Palco S (Storie Sbagliate) - Il Sorpasso Live report, 26/10/2008

20/10/2008

500 battute a band per raccontare cosa è successo sui palchi della prima edizione de Il Sorpasso. Una carrellata di live descritti da Michele 'Wad' Caporosso (Wad), Francesco 'Radio' Cremonese (Radio), Elisabetta De Ruvo (EDR), Nur Al Habash (NAH), Francesco Saliola (FS), Marco Verdi (MV)



LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

(Foto di Ilaria Magliocchetti)

Sempre bravo. E con quella struttura facciale tremendamente anni novanta di Giorgio Canali ancora di più. In qualsiasi posto LLDCE piace. E piace a tutti. Anche alle ragazzine. Tanto che una a fine concerto viene da me e mi lascia due foto con delle scritte da dare ad entrambi. Le dico che può dargliele direttamente lei ma è inibita. Passo l'oggetto del piacere misterioso a Canali, che non capisce cosa c'è scritto. Ma lei è già andata via. Gli leggo la scritta. Niente discorsi seri intercettati dai finanzieri. Questione di contatti privatizzabili. Fans sub-underground. Quello che racconteremo ai figli che non avremo.// Wad

DENTE

(Foto di Ilaria Magliocchetti)

Le ragazze in brodo di giuggiole, i ragazzi che sorridono divertiti. E' Dente, con la sua valigia piena di parole dolci, canzoni che più semplici non si può che riscaldano le spalle anche se Roma ha deciso, per quella sera, di ghiacciarci le mani. Le sue solite battute deliranti e la sua magia di ritornelli fulminanti conquista la folla che lo acclama dal basso del suo cappello da diva mentre snocciola uno ad uno i suoi confetti di chitarra e voce, facendo scappare fuori anche qualche pezzo nuovo. Ne. Vogliamo. Ancora. // NAH

HERSELF

(Foto di Sandro Giorello)

Herself, dietro la batteria con le sue cosine elettroniche, i suoni dolci e spiritati, looppati da una voce sottile, per ritmi ora gentili, ora ruvidi, ma sempre sereni di una malinconia isolana e viaggiatrice. Fermi nella convinzione che la musica sia il percorso dell'interiorità dichiarata ed esposta attraverso un esperanto espressivo contemporaneo. Dal vivo trova qualche problema audio di traduzione, ma alla fine si fa capire anche dai sordi. A braccia. In tutta la sua vibrazione elettronica e intima. // Radio

TOTI POERA & AKKURA

(Foto di Sporco Impossibile)

Dalla Sicilia a Roma la strada è lunga e tortuosa, ma Toti Poeta oramai s'è ambientato bene nella capitale tanto da prevederne gli umori e fomentarne i desideri. Il suo pop semplice, sincero ed onesto attirava i curiosi che si raccoglievano in nugoli gorgoglianti sotto il palco, la band con le trombe saltellanti si scatenava e riscaldava il pubblico, la magia del Sorpasso ha fatto il resto e allora si accelerava tutti, con le corna fuori dal finestrino. // NAH

MY RADIO BOY

(Foto di Sporco Impossibile)

Ok, erano quasi i primi e non c'era molta gente ad ascoltarli, ma il loro casino di tastierone e mantelli era figo lo stesso. Raggi X a bruciacchiare Parco Rosati, vocoder a friggerci le orecchie, drum machines a dare il ritmo giusto ai cuori. E poi la mitica scimmietta spaziale e gli occhiali di cartone. Un po' come se i Daft Punk firmassero per la Riot Maker. Insomma, quelli che chiameresti a tutti costi a suonare alla tua festa di compleanno. // NAH

POLA

(Foto di Sporco Impossibile)

Pola è un signore minuto e poco appariscente. Accorrono romantici, sognatori e malinconici un po' nerd. Io sono sotto il palco ma cerco di nascondermi. Pola è allestimento all'osso e zero cura per il dettaglio visivo. Canta. Non vorrei ma mi perdo. I loop rotondi e quel tappeto elettronico che è un'ombra cinese: ineffabile ma così narrativo. Ritrovo il condimento folk e l'acustica del disco qui riletti con un'elettrica desueta e piegata al lo-fi pop. Sarebbe tutto perfetto, ma sembra mancare qualcosa. // MV

PORT ROYAL

(Foto di Sandro Giorello)

Certo, un live "vero" avrebbe aggiunto spessore maggiore all'esibizione dei Port Royal. Ma l'electro-ambient e i visual che escono dai loro Macintosh (vero status symbol musicale di questi anni, come lo furono in passato le Jaguar e le Jazzmaster originali) valgono molto già da sé. Tra il pubblico nessuno balla, e non per paura. Ma perché dentro certe atmosfere occorre stare composti, attenti, concentrati. Un breve viaggio affascinante mentre la notte romana d'autunno si impossessa definitivamente del Parco Rosati. Autorevoli. // FS

MISTY LANE

(Foto di Andrea Borraccino)

Freddo che non te l'aspetti e lo dimentichi se ti agiti con Misty Lane davanti. Ho visto gente dimenarsi, salire e saltar giù da una sedia, ossa del collo in serio pericolo, grazie a gemme garage-rock'n'roll tirate fuori da una discoteca attenta a ciò che lungo la strada di uno storico percorso musicale il più delle volte rimangono nell'ombra. Friday night fever anni 60, piccola delusione per il "tutti a casa" delle 3:30, ma il ritmo ti resta incollato addosso come lo zucchero delle mele caramellate. // EDR

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Pagine: port-royal Akkura Herself Pola Dente Le luci della centrale elettrica Toti Poeta

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