Pessimo17 e Sick Budd: contrabbandieri di barre

"Moonshiners" è il nuovo, cupissimo disco del rapper comasco insieme al producer, ispirato dai distillatori clandestini nell'America rurale del 1700. Un posto che, a guardarlo bene, ha gli stessi chiaroscuri dell'immobile provincia italiana di oggi

Bene bene, oggi si torna a parlare di barre peso con Pessimo17, uno di quei nomi che si sta facendo conoscere nell’underground ormai da mesi, anni: il suo Moonshinersmette i puntini sulle i nella carriera del rapper di Lomazzo, paese della Bassa Comasca che detta le sue personali vite, morti e miracoli. Moonshiners è anche l’occasione per rimarcare le splendide abilità del buon Sick Budd, conosciuto ai più in primis per i lavori con Silent Bob, ma anche con Lanz Khan e il titolo da solista BISTRO!, il suo producer album dello scorso anno.

Il disco di cui parleremo oggi nasce dallo stabile sodalizio dei due affermatosi in una cupezza notturna, quasi noir, dalle inquadrature cinematografiche piene di suspense. Anche in questo caso siamo davanti al racconto di una “nuova” vita di provincia, a una delicata ma tediosa routine fatta in buona parte di… nulla. Nuova, dunque, si fa per dire: non ha la vita raccontata una patina di effettiva novità, anzi la stasi sembra esserne il suo movente. È nuova soprattutto per chi ascolta.

“Sin dal XVIII secolo in alcune zone rurali degli USA si diffuse la pratica della distillazione clandestina. (...) Il prodotto di questa pratica illegale si chiamava Moonshine (perchè prodotto nei boschi di notte, al chiaro di luna) e chi lo produceva erano i Moonshiners. Il governo federale tentava continuamente di controllare e tassare questi traffici, ma gli esattori che inviava nelle campagne a riscuotere le tasse venivano picchiati, cacciati e spesso torturati dai contadini. Boschi bui, fiumi, campagne, alcol, violenza, desolazione, dipendenze, illegalità, arte di arrangiarsi per sopravvivere e sfida costante all’autorità. Tutto questo è Moonshiners, il nostro nuovo album”.

Ecco, diciamo che ci sarebbe poco da aggiungere a questa descrizione che accompagnava l’uscita del disco un paio di settimane fa. Con melodie da horror di serie B ci addentriamo nell’immaginario del disco e della stilosissima prima traccia, Bene Secondario, che è andata subito a finire nell’heavy rotation del sottoscritto. 

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A questo suono più classic se ne affianca uno più moderno, ma che parte sempre da una bella selezione di sample.Il drop del boom bap non può che deliziare gli amanti del genere, in una compila di barre da tenere in loop. La voce roca racconta di tanti piccoli quadretti di strada periferica.

Personalmente altre tracce che meritano un sacco sono lo statement geografico Bassa Comasca, il personale Manifesto del disco, la title track come ancheItalian Redneck. Insomma c’è un bel po’ da spulciare. C’è spazio anche per un paio di tracce che seguono lo stesso concept in uno story telling dallo specchio rovesciato: Dalla mia parte si scontra con Dalla parte della legge, in un racconto che delinea i due lati e le diverse impressioni su una retata e il suo contesto. Per certi versi ricorda un po’ il gioco narrativo del classico Un mestiere qalunque dei Cor Veleno.

Pessimo17 e Sick Budd
Pessimo17 e Sick Budd

Si rinnova la tradizione degli storytelling veri e propri, categoria spesso un po’ bistrattata. Tutto il disco gira attorno a squarci molto descrittivi e narrativi.

Ad accompagnare Pessimo e Sick Budd nel viaggio troviamo colleghi di spessore: il duetto con Toni Zeno già visto in San Cristoforo In Kimono (e non solo) diventa nel disco Tutto Normale, il duetto di Black Iris con Lanz Khan, nonché gli interi Jack di Fiori e Jack di Quadri, diventano invece No Signal, dove regala una strofa parecchio parecchio tagliente. In Per i soldi troviamo, invece, il rapper beneventano Mooncler. 

C’è un forte risentimento per lo stato, per la politica, in una vita quotidiana impietosa che per arrotondare poggia su lavoretti delle madri, sui padri in cantiere, che cerca di annegare il tutto in qualche bicchiere di alcol. Non è un caso che la copertina riporti una vignetta settecentesca di Philip Dawe dove, nel contesto del caso Boston Tea Party del 1773, membri della Sons of Liberty ingozzano di tè un esattore britannico, simbolo del potere imperiale costituito.

Insomma, cari lettori, vi faccio un mega riassunto: recuperatevi Moonshiners

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L'articolo Pessimo17 e Sick Budd: contrabbandieri di barre di Luca Mediterraneo è apparso su Rockit.it il 2026-07-27 11:53:00

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