Diaframma - Oasis - Sassuolo (MO) Live report, 18/01/2003

20/01/2003 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Il nome Diaframma rievoca in molti interessanti ricordi: a chi diretti di un’adolescenza vissuta negli storici anni ’80, a chi di infanzie scandite dai giradischi e dalle radio dei fratelli maggiori. Fatto sta che anche questa sera per vedere all’opera la band si sono accalcate diverse centinaia di persone, pronte ad idolatrare uno dei personaggi più accattivanti della scena musicale italiana, tal Federico Fiumani, uomo di spettacolo che da sempre è visto come un guru del cantautorato intellettuale post new-wave del nostro paese. Uomo che di rado vedrete intervistato dalle importanti riviste specializzate, ma che col proprio carisma si è tenuto legato una grande fetta del pubblico che dal decennio già citato vivono nella assoluta fede di questo elegante signore, ma che ha anche saputo calamitare l’interesse delle nuove generazioni.

Diaframma è praticamente un suo pseudonimo, visto che i vari sassolini di turno hanno abbandonato il progetto da parecchio tempo e non appena i quattro musicisti salgono sul palco, il tutto diviene immediatamente chiaro.

Federico nel mezzo a dettare le danze con assoluta grintosa raffinatezza, che anche quei capelli bianchi che iniziano a fare capolino non riescono a scalfire minimamente. Le nuove canzoni - pubblicate in un album proprio lo scorso novembre - cominciano a sbattere sul muso degli avventori che cantano a memoria i testi e saltellano inneggiando il loro idolo: è Federico colui che li attira verso quel palco!

Tecnicamente parlando il concerto è quasi impeccabile, visto che dei tre musicisti che accompagnano il gigante folletto toscano, non si può certo dire che si tratti semplicemente di comparse: basti ricordare che alla batteria sedeva in questa gelida serata tal Daniele Trambusti, che come una macchina scolpisce il ritmo indiavolato del concerto.

Naturalmente c’è posto anche per qualche tuffo nel passato e per l’immancabile “Siberia” che fa sgolare la platea in un coro unanime, ma anche per un piacevole excursus nella gradevole ripresa di “See no evil”, apertura dello storico “Marquee moon” di Television.

In ogni caso la presenza scenica di Mr. Fiumani è da vero e proprio animale da palcoscenico che, incitato a ripetizione, non risparmia sudore ed energia.

La band appoggia gli strumenti dopo un’ora abbondante di performance, quasi ininterrotta, se non per le pause di qualche secondo necessarie per riprender fiato fra un pezzo e l’altro.

In ogni caso il pubblico non contento chiama a viva voce il quartetto ad un bis che arriva puntuale e regala ancora un paio di pezzi: “Gennaio” ed “Agosto”.



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