Come funziona Patreon e cosa c’entra con la musica

La piattaforma online in abbonamento, nata per supportare il lavoro dei creativi, lancia la versione italiana. Vi spieghiamo com’è fatta e come fanno i musicisti a monetizzare grazie ai “Patrons”

Jack Conte, fondatore di Patreon
Jack Conte, fondatore di Patreon
20/05/2021 - 15:01 Scritto da Simone Stefanini

Il sistema delle piattaforme con sottoscrizioni (subs) da parte degli utenti lo conoscete, vero? Niente di più semplice: sono siti in cui i creatori offrono i loro contenuti tramite abbonamento ai propri follower. OnlyFans è una di queste piattaforme. Ah, avete capito ora, bene. Qui però non parliamo di sollazzi, bensì di musica e arte in generale: Patreon ha lanciato la sua versione italiana. Questa la nota stampa: "Mentre la pandemia continua a tagliare i redditi degli artisti, essendo costretti a cancellare concerti, mostre e spettacoli dal vivo, Patreon espande la sua presenza in Europa, aprendo una prima sede a Berlino, e arriva in italiano con una serie di contenuti ad hoc".

Prima un po' di storia, poi vi facciamo capire come funziona davvero: nel 2013 a San Francisco, Jack Conte del duo musicale Pomplamoose e Sam Yam decidono di creare una piattaforma nuova, stanchi di non riuscire a monetizzare con i contenuti su YouTube. Di strada ne hanno fatta, perché oggi Patreon conta 200.000 creator, di cui 50.000 solo negli ultimi mesi, che nel complesso hanno guadagnato più di 2 miliardi di dollari grazie agli oltre 6 milioni di abbonati sostenitori, che in questo caso si chiamano "Patrons". 

Sam Yam, co-fondatore di Patreon
Sam Yam, co-fondatore di Patreon

I creativi, che possono essere musicisti ma anche illustratori, fotografi, artisti digitali, scrittori, sviluppatori di videogame o podcast, fumettisti e chiunque offra un servizio culturale, in questi modo sono capaci di finanziarsi direttamente, in maniera indipendente, grazie alla propria community di sostenitori che li seguono attraverso gli abbonamenti. Per gli abbonati, Patreon è un modo di sentirsi vicini agli artisti. Può capitare anche che partecipino direttamente al processo creativo. 

Ovviamente Patreon prende una piccola percentuale sugli abbonamenti dei suoi utenti, ma il resto va in tasca ai creativi, direttamente, senza passaggi intermedi. I musicisti, in questo caso, possono vendere di tutto: canzoni, merchandising, concerti, video, tutorial, ogni tipo di cosa venga loro in mente, e i pacchetti possono essere vari un po' come le reward di Kickstarter, quindi si va da abbonamenti mensili molto bassi, tipo 1 euro al mese per l'accesso allo stream Patreon dell'artista più il download degli mp3 passati e futuri, a 40 euro mensili per chi vuole parlare direttamente via Zoom con l'artista, oppure volesse prenotare un concerto privato.

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Sono solo esempi, quanto più un artista è famoso, quanto più la quota mensile per i servizi sale. Per farvi un esempio prendiamo Davide Biale - in arte Davie 504, un bassista e creator italiano di 27 anni molto popolare per i suoi contenuti innovativi e virali dedicati al basso. Era già famoso su YouTube dove i suoi video in inglese gli hanno fruttato un seguito di più di 9 milioni di persone. Su Patreon produce tabs e backing track per i suoi seguaci per 4,50 euro al mese, e di follower ne ha al momento più di 900. Il suo abbonamento parte da 1 euro e arriva a 9 euro, quindi facendo una media, riesce a fare una bella entrata mensile grazie alla piattaforma.

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Altro esempio: Icona Boi, beatmaker e producer, realizzatore di video dedicati alla produzione musicale, su Patreon ha abbonamenti che partono da 1 euro al mese per l'acceso alle lezioni di mixing e mastering, fino ai 4,50 euro al mese per accedere alle lezioni di beatmaking, ma anche avere la possibilità di fargli analizzare i propri lavori, in più l'accesso al gruppo privato Telegram. ha più di duemila follower che gli donano in media 2,8 euro al mese. A fare il calcolo si fa presto e se ne rimane impressionati.

In altri ambiti artistici, Da segnalare il Patreon del fumettista SIO, insieme a Nick & Lorro che con Power Pizza propongono podcast con svariati contenuti di cultura pop. Intorno al trio si è già formata una grande community con interessi simili che non solo ascolta e sostiene il podcast, ma interagisce e partecipa al processo di creazione dello stesso. 

Negli Stati Uniti, Patreon è usato anche da artisti iper famosi tipo M.I.A., che sulla piattaforma propone video inediti e livestream di domande e risposte coi fan. Dice del servizio: “Mi piace la semplicità del concetto di Patreon. Gli artisti meritano di veder riconosciuto il proprio lavoro”.

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In definitiva, la reale differenza tra Patreon e Spotify è che sulla prima piattaforma l'artista può decidere di offrire qualunque servizio voglia, mentre l'altra è legata alle uscite musicali, merchandising e poco altro, con una percentuale che non può essere in alcun modo definita dall'artista. In più, Patreon garantisce entrate in abbonamento, quindi reiterate nel tempo, a differenza di Bandcamp in cui l'artista può fare il prezzo ma l'utente finale paga una volta sola per servizio - detto in paroloni, quando scarichi un album e simili. Patreon, quindi, può davvero diventare una fonte di reddito o un'entrata mensile aggiuntiva per chi si dedica alla creazione di contenuti. Come diceva una pubblicità degli anni '80: provare per credere.

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L'articolo Come funziona Patreon e cosa c’entra con la musica di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-05-20 15:01:00

Tag: app Web tech

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