Philip, il mio suono della strada che guarda alle banlieu

Il rapper con la direzione artistica di Don Joe nel suo ultimo singolo, viene da piazza Prealpi, periferia milanese spesso al centro delle cronache. Le sue rime mirano a ribaltarne la fama, prendendo esempio dai colleghi francesi

Philip/Foto uso stampa
Philip/Foto uso stampa

Philip, è un rapper nato e cresciuto in Piazza Prealpi, quartiere emblema della Milano popolare che nel corso degli anni '90 salì alle cronache per svariate vicende criminali. Il rap lo inizia ad ascoltare da molto giovane e dall'età di 12 anni inizia a scrivere e comporre i suoi primi brani. Nel corso della sua carriera, cominciata ufficialmente nel 2017, cambia nome da Philip Plane, con brani come Criminale, Zidane e Il quartiere lo vuole, fino al 2019, l'anno della svolta, dove diventa semplicemente Philip.

Il rap come alternativa ad una vita difficile, i testi che si affinano, la passione per la trap francese e l'inizio della collaborazione con Don Joe per il singolo Dalla zona (Intro), che preannuncia l'arrivo del disco d'esordio nel 2020. 

La piazza, la strada, la vita di quartiere, raccontati con la propria realtà, senza usare filtri e con un'attitudine old school; sulle sue canzoni ci hai costruito anche due loghi (PP e Z8 Commando), ma soprattutto un immaginario ben preciso. Gli abbiamo fatto qualche domanda.   

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Cosa c'è in questo brano di nuovo rispetto ai tuoi singoli precedenti? Cos'è cambiato? In te e nella tua musica

A me piace la musica in tutte le sue sfaccettature. Io e il mio producer, Quentin Malandrino, stiamo lavorando un sacco a nuovi sound più dance; Dalla Zona è un assaggio, ma abbiamo tante sorprese in cantiere. In me non è cambiato nulla, ho solo aggiunto un tassello al mio percorso; ho sempre amato la musica dance anni 90 fin dall’infanzia, passando poi al reggaeton e all’afrotrap. Ho sempre voluto fare musica che faccia muovere e sapevo che prima o poi mi sarei realizzato in questo.

La produzione è di Quentin Malandrino, con te da sempre, mentre la direzione artistica è affidata a Don Joe. Com'è andata?

Io e Quentin faremo grandi cose, siamo molto “allineati”. Per quanto riguarda Don Joe, mi raccontarono che apprezzava ciò che stavo facendo, e appena mi si è presentata l’occasione di cedere a lui la direzione artistica dei miei progetti accettai senza pensarci un attimo. Per me è una gran cosa lavorare con uno dei principali artefici di questo movimento, è grazie anche a lui se siamo qua. Se penso che da “sbarbarbatino” non mi sfuggiva nulla dei Dogo fatico a realizzare che ora proprio lui dirige il mio progetto, wow!

Dove vuoi andare e cosa dobbiamo aspettarci da te in questo 2020?

Non mi pongo mai limiti, il mio team lo sa, non sono mai soddisfatto. Sento sempre la necessità di vedere il progresso al più presto per farne degli altri e così via, creando un vortice. Per questo la mia risposta alla domanda “qual è il tuo pezzo migliore” rispondo sempre “il prossimo”. In questo 2020 la mia musica prenderà forma, verrà rinfrescato il suo sound mantenendo però lo stile è la personalità di Philip.

Trai ispirazione per il flow e la componente stilistica dalla trap francese. Ci fai qualche nome di qualche artista o qualche brano a cui sei particolarmente legato o che ti hanno particolarmente ispirato?

Sofiane mi ha riaperto un mondo nel senso che il suo tipo di musica, il suo approccio e mood hanno rispecchiato i miei e mi hanno spinto a ritrovare la motivazione, l’ispirazione e la voglia di registrare quei testi fermi sul pc. Poi artisti come Heuss Lenfoire, Jul o Gambi che spingono su alcuni pezzi una musicalità che quasi ricorda le hit dance italiane anni 90.

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Come vivi ora la tua piazza? Il quartiere cosa pensa delle tue canzoni? E non parlo solo del tuo commando

La mia zona la vivo esattamente come prima, forse perché non molto è cambiato attorno a me e non sono cambiato io. Effettivamente è proprio come stare a casa come cito in Dalla Zona (por la calle sono alla maison); le persone della zona, e non parlo della mia gente, ma anche semplicemente il salumiere di turno o i genitori dei ragazzi che mi supportano, si rendono interessati al mio percorso e tutto ciò fa piacere e da conferma che anche il messaggio arriva: la mia non è solo un ostentare  la strada ma presentarla e trarne il buono, così come ho fatto e faccio nella vita.

Mi hai fatto venire in mente "La Haine", film del 1995 di Mathieu Kassovitz con Vincent Cassel. Lo hai visto?

La Haine è il mio film, che bomba! È stato pubblicato nel mio anno di nascita ed è ambientato è in Francia; è un po’ che non lo guardo, ma sarà il prossimo film da riprendere in questa quarantena e lo consiglio a chi vivamente a chi ancora non lo ha visto.

Ultime domande di attualità: siamo costretti in casa da quasi un mese ormai. Cosa fai durante il giorno? Verrebbe da dire che hai molto più tempo per concentrati sul disco nuovo, è così?

Sto occupando il mio tempo con Netflix, film, documentari. Ma anche con la Playstation, perché è un ottimo antistress, e un po’ di attività fisica che fa sempre bene. Ovviamente anche se può non esserci la motivazione giusta o l’ispirazione, io scrivo, provo “mi alleno” e analizzo al meglio i progetti inediti svolti fin ora.

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L'articolo Philip, il mio suono della strada che guarda alle banlieu di Carlotta Fiandaca è apparso su Rockit.it il 2020-04-06 14:59:00

Tag: singolo

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