Otto canzoni per una serata di poker, tra jazz, blues e bluff

Jazz, blues e groove per accompagnare bluff e silenzi: playlist per una serata di poker, tra vinili immaginari e mani vere

25/09/2026 - 09:02 Scritto da Redazione

Una serata di poker tra amici non ha bisogno di grandi trucchi scenici: bastano un tavolo, delle fiches vere o improvvisate e un minimo di silenzio strategico. Quello che invece cambia tutto, e che spesso si trascura, è la colonna sonora. Non la solita playlist da festa, ma qualcosa che accompagni l'attesa, il bluff, il momento in cui si scoprono le carte senza rovinare la tensione con un ritornello di troppo. Abbiamo messo insieme otto canzoni pescate tra due playlist pensate apposta per il tavolo, una più notturna e jazzata, l'altra più diretta, da tirare fuori quando il piatto si alza.

Il suono giusto prima delle carte

Il poker, quello vero, si gioca soprattutto nei silenzi: nell'attesa di uno sguardo, nel tempo che un avversario si prende prima di rilanciare. Per questo la prima parte della serata chiede un sottofondo che non chieda attenzione, ma la lasci intera al tavolo: piano, contrabbasso, spazzole sulla batteria. È lo stesso registro che rincorre certo jazz italiano, quello che raccontavamo qualche tempo fa parlando di chi non ascolta mai musica jazz: la stessa logica della digressione imprevedibile, dell'assolo che parte da un punto e arriva altrove, funziona alla perfezione anche quando la posta in gioco non è musicale.

Stella Starlight Trio & Natalie Renoir – Bad Habits

Apriamo con il pezzo che apre anche Poker Night · Midnight Jazz & Blues, la raccolta firmata PMB Music pensata apposta per tavoli da poker, casinò privati e serate che iniziano con una mano e finiscono all'alba. Bad Habits ha il piano che cammina piano, la voce di Natalie Renoir che non alza mai il volume più del dovuto, i fiati che entrano ed escono come un buon bluff: mai troppo, mai troppo poco. È il classico brano da mettere in loop mentre si contano le fiches iniziali, quando ancora nessuno ha davvero le carte in mano.

Dal salotto al tavolo vero

C'è chi il poker lo gioca solo dal vivo, in salotto o al circolo, e chi invece si sposta sul tavolo online quando gli amici non bastano a riempire la sedia. In quel caso la playlist conta lo stesso, ma prima serve capire dove sedersi e districarsi tra marchi e network non è sempre immediato. Per chi vuole partire da lì prima ancora di aprire Spotify, i migliori siti di poker online recensiti da calcioefinanza.it restano un buon punto da cui cominciare a orientarsi.

The Cooltrane Quartet – LOVE

Sempre dalla playlist Midnight Jazz & Blues arriva questo standard rivisitato in chiave lounge, tra i brani più eleganti della raccolta. Il nome della band è un omaggio neanche troppo nascosto a John Coltrane, ma il risultato è più vicino a un piano bar newyorchese alle due di notte che a un disco di free jazz. Perfetto per il momento in cui la partita si scalda ma nessuno vuole ancora ammetterlo.

Jazzystics – Ghost Open Road

Sempre dalla stessa selezione, un pezzo più cupo, quasi cinematografico, con un basso che cammina sotto una chitarra intrisa di riverbero. È la colonna sonora giusta per la mano in cui si decide di restare dentro nonostante tutto suggerisca il contrario: quella specie di bluff che si fa più a sé stessi che agli avversari.

Ray Charles – Hit the Road Jack

Cambiamo playlist e cambiamo passo. Da qui peschiamo da Poker Music | Casino Songs Roulette Playlist, la raccolta curata su Spotify dall'utente music moods e salvata da oltre 1.400 persone: meno lounge, più energia da casinò vero. Si parte da un classico che non ha bisogno di presentazioni, con quel piano che entra a martellate e la voce di Ray Charles che manda tutti fuori strada. Da mettere quando qualcuno al tavolo comincia a bluffare troppo spesso e serve un pezzo che gli dica, sottotraccia, di darsi una calmata.

Elvis Presley – Jailhouse Rock

Il rock and roll più teatrale di sempre, perfetto per la mano in cui si decide di andare all in tanto per vedere l'effetto che fa. Non è un pezzo per chi gioca con la testa fredda, ma è quasi impossibile non abbassare la guardia quando parte quel giro di chitarra: e forse è proprio questo l'effetto che serve, ogni tanto, per smuovere un tavolo troppo prudente.

Amy Winehouse – Rehab

Un pezzo che dentro una playlist da poker funziona quasi come una barzelletta interna: quel “no, no, no” diventa la risposta perfetta a chi prova a convincerti a foldare una mano che invece vuoi giocare fino in fondo. La voce di Amy Winehouse resta insuperata, e il fiato dell'arrangiamento soul aggiunge quel tanto di swing che serve a non prendersi troppo sul serio.

The White Stripes – Seven Nation Army

Il basso più riconoscibile degli anni Duemila, tanto da essere diventato un coro da stadio, qui diventa la walk-up song ideale per il momento in cui ci si alza dalla sedia per andare a controllare il piatto. Jack White lo suonava con una chitarra pitchata giù di un'ottava per farla sembrare un basso: un piccolo bluff tecnico, in fondo, non troppo diverso da quelli che si vedono al tavolo.

ABBA – Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight)

Si chiude tornando, almeno nel titolo, allo spirito della prima playlist: se Midnight Jazz & Blues raccontava la mezzanotte con un sax e un contrabbasso, gli ABBA la raccontano con un giro di synth che non ha età. È la canzone giusta per l'ultima mano della serata, quella in cui ormai tutti hanno smesso di fingere di essere stanchi e si gioca solo per il gusto di non staccare. Deal me in, direbbe la playlist di apertura. Vale anche per l'ultima.

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L'articolo Otto canzoni per una serata di poker, tra jazz, blues e bluff di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-09-25 09:02:00

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