Ministri - Perchè la piazza

08/07/2008

(I Ministri - Foto di Paolo Proserpio)

A inizio mese è uscito "La piazza Ep", il primo ep dei Ministri su etichetta Universal. 4 brani sono pochi e non bastano per capire se il prossimo album sarà all'altezza dell'esordio "I soldi sono finiti". Allora gli abbiamo dato carta bianca e gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio questo disco. Alla domanda "Perchè la piazza" loro hanno risposto così.



La prima volta che si andrà in guerra sarà come svegliarsi presto per la gita.

Usciremo che ancora tutti dormono, e ci incontreremo col buio e gli edicolanti, che impileranno giornali coi titoli grossi e venderanno bandiere.

Ora sui balconi più lenti c'è ancora quella dell'Italia che canta i White Stripes, e quella della pace - immobile anche col vento.

Ma già si è cominciato a razionare.

Con i serbatoi pieni di colpa: come se avessimo appena investito una balena, inseguiti dai fantasmi delle cacche non raccolte.

E' solo l'Impero - che si è fatto appena più furbo.

Con una mano indica il barbaro, con l'altra l'albero.

E ti dice quelli li hai fatti entrare tu, quelli li hai fatti morire tu.

E non ti dice véstiti che si va in guerra.

Che poi mica si va per spostare di nuovo in là i confini: si va perché si vive di più ma non si sa perché. e cosa farsene.

Resta il bunker - e si lavora otto ore al giorno per potersene permettere uno.

La musica la fanno nei bunker e fuori dai bunker.

Dentro si balla, fuori non si sa bene cosa fare.

Fare un disco è un modo per suonare fuori dai bunker. Non è detto che sia la strada giusta.

Ma una cosa eravamo bravi a fare - a riunirci.

Si prova a farlo di nuovo - anche perché l'alternativa è la casetta in canadà, e per quella c'è sempre tempo.

Andare in guerra all'alba va anche bene, ma almeno scegliersi l'esercito.



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