Palco La Casetta - MI AMI 2008 Live report, 06/06/2008

24/06/2008

500 battute a band per raccontare cosa è successo sui palchi della quarta edizione del MI AMI. Una carrellata di live raccontata da: Marcello Consonni (MC), Francesco 'Radio' Cremonese (Radio), Mara Guzzon (MG), Maria Murone (MM), Sara Scheggia (SS), Mariella Tilena (MT) Marco Verdi (MV)



TRABANT

(Foto di Marco Becker)

E’ la bomba disco rock del MI AMI. Confezionata con strumenti e sinth che fanno tanto dancefloor in salsa punk anni ‘80. Che esplode e travolge. Ed è una festa da club londinese, sorsate di cocktail e balli matti. Il movimento di braccia, di gambe, è qui. E le urla. Le sento ancora. “We keep on dancing wasting our time”. Ma come si fa a stare fermi? La gente balla. In un corpo unico. Si scatena. Suda. E ne vuole ancora. Finché le danze si placano. Purtroppo. “Even if my heart keeps beatine”. // MM

EGOKID

(Foto di Paolo Proserpio)

Quando arriva il momento degli Egokid sono subito sotto il palco, perché Pardo e soci hanno una verve e un’ironia che sanno subito trasmettere e che ti fa muovere il culo, e poi le loro canzoni dal vivo sono immediate e coinvolgenti. E’ stato un live breve ma intenso, con “La Donna-schermo”, “L’Orso”, “Milioni”. E tutti poi a cantare con “Anaffettivo”, che è anche la mia preferita. Mi giro, e intorno in effetti tutti muovono il culo e si divertono, bravi Egokid. // MT

ATARI

(Foto di Marco Becker)

Occhiali Devo style rossi e t-shirt con logo Atari abbinato. Si presentano così Player 1 e Player 2, scatenando un elettro rock molto catchy. Gli anni ’80, tasteriene casio, melodie di vecchi videogiochi, la dance, il rock’n’roll. Il tutto generato da due giovanotti: una batteria e un basso, e sinth da manipolare. La sala si affolla sempre più. La gente muove i suoi piedini, batte le mani a suon di musica. “Robot rock” dei Daft Punk finisce in fretta. Ma il gioco degli Atari piace e diverte. // MM

DON TURBOLENTO

(Foto di Clara Tortato)

Sono in due i Don Turbolento ma è come se sul palco fossero almeno il triplo. Il loro sound electro-funk dal vivo stupisce ancora di più, il pubblico è convolto fin dalle prime note di "Disappointed", e tutti si muovono, sia gli affezionati che li seguono da Brescia che le persone si fermano a sentire trasportate da questo mix di sonorità eterogenee. Mezz'ora che scorre a colpi di sinth e batteria, un cocktail di punk-dance che riconferma la loro unicità nel panorama italiano e la loro indubbia esportabilità al di fuori dei confini nazionali. Adrenalina e psichedelia per un live breve ma senza dubbio intenso. // MG

FARMER SEA

(Foto di Clara Tortato)

Presenza meritata, che hanno sfruttato al meglio per tingere di azzurro le pareti del Magnolia e lasciare qua e là i loro semini pop, che speriamo raccoglieranno presto. Acquatici, lunari, sicuri: sono piaciuti a molti, i Famer Sea, e il pubblico si è fatto sentire. Con il loro tocco agrodolce, hanno sintetizzato le tre giornate all’Idroscalo: un po’ come quando fuori piove, ma c’è il sole e fa un bel fresco. Mentre suonavano non pioveva: qualcosa vorrà pur dire. // SS

THREE IN ONE GENTLEMAN SUIT

(Foto di Marco Becker)

Il labirinto del va-e-vieni si arrende, si ammassa e spinge verso la culla del palco, ansioso. Loro appaiono da subito come tra i più in forma di questo MI AMI: asciutti, risonanti e crudi, energici; è palese il (loro) divertimento e la consapevolezza di aver appena pubblicato un disco da pelle d’oca. Laggiù il Fender frastaglia intorno emozioni sincopate: tagliente-ruvido-dolce, sospiri tra melodia e dissonanze. “Fate due passi avanti”. Tremiamo vibriamo e cadiamo e perdiamo l’equilibrio. // MV

MUSETTA

(Foto di Elisabetta Bellosta)

Happy hour con i Musetta. Vodka-Martini per lui, Bellini per lei. Ondeggiando sul nero di un noir d’epoca. Ma qui non siamo sulla scena del delitto, bensì poco prima. È chiaro che il fattaccio deve ancora accadere. Il bianco è appannato e lounge. La voce intima e soffusa di Marinella tinge l’ambiente di nobiltà inglese senza maggiordomi. Aspettando la catastrofe sorseggiamo alcolici vestiti bene, con collane di perle e copricapi importanti, sigari e sigarette sottili. // Radio

VEGETABLE G

(Foto di Paolo Proserpio)

I vegetali più G di tutti sono arrivati dal loro pianeta in bianco e nero. Alieni con il Rhodes che svintaggiano di brutto, tranquilli, ispirati e melodici. Fantascienza anni 50, psicadelia dai 60, macchine dai 70, stile Vegetable G. G come Garantito che se eri al MI AMI li hai notati e sentiti. Sono piaciuti a parecchi. Dalla Puglia incontri ravvicinati del G tipo, in Casetta, tardo pomeriggio, al tramonto. Bravi. Molto. Go wild vegetables! // Radio

VENEZIA

(Foto di Elisabetta Bellosta)

Là fuori i primi batuffoli di umido intorpidiscono la felpa: un po’ di malinconia e spasmi vogliosi verso il cielo. Dentro scorre la poesia bagnaticcia che di nome fa Venezia. Battezzano La Casetta e non hanno manco vent’anni. Sono sinceri. Poco appariscenti. Ma non ci pensano due volte a spaccarti il muso con i loro fraseggi delicati e rumorosi. Quel math-rock che profuma di architetture e rifrangenze concitate, e che oltre a toglierti l’equilibrio ti entra dritto nel cuore. E non è facile. // MV

EMIDIO CLEMENTI

(Foto di Theoceanking82)

Difficile compito quello di Clementi. Reinventarsi il silenzio in un luogo completamente diverso dalla collinetta. La sua è stata da subito una ricerca della concentrazione e del pathos giusto nell’interno surriscaldato dall’alcool e dai sudati live di Egokid e Trabant. L’esperienza di Mimì viene fuori e grazie anche a una notevole schiera d’attenti fans, riesce a crearsi un’ispirata situazione dalla lettura delle sue opere. Con lui, immancabili, il drumming generoso di Vittoria e i suoni oscuri di Massimo. // MC

Torna alla pagina dei concerti
Torna alla pagina iniziale



Pagine: Egokid Three in one gentleman suit Vegetable G Trabant Farmer Sea Musetta Atari Don Turbolento Venezia

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Il nuovo singolo dei Måneskin è l'ultimo dei loro problemi