Subsonica - Palasport Taliercio - Venezia Mestre Live report, 06/05/2005

12/05/2005 di



Palasport pieno fino a l’inverosimile, anche se poi scopro che le persone son "solo" 4300. Con la sua forma ad anfiteatro mi fa un po’ Arena Festivalbar, più che quella di Verona quella di Lignano direi. Arrivo un po’ tardi e mi perdo l’inizio, sacramentando bonariamente all’indirizzo dell’amico che ha messo l’auto, ma ha insistito per partire tardi, contro ogni voce dell’esperienza e dell’evidenza (le mie, of course). Ma è già così pentito e abbacchiato di suo, che non insisto. Il lato buono di arrivare tardi è che si trova la folla “calda”, e intanto che ci si scalda anche noi si ha modo di osservarla ben bene. E se anche sarà facile fare il sold out in un palasport da 2000 posti (ma sappiam bene che ormai tutte le date dei Subs son sold out, e che han scalzato il Boss dalla number one della Hit list Italia – ma sì, dai, parliamo televisese), si nota evidente il ricambio generazionale. Ormai, come nota il mio amico, siamo “the oldest”: ma se io son fuori gara da tempo, lui ha poco più di trenta barrette. Notazione mica da poco, sapete? Perché il pubblico dei Subs si è ringiovanito costantemente dagli esordi del 97, quando al Banale estivo di Padova si era in 30 a vèderli. Ci son un sacco di ragazzine e ragazzini delle superiori, in evidente stato di terremoto ormonale, le prime, indotto da Samuel e Boosta. Ed è bello. È bello sentirle lanciare i gridolini di umida passione che tutti abbiam visto solo nei filmati bianco e nero dei Beatles e che oggi – ahimè – ho sentito solo per Max Pezzali. Perché vivaddio vuol dire che la Festa, quell’insieme di fisico scuotimento e abbandono mentale, che isola dal triste grigiore che grava sulle nostre vite decise lassù, dai piccoli Maghi Di Oz che ci comandano, ovunque nel Mondo intiero, la Festa, che insieme sublima nel ballo ed esalta il desiderio sessuale incarnato dal Demiurgo di Turno sul palco, la Festa, iniziata più di 50 anni fa con Papà Rock, persa per strada, raccolta da Mamma Dance a metà anni 80, può rivivere nel loro matrimonio celebrato dai sacerdoti Subsonica e non solo nelle Infami Boiate del divetto adolescenziale prefabbricato in serie in giro su Mtv et similia. Su questo, poi ci torno. Stay tuned.

La musica. Ha ragione Faustiko (lo dubitavate? Grulloni!): i brani nuovi, mediamente, raccontano di una difficoltà a reinventarsi, di una scrittura che stenta a fluire, di una ricerca spaesata di nuove soluzioni, che si sentiva già negli inediti di “Controllo del livello di rombo”. “Gasoline” in questo senso è emblematica: con quel suo misto di soluzioni dance e rock che finiscono per sfociare nel prog, e non tanto per l’assolo di Ninja, che con tanto talento un po’ di spazio assoluto se lo merita. Ma perché rivitalizzare una formula che si teme diventi ripetitiva con una soluzione morta come il prog è un escamotage da Doctor Frankenstein. E che il prog tenti, lo rivela anche “Dormi”, un po’ la “Dolcissima Maria” (vedi alla voce Pfm) dei Subsonica, peraltro niente male davvero. La classe c’è sempre, però: e “Abitudine”, imperiosa, è lì per ricordarcelo. Paradossalmente, il brano che venerdì ha raccontato meglio i Subsonica oggi è la cover di “Chase the devil” di Lee “Scratch” Perry. Per un sacco di perché e di percome. Perché è un brano di un arzillo vecchietto classe 1936, uno di quello che ha inventato prima il reggae e poi il dub, e quindi racconta la voglia di rifondarsi dei Subsonica tornando alle radici. Perché su questo brano i Prodigy ci costruirono la fulminante “Out of space” degl’inizi di carriera 1992, derivando da un classico reggae a una techno progressiva, questa sì, in senso etimologico. E “Terrestre” è stato missato da Dave Pemberton, che coi quattro di Essex ci ha lavorato a lungo: è un ripensare il proprio percorso. E poi perché “Chase the devil” sta in Gta San Andreas, familiare alla Generazione Ps2. Insomma: passato remoto, passato prossimo e presente. Una rincorsa per l’azione futura.

E i ragazzini e le ragazzine che son qui, tutto sommato, non credo ci siano per la pubblicità di mamma Emi: avete notato differenze da quando erano i Subs in Mescal? La numero uno l’avevano già fatta, i pezzi passavano già in heavy rotation sulle radio, le spiagge estive rimbombavano di “Nuova ossessione” e “Mammifero” – do you remember? -, i video li vedevi a qualsiasi ora su qualsiasi tv musicale, ed eran fatti come ora. Anzi, quello di “Terrestre” mi pare più spartano di quello di “Nuova ossessione”. Per cui credo che questa nuova generazione subsonica sia qui per il passaparola di cd masterizzati ed mp3 scaricati, tutta roba illegale che però produce i 13 euro del biglietto infine. Insomma: questi ragazzi sono qui per passione, e non perché plagiati dalle major. Zittitevi, inette arpie dell’invidia, piaga italiota della scena indie.

E infine: il fatto strabiliante dei Subsonica – e insieme il loro merito storico, incancellabile – sta nel fatto che quando scendi nel parterre non c’è nulla da fare: balli e devi ballare. Hai il figo di essere in discoteca e quello di sentire dell’ottima musica, senza essere ucciso da tonnellate di insulsa commerciale od orrido hip hop. Hai il figo del rock e quello della dance. Hai musica che “dà la scossa alla spina dorsale”, come dicevano le Maestà Sataniche prima di finire a recitare il teatrino di loro stesse. Sei corpo tra i corpi, intelligenza fisica che percepisce ed emana ondate orgoniche. Lo vivi, il mito dance della “Discoteca labirinto”, del Rave Infinito e Perfetto ed Eterno. Così, anche se le nuove canzoni non convincono tutte, grazie, Subsonica, per aver contaminato di Festa il serioso rock italiano. E grazie per essere la miglior live band in Italia. Sine ullo dubio.



1. Intro (Terrestre)
2. Giorni a perdere
3. Ratto
4. Colpo di pistola
5. Albascura
6. Abitudine
7. L’errore
8. Liberi tutti
9. Sole silenzioso
10. Chase the devil (Lee "Scratch" Perry)
11. Corpo a corpo
12. Salto nel vuoto
13. Cose che non ho
14. Strade
15. Two (Motel Connection)
16. Dormi
17. Le serpi
18. Gasoline
19. L’odore
20. Aurora sogna
21. Tutti i miei sbagli
22. Bballabballa (instrumental)
23. Discoteca labirinto
24. Nuvole rapide
25. Preso blu

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