Elio e le Storie Tese - Palasport San Lazzaro - Padova Live report, 02/10/2004

04/10/2004 di



L’ultima volta di Elio e le storie tese a Padova data a ben 18 anni fa, in un locale estivo a ridosso delle mura del ’500 in Golena San Massimo, il Pietra verde. E pure gratis. E quando Stefano Belisario, in arte Elio, chiede ai 2500 fans osannanti presenti sabato al Palasport San Lazzaro chi c’era, poche sono le mani ad alzarsi. È la scusa per una delle numerose gag che hanno costellato questo bel concerto: la presentazione di Rocco Tanica come “nuovo Boosta”, figlio di se stesso. Sarà uno dei tormentoni della serata. E insieme Elio annuncia che questo potrebbe essere l’ultimo concerto della band a Padova. Ma, a pensarci bene, più che annunciare la fine dei live degli Elii si riferisce alla frequenza con cui si presentano a Padova. Tra 18 anni, difficile che siano ancora in pista. La novità più interessante e attesa del concerto era comunque la vendita diretta dei cd contenenti la prima ora del live, intitolati “Ho fatto due etti e mezzo, lascio?”, a 12 euro (9.60 per i membri del fan club). Sabato toccava al “Volume tre”: e se nel corso delle 44 date del tour (quella padovana era l’ultima) ne sono stati venduti di media 220 a serata, al San Lazzaro si è toccata la cifra di 400. Fatti due conti, 10.000 copie in otto mesi. I cui proventi vanno interamente alla band, ormai svincolata da ogni contratto discografico e totalmente indipendente. Ecco quindi forse anche il perché dell’ironia sui Subsonica, freschi di passaggio dall’indipendente Mescal alla major Emi.

Il live degli Elii, come d’abitudine, è iniziato con l’ascolto delle canzoncine dei dilettanti anni 60 ripescate negli archivi della Rca: “Tiralo su, tiralo giù” ha fatto sbellicare il pubblico, eterogeneo per età e “tribù” sociale. Poi, annunciato dalla voce fuori campo di Elio, è salito sul palco il “coraggiosissimo giovane cantautore” Alan Magnetti, che ha interpretato in playback “Il volo della Fenice”: serissimo, avvolto in un tabarro nero stile vampiresco anni 80, ha la stessa credibilità dark di Cristiano Malgioglio e farebbe la sua figura in un repertorio del trash di vent’anni fa. Non si capisce se gli Elii ci credano o lo sfottano. Introdotta dalla registrazione che apre “Cicciput”, ultimo album in studio, compare la band: ed è ovazione. Che si ripete all’apparizione di Mangoni in “Gimmi I.” sulla sopraelevata che incornicia il palco. L’architetto milanese è un vero fenomeno comico: quando su “Born to be Abramo” balla la lap dance è irresistibile. Ma il culmine lo tocca su “Il rock’n’roll” dove impersonando “la vittima del r’n’r” simula un amplesso gay con Elio in una delle scene più grottesche mai viste.

Il concerto è scintillante e tirato, ma la scelta dei brani in funzione del cd live fa mancare classici come “Pipppero”, “John Holmes”, “Supergiovane”. Elio gioca da consumato performer con la platea padovana: in “Servi della gleba” invece della “bruschetta” nell’occhio gli è finita “una reliquia di Sant’Antonio”; all’inizio di “Cara ti amo” dirige il pubblico in un coro di “no” per almeno due minuti. E poi si dimentica (apposta? Le hits logorano…) il testo della canzone. Propone quindi di cantare “Fossi figo” senza testo: e lo fa per metà canzone. Entusiasma l’inedita versione rock dell’aria di Figaro dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini: e fa riflettere su come il r’n’r forse sia nato molto prima del 1954. Si chiude con i bis di “Shpalman” (altro brano nato dalla passione per l’opera: il ritornello è tratto dal prologo della seicentesca "Achille et Polixène" di Jean Baptiste Lully e Pascal Collasse) e “Tapparella”, che non fa solo ridere, ma commuove proprio con la sua epicità da stadio. Alla fine, assalto per i cd live (“brulé”, li chiamano gli Elii) al punto vendita.



Scaletta concerto:
1. Babe
2. Gimmi I.

3. Farmacista
4. Pork e Cindy
5. Milza
6. Born to be Abramo
7. Il rock and roll
8. Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
9. Evviva
10. La visione
11. Servi della gleba
12. Ocio ocio
13. Cara ti amo
14. Fossi figo
15. El pube
16. Cartoni animati giapponesi
17. Rossini
18. Shpalman
19. Tapparella

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