandosi e raccontando in presa diretta una realtà più fresca, puntando soprattutto sui famigerati social. Ieri si è cercato di presentare al pubblico questa nuova linea "Rai per te e per tutti", incarnandola nei nuovi palinsesti per l'Autunno del 2016 che includono un totale di 42 nuovi programmi.
Vista anche la provenienza di Campo Dall'Orto, naturalmente siamo stati molto curiosi di capire quanta musica ci sarà in questa nuova Rai. Abbiamo quindi spulciato le novità per voi, a caccia di ciò che suonerà nelle casse delle TV di Stato.

Iniziamo da Rai 1, dove, oltre a un Festival di Sanremo ancora più affidato a Carlo Conti (che non solo lo condurrà per la terza volta e continuerà ad esserne direttore artistico, ma lavorerà anche a Sanremo Giovani), troveremo un quizzone musicale presentato da Amadeus. Si tratta di "The Big Music Quiz", un format francese che vede due squadre di VIP sfidarsi per indovinare gli autori originali partendo da cover, il nome di una canzone riprodotta a velocità dieci volte superiore e altri giochini di questo tipo. Giampaolo Morelli (l'Ispettore Coliandro) invece presenterà in seconda serata un programma chiamato "Fan Car-aoke" dove si canteranno canzoni in automobile con fan e cantanti (sulla scia del celebre originale americano).
Parlando di musica in senso stretto, sembra interessante il programma "L'importante è avere un piano"con il pianista Stefano Bollani che interagirà con vari musicisti suonandoci assieme e intervistandoli. Erano molti anni ormai che la Rai non puntava la sua prima serata con un programma esclusivamente musicale (uno serio, i vari "Ti lascio una canzone" non valgono naturalmente), quindi le aspettative sono alte.

Sempre su Rai 1 Massimo Giletti condurrà approfondimenti su Mogol e Zucchero. Vanessa Incontrada, invece, sui grandi della musica classica e del balletto (tra l'altro ci sarà uno show che riguarderà Roberto Bolle). La prima della Scala sarà mandata in diretta, come un concerto di Renato Zero all'Arena di Verona. Vedremo inoltre una serata con il ritorno della super-coppia Mina e Celentano, i quali presenteranno il loro album in collaborazione in uscita il prossimo 5 dicembre, e il ritorno di due showgirl molto amate dagli italiani, Lorella Cuccarini e Heather Parisi, che si sfideranno in un programma tutto loro chiamato "La mia nemica amatissima". 

Su Rai 2, che dovrebbe essere la rete più intensamente rivista dal punto di vista social e affini, puntando a un pubblico di "giovani adulti", Mika avrà uno show tutto suo a Novembre, scelto in quanto sembra incarnare il nuovo immaginario dell'emittente. Una serata speciale sarà dedicata a Vasco Rossi, con una certa attenzione ai suoi concerti all'Olimpico. Non c'entra con la musica, ma sembra che Rai 2 presenterà inoltre uno strano reality chiamato "Il Collegio" dove dei ragazzi verranno sottoposti al regime scolastico degli anni '60. 

All'apparenza sulla Rai 3 di Daria Bignardi ci saranno ancora meno programmi incentrati sulla musica, sebbene ci sembra buona notizia che Gazebo (e la sua band) avrà più spazio, con un "Social News" in prima serata: Diego Bianchi dedica spesso tempo nel suo programma ad artisti della musica italiana, anche quelli un pelino sotto all'attenzione televisiva. Sembra inoltre che Pif avrà una sua striscia su Rai 3, mentre Filippo Timi e Gad Lerner sensibilizzeranno rispettivamente su diversità e Islam.

Rai 4, che comincerà a presentare programmi originali, trasmetterà un concerto dei Rolling Stones a Cuba e gli Emmy Awards

(Ragazzi! Bombolette! Mina e Celentano sono più giovani e colorati di te) 

A questo primo impatto fa sorridere sentire ancora parlare di "svecchiamento" con questa eterna retorica giovani=social che fa molto effetto Progetto Ministeriale per i Giovani d'Oggi, e, credendo nella musica come canale privilegiato per far passare certe novità, fa sorridere ancora di più leggere le parole "innovazione" vicino ai nomi di Carlo Conti e Renato Zero.
C'è il sospetto che, sebbene si sbandieri un "cambio di linguaggio", il modo della Rai di proporre musica sarà sempre lo stesso, più vicino a un quiz o a un varietà che alla musica di per sé. 

C'è tuttavia da chiedersi perché la Rai non può smarcarsi da questo ordine di idee, cosa di preciso la tiene frenata. Per sua natura, un'emittente-istituzione che negli anni ha assunto un aspetto sempre più preciso di mediazione come parola d'ordine, non avrà mai necessità di cambiare pubblico, quanto quella di aggiungere pubblico, senza cercarlo da zero (con programmi realmente originali), ma togliendolo alla concorrenza. Immaginate di essere una gigantesca azienda statale che deve catturare la maggioranza dei cittadini, in mezzo a un sacco di concorrenza tutta molto più "target specific" di voi, cosa fareste al posto della Rai?

Certo, indubbiamente si può fare molto più di così, l'idea del cambio di linguaggio è buona, ma c'è bisogno di cose nuove di cui parlare, non solo di personaggi che rappresenterebbero un modo diverso di raccontarle; non basta dare quattro serate a Mika e poi dire di aver fatto il salto.
Se è vero che il successo non sta nello spiazzare un pubblico che chiede solo ciò a cui è abituato, è documentato anche che l'originalità in queste situazioni non fa altro che bene agli ascolti. Qualche passo la Rai lo fa (Gazebo, ad esmepio, funziona alla grande) ma forse ha bisogno di una mano. La canzone italiana si è formata su questo genere di cose, sempre a metà tra grande pubblico e temi nuovi. Verrà il giorno in cui la Rai aiuterà davvero la musica e si lascerà aiutare da essa? 

Tag: tv rai

Commenti (1)

  • Agostino Borio 30/06/2016 ore 19:33 @agostino.borio

    Alla Rai della canzone e della musica in genere che non sia Sanremo non frega una beata fava. Alla Rai interessa solo riempire di spot ogniora di programmazione.

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