Palco La Casetta - MI AMI 2008 Live report, 07/06/2008

06/06/2008

500 battute a band per raccontare cosa è successo sui palchi della quarta edizione del MI AMI. Una carrellata di live raccontata da: Nur Al Habash (NAH), Enzo 'Polaroid' Baruffaldi (EB), Francesco 'Radio' Cremonese (Radio), Maria Guzzon (MG), Andrea La Placa (ALP), Sara Loddo (SL), Maria Murone (MM), Mario Panzeri (MP), Sara Scheggia (SS), Marco Villa (MV).



LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

(Foto di Elisabetta Bellosta)

Si parlava di puro zeitgeist? Eccolo servito: il pubblico imballa il Magnolia e canta a squarciagola. Sì, canta. Al Mi Ami Ancora eravamo in quattro a gridare i pezzi delle Luci, oggi le urla a tratti coprono la voce di Vasco. Chi applaude dopo i primi accordi e chi dopo il verso più significativo. Conta poco che una corda si spezzi e che una chitarra qualsiasi abbia sostituito quella titolare, distrutta. È un concerto secco e duro, che fa pensare e fa male. La pelle si tende, la testa ringrazia. // MV

ALTRO

(Foto di Paolo Proserpio)

Calcolo male i tempi del cambio palco e quando entro al Magnolia gli Altro stanno già suonando. Sgomito nella stanza umida e stipata e arrivo davanti alla cassa di sinistra, così da godermi in pieno le bordate del basso. La voce di Alessandro Baronciani è quasi seppellita dal fragore della chitarra tormentata, ma tanto le prime file stanno cantando in coro. Per "Passato" sale sul palco Alessandro Raina e intorno raccolgo alcuni commenti perplessi. Il concerto è tirato come sempre: punk genuino, nervoso e potente. Le canzoni squassate da una tempesta che lascia ammirati. "Pitagora" è un rito collettivo. Sono gli Altro, non ha quasi senso raccontare un loro concerto, dovete andarci. // EB

DAMIEN*

(Foto di Paolo Proserpio)

Fuori l’aria è carica e umida. Dentro esplode l’energia dei Damien*. Di fronte ad una massa umana stretta e attenta, con l’ossigeno disponibile prossimo al termine, i tre fanno del loro meglio. Sembrano non risentire del caldo asfissiante. O forse è proprio tutto quel calore, che li avvolge come un abbraccio dato con forza, a dargli la carica. Sono giovani e questo depone sicuramente a loro favore, ma non sarebbe la stessa cosa se non fossero pure così bravi. E cazzo, sì che sono bravi. // SL

IL GENIO

(Foto di Paolo Proserpio)

Il Genio. Eleganza anni trenta e un soundcheck infinito. Le aspettative sono alte, il loro "Pop Porno" è arrivato alle orecchie di un sacco di gente, la stessa che è accalcata qui sotto in attesa di sentire sulla pelle quella voce delicata e il basso conturbante. Il pubblico é caldo, tutto procede liscio, la scaletta vira sui pezzi più ritmati per testare il nuovo batterista che per la prima volta sostituisce il pc. La voce di Alessandra fa fatica ad arrivare e i suoni sono un po' troppo impastati. Peccato. Ma come diceva il mio vicino: "basta che sorrida, e le si perdona tutto". // NAH

CALIBRO 35

(Foto di Paolo Proserpio)

Gli anni ’70. Italia a mano armata. Italia violenta. I passamontagna. Si spara. Con una Calibro 35. Spietata. Perfetta. Che colpisce in pieno. Ambientazione da film poliziesco. Colonne sonore rimaneggiate da lasciare impietriti. Bravissimi. Non ci sono altre parole. Scioccano. Macinando note travolgenti di funky thriller. Oscuri ed inquietanti. Incalzano. Affascinano. Da mandare il pubblico in ipnosi. Sono già avanti con un cd che ancora non c’è. Ah, i passamontagna li hanno indossati veramente. Spettacolo. // MM

THE TEMPONAUTS

(Foto di Elisabetta Bellosta)

Non era facile suonare dopo i Camillas, ma i Temponauts dopo un inizio difficile (complici dei suoni mal equilibrati) riempiono nuovamente la Casetta Magnolia: il pubblico si fa più attento e via via partecipato, sedotto dai colorati intarsi di filologia chitarristica Anni Sessanta di “A Million Year Picnic”. Quando l'intensa “That's How Strong My Love Is” sancisce la fine del loro set, ho la netta sensazione che la genta ne voglia ancora, di questa filologia pop. // MP

I CAMILLAS

(Foto di Sandro Giorello)

Il gioco della palla! Il gioco della palla! Il gioco della palla! Il gioco della palla!”: i Camillas sono stati tra gli animatori più divertenti del villaggio MI AMI, costipando La Casetta di un pubblico festoso che li ha seguiti passo dopo passo nel loro spettacolo fatto di gag e canzoncine giocattolo. Tripudio, gioia e sorrisi a non finire per un duo da tenere seriamente d'occhio: attenti Ex-Otago, lo scettro del miglior live d'Italia sta per passare la mano. // MP

ANNIE HALL

(Foto di Paolo Proserpio)

Elegantissimi e in grande forma. Al MI AMI mi mancavano, dopo averli visti un po’ ovunque. Alla Collinetta chissà a quanti baci da rotolamento sul prato avrebbero fatto da colonna sonora. Ma anche nella Casetta del Magnolia hanno fatto il loro dovere, sempre su quella bella linea divisa tra la compostezza e l’ironia estrema, tra il far sognare e il prendersi in giro. Abbiamo sognato un po’ tutti, tra gambe di fantasmi e portafogli persi; e quando parte lo xilofono…come si fa a negare un bacio // SS

THE CALORIFER IS VERY HOT

(Foto di Paolo Proserpio)

Aiuto! Il calorifero elettronico scotta! Bisogna farlo suonare, presto! Detto fatto. E alla piccola Casetta si è respirata aria buona in low-fi, in odore di marzapane svizzero, belle canzoni, tastiere, contrabbasso e voce birbante. I caloriferi hanno scaldato i tanti che già sudavano, ma anche i pochi rimasti ad avere freddo. Come si fa ad avere freddo a Giugno? Chiedetelo a loro. Riscaldamento acceso tutto l’anno, estate inclusa. E chissenefrega delle bollette. Bravo! //Radio

TIGER TIGER

(Foto di Paolo Proserpio)

Super debuttanti allo sbaraglio. Questa adorabile coppia di fidanzatini ha cominciato poco più di un anno fa con una chitarra e un glockenspiel tintinnante ed ora eccoli qui con un'intera band di giovini che se la cantano e se la suonano. Bene. I Tiger Tiger! dal vivo sono divertentissimi, ridono, scherzano, ballano e fanno respirare il pubblico del Magnolia con un'irriverenza fresca e un piglio finto punk. Indiepop a scintille. Ci voleva, no? // NAH

ENTICS

(Foto di Paolo Proserpio)

Entics c'è. Per grinta, per carica pop, idee e voglia di fare e di farsi. E in compagnia, mica da solo. Gente che va avanti a spaghetti. Nonostante un’esibizione relegata al sonnolento e poco affollato primo pomeriggio del MI AMI, ha confermato che la sua miscela di rap e dancehall ha tutte le carte in regola per far muovere e divertire. Dalla borgata. Altro che chitarrine e astanti immobili. Se solo avesse suonato la sera sarebbe stato adulterio. // ALP

MARCHO'S

(Foto di Paolo Proserpio)

Oh, i Marcho’s spaccano. Sono dei balordi vestiti sempre a festa, e ogni live loro è una festa. Colorata e alcolica, di vino rosso e birre medie. E qualche grappino magari. Al MI AMI di sabato pomeriggio c’era già chi ci dava dentro mentre i Marcho’s ci davano dentro sul palco, vestiti a festa, a fare festa. Come dei balordi. Hanno trasformato La Collinetta Indoor in un’osteria con le tovaglie a quadri rossi e bianchi, facendo respirare genuini svarioni alla Milano ingessata. Come dei balordi, che sanno suonare bene però. // Radio

TREES OF MINT

(Foto di Svanuela)

Aprono le danze del sabato dentro al Magnolia, mentre la gente arriva alla spicciolata. Sono leggeri e rilassati come un pomeriggio d'estate, come piedi finalmente scalzi dopo l'inverno, e sotto un prato, e sopra un sole tiepido ma lucente. Ed è un peccato non potersi sdraiare sull'erba per davvero. Suoni minimi ma non minimalisti, avvolgenti, qualche loop su cui appoggiare la voce, in bilico tra spensieratezza e attimi di sogno incantato, occhi che si perdono oltre i muri, da qualche altra parte. Ci si sveglia con un sapore buono che resta in bocca. // MG

MARCO PHILOPAT

(Foto di Stefano Vergari)

Ascolto Philopat recitare non “Roma K.O.”, ma "L’ultimo giorno del ’68", nato da un racconto orale di Andrea Bellini, sui fatti del 14 maggio 1977 a Milano, durante una manifestazione che si conclude disastrosamente. Perchè siamo qui e Milano deve sapere. Che nello scontro erano quasi tutti armati e si parla di soli 30 anni fa. Philopat non risparmia sorrisi beffardi. Risveglia i buchi di coscienza e circola aria fendente d'informazione, la gente siede sul palco e fuma le sigarette dentro. // CS

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