Perché i cessi dei club italiani fanno così schifo?

Illustrazione di vitomanoloroma - I bagni dei club italiani fanno schifoIllustrazione di vitomanoloroma - I bagni dei club italiani fanno schifo
16/06/2015 di Simone Stefanini e Nur Al Habash

È un argomento spinoso, ma qualcuno dovrà pur parlarne: i bagni dei club italiani sono quasi sempre dei posti disgustosi, senza apparentemente nessun motivo preciso oltre la maleducazione di qualche sozzo avventore (che però sparge la sua sporcizia anche in altri esercizi che il giorno dopo risultano miracolosamente puliti) e il rifiuto dell'igiene che caratterizza i proprietari di questi moderni templi del ruuock.

Quando andiamo ad ascoltare un concerto, a ballare o anche solo a fare un giro in un locale, di variabili ce ne sono un’infinità; probabilmente verso una certa ora saremo brilli, sudati, accaldati, magari ci staremo inavvertitamente strusciando contro dei perfetti sconosciuti. Magari no. Però abbiamo un'unica certezza: quando dovremo usare il bagno, lo troveremo sporco oltre ogni tenuta di stomaco, rotto e sfondato come se ci fosse appena passata una comitiva di hooligans.
Inizieranno le acrobazie per farsi meno male possibile, per non scivolare in pozze d’urina o di liquami non meglio identificati, per non toccare pomelli radioattivi oppure tazze del cesso completamente decorate in modi dei quali avremmo fatto volentieri a meno. Pensate agli equilibrismi necessari a fare tutto questo, e in più reggere la porta (ovviamente con la serratura rotta e piena di buchi rattoppati con chewingum e fogli di giornale) per evitare che la persona che avevate puntato in pista vi veda d'improvviso a braghe calate. Se poi avete qualche esigienza igienica di base, tipo pulirvi con della carta, sappiate che nella maggior parte dei casi non è prevista, così come spesso non sono previste finestre e ventilazione, in modo da creare un effetto serra mefitico, una puzza simile a quella degli zuccherifici (lo zucchero che si produce è dolce, ma la barbabietola trattata emana il più pestilenziale degli odori, tipo un maratoneta petomane che non conosce riposo).

Non staremo qui a menzionare i peggiori cessi dei club italiani (lo lasciamo fare a voi, se volete), ma se da un lato è comprensibile che siano molto più sporchi di quelli di un ristorante, o di una biblioteca (c'è una buona probabilità che i frequentatori siano sbronzi marci e non riescano a seguire certe regole di base), dall'altro non capiamo perché non si cerchi di porre rimedio: forse un po' di antibatterico rende il locale meno divertente, l'atmosfera meno selvaggia? Forse dei bagni puliti ledono la reputazione di un club, che per essere vissuto deve anche essere sporchissimo? 
Non lo sapremo mai. Il motivo per il quale i proprietari dei club non sentano la necessità di avere dei bagni degni di questo nome, è e rimarrà un mistero.

 

 

Tag: storie opinioni

Commenti (2)

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  • Leonardo Menegoni 16/06/2015 ore 19:41 @leonardcomunica

    Perché non avete mai visto i bagni dello Smart Lab. Ci si può pure mangiare, dopo che gli hanno puliti :D

  • antopizzuto 19/06/2015 ore 15:07 @antopizzuto

    Non é che i bagni del resto dei locali pubblici italiani (autogrill, cinema, centri commerciali, etc.) siano "degni di questo nome".
    Provate a fare un confronto con altri paesi... evidentemente o siamo troppo maleducati, o non ne sentiamo il bisogno :-)

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