Figli di Madre Ignota - Oasis - Sassuolo - (MO) Live report, 16/03/2002

26/03/2002 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Non c’era da meravigliarsene, visto quanto dimostrato con “Kanakapila”, ma Figli di Madre Ignota sono veramente una grande band e lo dimostrano anche sul palco dell’Oasis Club di Sassuolo.

Grande numericamente (sono in otto a muoversi nel back line), ma altrettanto qualitativamente. Basterebbe dire questo, ma mi rendo conto che per quanti non abbiano ancora avuto la fortuna di imbattersi nella big band brianzola, servano coordinate più precise per cogliere le emozioni vissute dal sottoscritto e dal folto pubblico presente a questa serata.

Lo spettacolo sul palco è garantito già dal look della band che si presenta in rigoroso completo scuro, camicia bianca, cravatta, con l’aggiunta di un fez leopardato (rubato direttamente nel guardaroba di Howard Cunningham); particolari che passano in secondo piano nel momento stesso in cui si sprigiona il sound incentrato su ritmiche gitane, che ricordano senza mezzi termini il folk d’oltre Adriatico, ricamati da testi che spesso (anche se loro dicono il contrario) portano direttamente alla memoria quanto Vinicio Capossela ha proposto fin dagli albori della sua carriera.

I nostri otto si muovono con disinvoltura e non disdegnano pause fra i pezzi, che si trasformano in perle da cabaret. Dopo un approccio freddino nei confronti della band, il pubblico non sa resistere e gradualmente si scioglie: nell’arco di pochi minuti la pista/platea è invasa da centinaia di gambe tarantolate, trainate dal ritmo indiavolato che sconfina in irresistibili polke, devastanti surfin’ ska…e chi più ne ha più ne metta!

Oltre al già citato “Kanakapila” vengono ripresi anche i pezzi del precedente demo (ora ristampato su CD) e così la performance live si esaurisce dopo un’ora abbondante di fiati incalzanti e di ottima poesia…
Se potete non perdeteveli, ma armatevi di scarpe comode… che starsene impalati di fronte a Figli di Madre Ignota è cosa assai ardua!



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