Pescato fresco #9: tre nuovi artisti senza spine

Un cantautore punk e incasinato, una voce sensuale che divora i beat, un palermitano che fa i road trip in 500. E dei temoli artici che si abbracciano durante l’accoppiamento: sono loro i protagonisti del nostro appuntamento con la musica che non conosci

Che meraviglia, sentite come si riproducono i temoli artici: tra aprile e giugno, gli adulti si spostano a monte o negli affluenti dei laghi e dei fiumi dove vivono solitamente; lì i maschi scelgono la loro postazione e impressionano le femmine allungando al massimo la loro pinna dorsale. "Se la femmina sceglie di accoppiarsi, si affianca al maschio che la 'abbraccia' con la pinna dorsale"; poi, arriva il momento clue: uova e sperma vengono liberati nell'acqua, fino a cadere nei piccoli buchi che i due genitori hanno scavato con le loro code nella sabbia.

Pesci d'acqua dolce della famiglia Salmonidae, il Thymallus arcticus nuota nelle acque del Nordamerica, nei bacini canadesi fino alle sorgenti del Missouri o in Siberia. È questo lungo e argenteo pesce l protagonista di Pescato Fresco: il format con cui ogni sette giorni vi facciamo scoprire musica nuova, fresca, interessante, che non conoscete: stavolta quella di FilospadaMiraqueojos e PIPIA, caduti/e in rete dopo un'attenta pesca sportiva.

Filospada

Filippo Spada: faccia furbetta, cantautore incasinato dall'attitudine punk. In arte Filospada "un po’ per pigrizia, un po’ perché tutto sommato suonava bene", dice. Gli piace dire che è figlio delle stelle di notte e studente di medicina di giorno. "Mi piace, a volte, dire anche che scrivo e suono canzoni talvolta scanzonate, senza pretese narrative, talvolta (chi mi conosce solo da Spotify non ha avuto ancora modo di scoprirlo) dolorosamente introspettive". Dolorosamente per lui, si intende. Ha iniziato a scrivere pezzi durante gli anni del liceo, inizialmente seguendo un bizzarro circolo di musicisti con una forte direzione cantautorale classica: "Col tempo mi sono accorto, però, di avere molto più piacere a concepire già dal principio i pezzi come spinti da un’intenzione pop-rock".

Con l'etichetta indipendente Bradipo Dischi ha pubblicato i suoi primissimi tre singoli: Quechua, Giuseppe Verdi, Notte Dopo gli Esami. Scritti in momenti cronologicamente distanti e per altro non sequenziali – "l’ultimo addirittura durante il quinto anno di liceo", spiega Filo –, i tre pezzi hanno avuto un decorso dissimile da un punto di vista compositivo e di produzione. "Per questo l’effetto che ho ascoltandoli in serie è disorganico e sento la mancanza di un quadro definito", dice a proposito dei tre singoli. Ma è solo una sua impressione, e ipotizza lui stesso: "Forse l'ascoltatore ha una percezione di coerenza maggiore nell’analizzare l’artista nelle sue diverse opere, rispetto all’artista stesso? E potrebbe questo dipendere dal fatto che l’orecchio di quest’ultimo è schermato da una mole di informazioni in più circa il proprio progetto? Non ne ho idea", ed è pure simpatico. 

"Ad ogni modo Quechua, Giuseppe Verdi e Notte Dopo gli Esami vorrebbero essere sopratutto un mio modo per salutare, prima di presentare i prossimi incombenti progetti", chiude. In attesa del resto, ci guardiamo i videoclip dei primi due singoli: "In quello di Quechua vengo inseguito da un mostro pauroso (ma tanto buono) nelle montagne sopra Bergamo; quello di Giuseppe Verdi, invece, consiste in una serie di immagini di vita quotidiana che mi sembravano 'ficcanti' nel complesso".

Perché ascoltarlo: per tornare a trovare qualcuno/a "come un cazzo pazzo nello spazio" e incasinarti la vita, un'altra volta. Ma per divertimento.

Miraqueojos

L'avevamo lasciata a Rosso Tiziano (Toro), quarto singolo verso l'accettazione e di se stessa, com'è la musica per Miraqueojos: uno strumento per ascoltare e conoscere se stesse, e il mondo orribile e meraviglioso che ci circonda. Poi, la pandemia e due anni lunghi e difficili di stop, in cui l'artista romana classe '95 si è fermata e concentrata sulla musica. Alla ricerca della sua identità e di un sound omogeneo per dare una forma concreta al progetto: "Con Andrea Allegritti (produttore di sempre, ndr), ci siamo chiusi in studio e abbiamo lavorato ai nuovi brani che spero di poter condividere al più presto con tutt*", spiega Mira. E continua: "L'obiettivo della pausa è stato quello di studiare il più possibile, di ritrovare un po' di pace interiore post pandemia e post fine di una storia d'amore".

Con la solita voce impavida e sensuale, incastrata tra i beat: "Tutti i brani che usciranno vogliono raccontare quella la stagnazione durante un momento di fermo, la confusione e il lutto di un amore finito, la ripresa e la fiducia in un momento migliore", anticipa Miraqueojos.

A partire da Mille E Una No, il nuovo singolo che volta pagina verso il futuro di Miraqueojos. Il brano prende ispirazione da Le Mille e una Notte, in cui la protagonista Sherazade si ritrova ad inventare e raccontare novelle per mille e una notti al fine di sopravvivere. "Scritta durante il lockdown, Mille e Una No parla di una sensazione interna di prigionia data sia dalla condizione pandemica sia da un amore ormai saturo, difficile da troncare in un periodo così assurdo e complicato per tutti", spiega l'artista. 

Tra palazzi che crollano, il bisogno di dormire, la delusione, polveri di fate e i Marajà; tra francese e italiano, Miraqueojos divora i beat e divora la notte come un animale; si chiede se tutto questo rappresenti la gioia di vivere, la ragione di vivere. Se abbia trovato oppure no una risposta, lo scopriremo nel suo disco in uscita.

Perché ascoltarla: per ricordarsi che fermarsi, a volte, è necessario. Per accogliere il nuovo e ricominciare meglio di prima.

PIPIA

Federico Pipia, palermitano adottato da Bologna. Compositore, sound designer, produttore e musicista, dal vivo si prende il palco assieme al quartetto elettronico e strumentale Pipia And The GangBand. Dopo sei album fuori (che se non conoscete, dovete recuperarli ora), la vittoria dell'Arezzo Wave Emilia Romagna 2021 e della prima edizione di Music Is the Best di Panico, l'ultimo singolo in collaborazione col rapper Dirt O'Malley, 500: un viaggio su di una 500 col paesaggio che sfreccia dal finestrino, accompagnato dalle voci deformate del rapper e i beat di PIPIA.

"Il brano nasce dalla voglia di entrambi di mettersi in discussione", dice il produttore: "Io vengo dalla musica strumentale e dall'elettronica sperimentale (ho sempre lavorato con voci e testi altrui, senza però pubblicare nulla); Dirt O'Malley dal pop con influenze trap/alternative. Mi interessava sia lavorare su qualcosa di stilisticamente riconoscibile (ma spiazzante al tempo stesso) sia trasformare l'elemento vocale spostandolo dalla comfort zone della voce pulita".

Per questo motivo i due hanno usato distorsioni e armonizzazioni sulla voce e PIPIA ha scritto una base che si sposta continuamente da sonorità elettroniche a momenti puramente strumentali. Chiude: "L'idea della 500 è un po' una versione ironica della Maserati da rapper, ma ho utilizzato la metafora anche per rendere in musica l'idea di un viaggio liberatorio". Come se si scappasse da qualcosa.

Perché ascoltarlo: per scappare dal mondo in 500 e ballare in viaggio, a suon di barre e beat accelerati.

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L'articolo Pescato fresco #9: tre nuovi artisti senza spine di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 2022-11-22 15:00:00

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