Subsonica - Palalottomatica - Roma Live report, 30/11/2007

08/01/2008

(I Subsonica dal vivo - Foto di P. Modica)

La prima parte del tour dei Subsonica. Max Casacci e soci hanno concesso solo alcuni momenti all'ultimo "L'Eclissi" per concentrarsi maggiormente sui vecchi album. Un pubblico di svariate migliaia di persone. In mezzo alla folla: Lui e Lei. Andrea Borraccino e Elisabetta De Ruvo raccontano.



Lui: Ho letto parole su "L’Eclissi" che non sento mie. Il più delle volte si tirano in ballo le ragazzine, le discoteche. Eppure ho addosso una dannata tensione adolescenziale. Sono emozionato. In fondo, credevo di aver superato questa fase da un pezzo. Ma so di non essere l’unico qui dentro, in un Palalottomatica gremito e in attesa. Verifico l’elevata età media. Mi perdo in una riflessione su due luminose quarantacinquenni post-lifting proprio accanto a me che fingono di aver trent’anni di meno, al punto da non accorgermi che Samuel, Max e Boosta salgono sul palco con le luci dell’edificio ancora accese a giorno.

Lei: Come si misura la fama di una band? Più cresce, più diventano piccoli visti sul palco. Sono quasi scioccata a vedere tutta la gente che c'è al Palalottomatica stasera: MIGLIAIA di persone! Forse sono anche un po' gelosa: chi li calcolava nel 1997, quando passavano nei centri sociali che di "fighetto" non avevano niente di niente? Chi cantava "Onde Quadre" come fosse la "Terra Promessa" di Eros Ramazzotti? Certo, non per rimanere invischiata nella banale e poco costruttiva sindrome di Peter Pan, con latenti ma neanche troppo nascosti convincimenti che la nicchia sia elite, ma è stato destabilizzante. E invece tutti crescono, tutto cresce, qualcuno ha superato i 40 anni, altri ci si avvicinano velocemente, spariscono i capelli, ma non i "Su 'ste mani!", e sono sempre loro, i Subsonica. Checchè se ne dica, se ne apostrofi, sfido chiunque a non riconoscerli ascoltando una canzone a caso della loro discografia: 10 anni di carriera.

Lui: L’inquieta “Tutti i miei sbagli” (con cui aprono il live e che riproporranno nella versione originale alla fine) è un coro di voci privato del pathos della canzone. O il doveroso tributo ad un Festival senza il quale, forse, ora non sarebbero qui. Poi è violenza. E’ "Veleno". L’immagine del gruppo racchiuso in una gabbia di led luminosi sembra citare i Kraftwerk. Mani nere tagliano fasci di luce come in un festival elettronico. Uno spettacolo visivo d’impatto in un fiume di corpi in movimento.

Lei: Passano tutti questi pensieri per la testa durante il loro live show, un bell’evento, per carità, spettacolare e sempre di più, come negli anni i torinesi ci hanno abituati. Ambienti urbani elettrificati quanto basta, per farsi un'idea della nostra realtà attraverso una gabbia fatta di led brillanti e colorati. Dentro e fuori, dentro o fuori, come a decidere di voler partecipare alla realtà oppure no, da protagonisti piuttosto che da anime striscianti, mettendo a repentaglio la propria vita scegliendo per la prima opzione.

Lui: La scaletta è furiosa, discutibile, tutt’altro che scontata. "Preso Blu" è l’unica dal primo album. "Microchip Emozionale" è quasi integrale. "L'Eclissi" è appena accennato, ma onorato dalla breve parentesi dub di "Piombo" dedicata a Saviano. Samuel inceppa su "Ratto" e "Il Cielo su Torino", il pubblico ride e se ne fotte, in un’acustica che di certo non esalta l’errore.

Lei: Un live potente e pure troppo, certi passaggi sono sparati a volumi così alti che le canzoni a malapena si intuiscono o riconoscono. E' la venue che suona malemalissimo (è più o meno risaputo) o sono gli stessi musicisti che voglio cavalcare l'onda della mania di grandezza, cadendo rovinosamente dal windsurf delle amplificazioni distorte? Fatto sta che migliaia di persone cantano a squarciagola il "microchipemozionaledell'amorematicoterrestre", mentre "La Glaciazione" già spigne come nella migliore tradizione da hit radiofonica. Quanto sono scaltri e quanto la sanno lunga questi Subsonica, ormai!

Lui: Neanche il tempo di tornare in macchina che il parcheggio di fronte al palazzetto è diventato un dancefloor improvvisato in cui risuona tutta la produzione del gruppo torinese. Mi appoggio all’auto, sorrido, la tensione sta scendendo solo ora.

Andrea Borraccino & Elisabetta De Ruvo



Commenti (2)

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  • Faustiko Murizzi 08/01/2008 ore 16:17 @faustiko

    ...che bella rece! :)
    quindi significa devo andare a (ri)vederli i subs?

  • Elisabetta De Ruvo 08/01/2008 ore 16:51 @eloisa

    beh...i subsonica offrono sempre dei grandi live. diciamo che le pose si sprecano, ma le energie non si risparmiano. :?
    certo, non farò come per amorematico: li ho visti 6 (o 7?) volte nello stesso tour.
    :[

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