Pandora sta creando un algoritmo per aiutare i malati di cancro nella loro convalescenza

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28/05/2015 di

Il musicologo e capo della sezione musicale del portale di streaming Pandora, Nolan Gasser, sta studiando un nuovo progetto per aiutare i malati di cancro. Dopo una lunga carriera passata ad individuare i gusti e a capire come meglio soddisfare gli utenti del suo sito, ha deciso di mettere a disposizione la sua esperienza al fine di trovare un algoritmo in grado di attenuare i sintomi più fastidiosi della convalescenza dei pazienti.

Gasser, oltre ad essere musicologo, è anche un pianista ed un compositore affermato. Ora è lavoro con alcuni medici del prestigioso Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York – uno degli ospedali più importanti nell'ambito della musicoterapia - nella speranza che arrivino i finanziamenti adeguati per portare avanti le sue idee. Ha anche composto una sinfonia dal titolo “The Wellness Suite” che, combinando una serie di tecniche indicate da diverse ricerche musicoterapeutiche, potrebbe affievolire la sensazione di fatica, di ansia e di nausea.



“The Wellness Suite” è solo un primo tentativo, il vero obiettivo del musicologo è quello di trovare caratteristiche terapeutiche nella musica già esistente in modo da coinvolgere meglio il paziente. Prendiamo il caso che determinati bordoni, associati a precisi cambi di armonie, possano avere effetti utili durante una convalescenza, l'intento di Gasser è quello di individuale una serie di brani che abbiano quelle precise caratteristiche musicali al fine di costruire un enorme archivio di canzoni e poi scegliere quelle più vicine ai gusti musicali del paziente; se, ad esempio, fosse un un amante del jazz, potrebbe consigliargli l'ascolto di una specifica selezione di traccie di Charles Mingus o di Miles Davis. In pratica, l'obiettivo è scegliere tra gli artisti preferiti di un malato le canzoni che possono essere utili a curarlo.

Lo studioso è certamente consapevole di quanto sia ambizioso il suo progetto e quanto sia difficile che una terapia del genere vada a ridurre realmente l'estensione di un cancro, ma conclude affermando: “Certo non fa male. Siamo esseri musicali, la musica è parte di ogni identità. Possediamo la capacità di utilizzarla in modo che aiuti il nostro benessere”.

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Tag: tecnologia scienza

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