H-Strychnine - Oasis - Sassuolo (MO) Live report, 29/03/2003

06/04/2003 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Già da qualche tempo si sente parlare degli H-Strychnine come di una band assolutamente originale e degna di essere quantomeno presa in considerazione dagli amanti dei suoni più arcigni e che generalmente troviamo inseriti nel calderone del nu-metal.

A dire la verità, credo che nel caso della formazione ferrarese si sia peccato di un briciolo di qualunquismo nell’inserirli in questo ormai smisurato contenitore, non rendendo onore alle grandi influenze punk-core che anche durante l’esibizione live in questione si sono rivelate piuttosto incidenti nel prodotto finale, caratterizzato da una vena certamente più Fugazi, piuttosto che Korn. Questo però, non solo per il cantato spudoratamente h-c, ma anche per l’attitudine assolutamente r’n’r dei restanti componenti della band.

Rispetto a quanto si può ascoltare nel secondo ed ultimo lavoro “Play with kyties” (pubblicato nel novembre scorso dalla lungimirante Ammonia), il live è risultato decisamente più diretto e crudo. I suoni ben articolati e dosati con sapiente voglia di non fare solo rumore (o addirittura casino), hanno saputo travolgere grazie a bordate micidiali, con muri di noise, alternati ad aperture melodiche e ritmiche, capaci di far muovere il piedino agli astanti di questa serata.

Dopo lo show, il vocalist della band mi ha confidato di essersi divertito un mondo, e credo che le innumerevoli persone in mezzo a cui mi son trovato in questa serata di timida primavera abbiano recepito la grande naturalezza e sincerità con cui sono state riproposte le canzoni dal palco dell’Oasis, respirando a pieni polmoni l’euforia del gruppo, che poi ci ha contagiato tutti in un batter d’occhio.

Mi sembra doveroso sottolineare con grande franchezza un buonissimo approccio alla dimensione live da parte del quintetto, che in alcuni frangenti è risultato irresistibile e capace di trascinare il pubblico anche nelle prime battute del concerto, quando si è assistito ad una platea letteralmente attirata verso il palco, proprio come mosche dal miele, seppur inizialmente intimidita da una partenza razzo e senza fronzoli di sorta.

Energia e tecnica, ma soprattutto un’indiscutibile onestà di fondo, al servizio di ragazzi che si meritano a pieno il lustro donatogli dagli ultimi positivi giudizi sul loro operato; in particolar modo per la grande intensità con cui sono capaci di non cadere mai nello scontato o addirittura nel noioso e nel ‘già sentito’, pur proponendo suoni certo non innovatori, che tante altre band, anche di maggior notorietà, non sono ormai più in grado di rivitalizzare
Ancora una volta vince la capacità di miscelare e la passione: una buona ora di rock’n’roll condito da hard-core, sudore, discrete aperture nu-metal, vivacità, per un crossover di grande impatto ed originalità.

Da non perdere, è ovvio!!!



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