La passione dell'organizzatore: Ivano

10/10/2000



Dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno … si sposta inesorabile l’orgoglioso furgone della Bandabardo’, trasportando un carico che “scotta”……merce da trattare con molta cura (“Attenzione e concentrazione…”).

I componenti del gruppo sanno perfettamente il pericolo che corrono……….ma se ne assumono tutti i rischi. Pochi istanti prima dell’inizio del concerto la gente si guarda negli occhi, quasi a voler suggellare un implicito accordo di adesione (“……alchimie di sorrisi dritti al cuore e alla mente…..”). Poi……la deflagrazione!!!! Un esplosione di devastante energia, proveniente dal palco, investe con tutta la sua forza dirompente il pubblico ormai pronto a lasciarsi trasportare in un fantastico viaggio dentro all’uomo. Il concerto e’ iniziato.

Luci, colori, suoni e movimenti si mescolano fra loro per dar vita a una miscela fatale alla quale non si riesce a resistere. Il richiamo e’ troppo forte e quasi senza rendersene conto ci si ritrova a ballare sotto il palco.

E’ difficile descrivere con parole l’insieme di emozioni che si provano ad un concerto della Bandabardo’. Mai, come in questo caso, vale lo slogan “provare per credere”. Melodia, ritmo e poesia si intrecciano in una danza infinita, che costringe al movimento anche quella parte di pubblico piu’ riluttante. I pensieri contingenti della quotidianita’ lasciano spazio all’immaginazione, come se la mente si concedesse una parentesi di sogno in quella dimensione onirica comune solo ai poeti e ai pittori (“Credo allo sfogo della mente gia’ provata duramente dall’insonnia e dal calore di un eterno batticuore………ho una frontiera in testa che si chiama immaginazione”).

Il pubblico, sempre piu’ numeroso ad ogni concerto, rimane inevitabilmente contagiato dalla freschezza e immediatezza del loro irresistibile sound dal quale sprigiona un’energia travolgente che trova la sua consacrazione nel semplice ma, proprio per questo, efficacissimo contenuto dei testi. Le buone idee non hanno certo bisogno di artifici lessicali per diffondersi. Le parole di Enrico Greppi (cantante/autore e chitarra acustica ritmica) stimolano sacrosante esagerazioni emotive (“l’emozione dentro al canto, una risata dopo il pianto”), ci descrivono figure di uomini e donne che resistono ancora, forse inconsapevoli, agli effetti aberranti del progresso e che ci ricordano il senso dell’esistenza, ci parlano di “sogni grandiosi” e della possibilita’ di coniugare il razionale con l’irrazionale (“Lo vedi si puo’ volare senza smettere di pensare”). Gli strumenti dialettici di questo ispiratissimo poeta sono la metafora e l’ironia, attraverso i quali ci canta, con splendida voce, del dolore e della gioia, della paura e del desiderio.

Ci sono poi i magnetici virtuosismi tecnici di Finaz (chitarra acustica solista e autore), le travolgenti galoppate ritmiche di Paolino (percussioni), le superbe impennate strumentali di Don Bachi (contrabbasso), di Orla (chitarra acustica tranquilla) e del giovane Nuto (batteria). Il tutto a formare un gruppo unito e compatto di indiscutibile talento. Non e’ assolutamente possibile individuare al suo interno l’elemento determinante.

Proprio nella loro inscindibile coesione risiede il segreto di tanta. La stessa coesione che unisce, anche solo per poche ore, il loro numerosissimo pubblico che si delizia di tanta generosita’. Il collante morale che li lega e’ esaurientemente esplicitato dal loro manifesto politico: “………lottiamo per un mondo a misura di donna e di bambino e per vedere un giorno trionfare allegria e gentilezza.”

Ivano



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