Pensiero Stupendo allo Zsa Zsa Monamour - Palermo Live report, 21/03/2007

21/03/2007 di

(Palermitani - Foto di Jukka Reverberi)

Pensiero Stupendo a Palermo, continuano le feste per il nostro decennale. Il nostro direttore lascia Milano, prende l'aereo e atterra in un sud Italia a dir poco emozionante - nonostante la pioggia e le basse temperature. Un lungo articolo che ci racconta dei compagni del posto, della pelle d'oca per certe immagini - tra tutte, le steli dedicate a Falcone e Borsellino - e poi della gente, del concerto, dei Moque, di Herself e dei Giardini di Mirò. Un festa molto importante, se non è stato un trionfo è stata una vittoria. Stefano 'fiz' racconta.



Palermo.
Una Palermo lontana da qualsiasi immagine da cartolina, piuttosto uno strano incrocio tra Leeds e Bogotà. Cioè pioggia e traffico. Un traffico caotico e brutto. Una pioggia che tinge di grigio e abbassa temperature, ma non ce la fa proprio a slavare calore o energia (la promessa è di tornarci comunque con il sole, a veder l’effetto che fa). L’immagine che conserviamo è quella di una città bella come molte in Italia, orgogliosa della sua bellezza e soprattutto molto fiera, di una fierezza che vedi nel portamento naturale delle persone per strada, nella cura e nell’eleganza che hanno le ragazze, nella facciata di alcuni palazzi che nonostante la malacura quasi splendono. Quello che percepiamo, e che ci resta addosso anche salendo sulla scaletta dell’aereo che ci riporterà via, è una città in cui scorre sottopelle una certa difficoltà del vivere, come un rumore di fondo che tu –estraneo- cogli ma non sai bene. Non è solo il parcheggiatore abusivo col volto duro e cattivo e non sono i mezzi pubblici inesistenti, non sono i discorsi su quanto non ci siano opportunità per i giovani e nemmeno i racconti di piccoli eroi quotidiani nella lotta alla mafia (che non esiste) o le 2 steli in ricordo di Falcone e Borsellino a Capaci (vi giuro, lo stomaco che si stringe e i brividi lungo la schiena quando con la macchina si passa nel punto preciso dell’attentato a Falcone e si vede a metà della montagna il gabbiotto bianco da cui è stato azionato l’esplosivo). Non è “solo” questo, è come qualcosa mischiato al “sangue” invisibile che scorre fra i vicoli della città e la fa vivere, ne è la linfa, e che tu, da Milano, proprio non puoi capire del tutto. E allora ci si rinuncia alle analisi sociologiche da 4 soldi e ce la si gode/vive e basta, questa Palermo che in 30 anni non ci eri mai stato e quasi te ne fai una colpa e allora chiedi scusa e grazie contemporaneamente. “Scusa” perché Palermo ha bisogno di essere conosciuta/scoperta/amata. “Grazie” perché è stata una prima volta bellissima.

Compagni di viaggio.
Daniele, dritto da Berlino, col suo ciuffo e il suo accento toscano. Co-fondatore insieme a Giulio Pons di Rockit (nel lontano 1997). Sono parecchi mesi che non ci vediamo, anche se ci sentiamo regolarmente via web (messenger&skype uber alles). Daniele che lo vedi così preso dal suo nuovo (splendido) progetto ListenToEurope (www.listentoeurope.com) che la prima cosa che fa al mattino è accendere il computer e guardare le mail (tu apri le finestre e guardi il mare, ma tu sei un inguaribile romantico e quindi). Daniele che non finisce l’ultima birra da quanto abbiamo mangiato e siamo gonfi (vi giuro che è una cosa che non ci si crede. Sia il mangiare sia Daniele che non finisce la birra). Daniele che parla per 1 ora di politica con Jukka (chitarrista dei Giardini di Mirò, NdR) nei camerini dello TzaTza, prima del concerto. Daniele, ex-ingegnere ora filosofo, che alle 5 del mattino mi spiega la sua teoria della “membrana emozionale”. La faccio breve: È Mannerfreundschaft. Gli voglio un bene grande così.

Manfredi. Collaboratore di Rockit Palermitano doc. Nel doverlo descrivere si rischiano tutti i luoghi comuni sulla gentilezza e l’ospitalità dei siciliani, ma come si fa a dire diversamente? Ci porta in giro, ci fa dormire, ci fa mangiare. Puntuale preciso disponibile entusiasta, tutto con la sua flemma signorile. Mai una parola fuori posto (anche in alcuni momenti di tensione, ad esempio la mattina della festa quando scopre che il suo articolo che pubblicizzava la serata, nonostante le promesse, non è stato pubblicato su La Repubblica di Palermo). Manfredi innamorato della sua città, ma con garbo, senza faciloneria. Manfredi che ci puoi parlare di tutto (oltre che di musica che ne sa di brutto ed è proprio un bella cosa che fa parte della famiglia Rockit…). Una scoperta, la promessa di ricambiare tutti i favori e la gentilezza. Bella Manfredi, sei un “toco” .

E ad accompagnare un ragazzo così non poteva che esserci una signorina all’altezza. Il sorriso e l’entusiasmo di Sabrina dunque. Vitalità e curiosità per il Mondo. Nobiltà d’animo e sensibilità. Affettuosa bellezza mediterranea. Bravi ragazzi.

Il banchetto dei ragazzi di Addiopizzo (www.addiopizzo.org), che stanno facendo un lavoro sul territorio che è a dir poco encomiabile (oltre che, inutile dirlo, Coraggioso con la “c” maiuscola a livelli doppi), e che noi di Rockit siamo stati orgogliosi e felici di ospitare (nota a margine: anche lo TzaTza, dopo la serata di Giovedì, è entrato nella lista degli esercenti pizzo-free)

I concerti
Apertura per i Moque, mentre il locale è già ben pieno e tutto fa sperare per il meglio.

Una lunghissima introduzione post rock, poi il lasciarsi andare all’alternarsi di melodie (indie) e dissonanze (rock). Tiene il tutto insieme la voce di Elena, bella e brava frontman. Come degli Scisma ma più rabbiosi, dei Soon (chi se li ricorda?) meno eterei e più carnali. Ottimo live. Direi che si inizia col piede gusto.

Herself. Cioè Gioele Valenti (tanto talentuoso quanto gentile) che, accompagnato per l’occasione da uno stratosferico Lelio Giannetto al contrabbasso, accarezza la sua chitarra acustica e solletica delicatamente le nostre Emozioni. Burro, il batterista dei GDM, è letteralmente impressionato dal contrabbassista, il pubblico per intero, nonostante alcuni problemi tecnici, è rapito dall’intero set. Ottimo.

I Giardini di Mirò partono cauti, quasi legati, raccolti, trattenuti. Come compressi dai kilometri fatti (Reggio Emilia > Palermo non è uno scherzo, anche in aereo). Ma poi scatta la Magia. Come due mani che si cercano e si trovano in mezzo alla notte. E allora. Belli e struggenti, come se Kirsten Dunst vi tenesse abbracciati e vibrasse insieme a voi, per intendersi, fino a un finale da prendere tutti i pensieri marci o confusi del vostro piccolo mondo e, in quell’istante, trasformarli con forza e grazia in un unico Pensiero Stupendo.

Intanto da Milano arrivano telefonate e messaggi che chiedono com’è andata. Come fai a rispondere? Non puoi pesare solo i numeri. Risultati concreti. Ci fossero state 100 persone in più sarebbe stato un trionfo, così è una vittoria. E forse va bene così. Piccoli passi, ma fatti come si deve. E poi serve per conoscerci e per conoscere. Come da email di Jukka qualche giorno dopo, copio&incollo: “le battaglie van combattutte tutte...cascina per cascina...solaio per solaio... fino all'ultimo

Extra.

Un panino con la milza da far piangere dal buono. Cannoli e cassate per farci diventare ciccioni. Litri d’alcol perché ci piace. La spiaggia di Mondello e il santuario di Santa Rosalia. L’arcobaleno sul Politeama. E mi fermo qui, un attimo prima di diventare svenevole, guardandoti negli occhi.



Pagine: Giardini di Miro' Herself Moque

Commenti (3)

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  • Pseudo 21/03/2007 ore 14:23 @pseudo

    Bello. Bello. (A parte Kirsten Dunst, che insomma si poteva trovare di meglio :]).

  • Giulio Pons 21/03/2007 ore 20:41 @pons

    mi è dispiaciuto veramente tanto non esserci. peccato.

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