Motorama - Oasis Club - Sassuolo (MO) Live report, 08/03/2003

11/03/2003 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Il rock indipendente italiano è in buona salute? Le discussioni sull’argomento potrebbero farci parlare per ore, ma quando ci si trova a confrontare la teoria con la pratica, spesso tutte le polemiche vengono sedate.

Cosa importa fare per forza cose nuove - o che pretendano di esserlo - con il solo rischio di risultare snob ed autocompiacenti? A volte nulla: spesso basta trovarsi di fronte ad energia e genuinità e tutto va al posto giusto, senza la necessità di esser stati testimoni di qualcosa che cambierà le sorti dell’universo musicale.

Penso che questo sia quanto accaduto a coloro che si sono trovati ad assistere allo show delle Motorama all’Oasis Club di Sassuolo: sincerità innanzi tutto, anche se c’è da ammetterlo, nulla di stravolgente. Bei suoni, buone canzoni, un validissimo concerto insomma, tenendo presente che il pubblico non ha troppo aiutato le tre musiciste romane nell’instaurare un buon appeal, capace di scatenare nel trio la voglia di andare oltre ad una presenza scenica, che in sostanza è risultata molto ‘scolastica’; ma direi che anche questo possa rientrare nell’essere persone sensibili delle tre signorine in questione e non robot. Dunque persone fortemente influenzabili dall’atmosfera, che in questo caso, ripeto a malincuore, non era certo di quelle più elettrizzanti, anche se mai indifferente, anzi.

La formula chitarra/batteria/voce del terzetto ha regalato buoni momenti di un rock, condito da garage minimale e diretto, oltre che da un’attitudine che affonda le radici nel classic punk, riuscendo soprattutto a non peccare mai di scarnezza o di asettico derivazionismo, anche quando le influenze di band come Cramps o Sonics (giusto per citare qualche nome), non possono che essere definite evidenti. Il cardine della serata è stato naturalmente l’album da poco in circolazione, “No bass fidelity”, saccheggiato a raffica nella sua quasi interezza, mettendo in luce la caratteristica principale della band, ovvero la sintesi di quanto già sopra riportato.

Una nota non certo trascurabile va fatta a proposito della capacità di Daniela, Elena e Laura di essere ottime interpreti della propria creatività, oltre che vera band, ricca di un’intesa che sfocia nella complicità assoluta (roba da donne, insomma…).

Non una sbavatura,poi, degna di nota all’interno di un set durato poco meno di un’ora, a rimarcare anche doti tecniche e di ensemble senz’ombra di dubbio sopra la media. Niente male per un gruppo che rischia di essere visto come l’incarnazione di una lo-fi band per necessità, più che per volontà ben precisa e per amore della schiettezza.

E se mai vi capitasse di scambiare due chiacchere con le Motorama, credo che rimarrete piacevolmente colpiti da questa caratteristica che trasuda dall’atteggiamento gioviale e naturale dalle protagoniste di questo racconto.



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