Orgia Fuxia 2 - Padova Live report, 27/08/2002

02/09/2002 di



“Andremo avanti comunque. Vedremo chi vuol veramente la musica dal vivo!” Aveva ragione a insistere, in un piovoso lunedì sera al ‘Banale’ di Padova, Massimiliano Griggio, alias “Macio” dei Frükteti, una delle menti di “Orgia Fuxia 2”. E se Giove Pluvio batteva inclemente sul festival della musica indipendente locale, minacciando la replica del clamoroso successo dello scorso anno, la gente ha risposto però all’appello, benché protetta da1 frasche e tettoie.

Lunedì 25/08/2002
Apertura dell’edizione 2002 per i Glam, il cui rock virato progressive ha scaldato a dovere gli astanti, grazie a grinta e abilità vocale di Leandro Varriano. Un live set in cui la band, più incline su cd ai Queen, si è accostata ai Soundgarden, ottenendo un buon gradimento del pubblico. A seguire i Diva, il cui gemmato ibrido tra tradizione pop inglese e italiana ha sfidato la pioggia con buoni risultati, visti i calorosi applausi riservati anche alla nuova e dub-oriented “Un uomo, una donna” (tra il pubblico: “che bella, questa nuova”). Davide Golin, voce della band, ha sfoggiato maglietta da ciclista anni ‘60 e Ray Bans alla Maurizio Merli, dondolandosi sul palco come un novello Tim Burgess. Incuranti della pioggia, alcune donzelle hanno ballato tutto il tempo, cantando a memoria i testi della band, puntuale e coinvolgente come sempre. Se non è affetto dei fans questo…
Chiusura con lo scafato vintage pop dei Positiva, rimasti in tre sotto le ali di Antonio Fiabane (l’autore de “L’astronauta” di Stragà), autore della loro “I love you baby veramente”, sulla scia di “Amore disperato” di Nada. Compatti, precisi e inappuntabili. Pare mancare ancora la zampata vincente. In ogni caso, applausi e bis.

Martedì 26/08/2002
Tregua metereologica e pubblico più consistente. Il pop punk degli Happy Gays, sulla scia dei Ramones, ha deluso, sia per la scarsa originalità che per la staticità del cantante, che dovrebbe ricordarsi del peso forma di Joey Ramone. Altra impressione fanno gli Acajou, il cui durissimo stoner ha entusiasmato la platea grazie anche alle pose da r’n’r hero del bassista. Stoner, quello degli Acajou, in cui profumano spezie inaspettate e nascoste: Duran Duran, Cult e pure Galt Mc Dermot (autore di “Hair”), fanno capolino tra le note a un orecchio ben attento. Chiudono, tra le acclamazioni, i Crackhouse, il cui colorato sogno glam pare uscito da un “Velvet Goldmine” reinterpretato dagli Hanoi Rocks. Genere, il glam anni ‘80, giusto per appassionati, che evidentemente non mancavano. Difatti, adrenalina a palate, pubblico in delirio e bis giusto prima del diluvio.

Mercoledì 27/08/2002
In apertura il black gothic metal degli Ensoph ha impressionato per qualità e complessità della scrittura. Unire metal e scale rococò, chitarroni e flauti sarà anche già stato fatto, ma la band padovana lo fa proprio bene e i metallari dovrebbero interessarsi a loro. Applausi, ma senza scomporsi: non è musica per tutti. Adolescenti entusiasti invece per il nu-metal degli Stato Bardo, bravi sul palco, ma che soffrono le strettezze di un genere in cui la varietà è misconosciuta. Onesti e appassionati, con brani senza infamia e senza lode. Ma per emergere ci vuole qualcosa in più.

Stellare il live conclusivo dei rinati Frükteti: brani memori della lezione ‘80 dei Killing Joke e ottima tenuta del palco. Menzioni particolari per il cantante Scar, figlio maledetto di Marilyn Manson e di Marc Almond, che gigioneggia e giganteggia sul palco, e per il chitarrista Macio, in gonna lunga (“L’ha cucita la mia mamma con amore”, rivelerà nel backstage. Come dire? Anche i cattivi hanno un cuore). Delirio del pubblico, tra cui qualcuno canta i testi a memoria. E doppia richiesta di bis.

Bilancio? I migliori senza dubbio Frükteti e Diva, con gli Acajou giusto un pelo sotto. Il fatto che il pubblico abbia gradito però praticamente tutto deve far riflettere. Così tanta voglia di musica dal vivo a Padova che tutto va bene? Non si direbbe, visto l’elevato numero di concerti di band locali. È da sperare allora si tratti di pubblico composito e in avvicendamento a seconda di chi suonava. Perché altrimenti rimarrebbe l’ipotesi più grigia: la mancanza di senso critico. Un plauso comunque all’Associazione Fuxia.

Il festival godrà di uno special su 'RockTv', in data da destinarsi.



Pagine: Positiva Crackhouse Diva [Veneto] Glam

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