Il video del concerto di Paolo Conte al Barbican di Londra Live report, 16/10/2015

Paolo Conte live alla Barbican Hall di LondraPaolo Conte live alla Barbican Hall di Londra
27/10/2015 di

Paolo Conte è una Madeleine vivente, è intessuto nella fibra sentimentale e culturale del nostro paese e ascoltarlo dal vivo trasforma ognuno in un Marcel Proust perso lungo la strada dei propri ricordi. Forse non sarebbe lo stesso se stessimo parlando di un concerto in Italia, a Torino, Milano, Roma, Firenze, Napoli. Perché si sa che lontani da casa tutto ha un altro sapore, e allora Paolo Conte dal vivo al Barbican Centre di Londra, immerso nelle colate di cemento dell'edificio – colossale monumento del brutalismo inglese edificato mentre il musicista astigiano scriveva per Celentano, Caselli, e Patty Pravo e dava alle stampe il suo primo album – porta con sé un'intera nazione.

E allora non c'è da meravigliarsi se fra il pubblico ritroviamo generazioni di connazionali residenti a Londra, dai coetanei dello stesso Conte (classe 1937) trasferitisi quando la città era ancora una concatenazione eterodossa di quartieri (senza l'alienante punteggiatura dei Costa Caffè Nero Pret a Manger) ai newbies in cerca di fortuna della mia generazione (e di quelle successive). Paolo Conte è una leggenda vivente e non ha bisogno di rivolgersi al pubblico se non con qualche sorriso e qualche cenno del capo che sembra proprio rivolto agli italiani, come a dire «Noi ci capiamo, non serve che dica nulla»; e non fa in tempo nemmeno a tornare per il bis che già è partita la prima (di tre) standing ovation con gli inglesi che si alzano pure loro, un po' perché davvero non riescono ad essere maleducati, un po' perché hanno capito che questo non è un concerto qualsiasi e quello che sta succedendo sotto le stelle di Londra e fra le colate di cemento del Barbican ha il sapore delle notti d'estate o dei sonnolenti pomeriggi della domenica o delle balaustrate di brezza di Palermo, di Bologna, Venezia o Trieste. Paolo Conte circondato da uno strepitoso ensemble di musicisti intercambiabili, di quelli che hanno insieme lo charme di una orchestrina alla Dino Crocco e la grazia noncurante di certi camerieri da grand hotel felliniano, è una sirena che infrange la tua barca contro gli scogli del tempo, e non c'è mare più dolce nel quale naufragare se non quello dei ricordi.

Commenti (2)

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  • mx 27/10/2015 ore 14:51 @mx

    "Paolo Conte è una Madeleine vivente" applausi.

  • Michela Pecora 29/10/2015 ore 14:03 @pecora0a

    Bellissima recensione e bellissimo filmato. GRAZIE!!

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