Bugo - Piattaforma Umbertide - Perugia Live report, 08/03/2002

25/03/2002 di Simona Cortona



Secondo voi passare un otto marzo insieme a Bugo è da tutti???

No, no… Partendo dal presupposto che odio uscire il giorno di questa presunta festa delle … (da donna a donne non la nominerò) mi è accaduto, però, che questo venerdì 8 marzo 2002, festa delle…, mi sia trovata ad uscire.

Il panico era grande nel tragitto da casa mia alla Piattaforma di Umbertide, circa 30 km, ma l'aspettativa era alta visto il consiglio di Acty.

Lungo la strada i manifesti pubblicitari "recitavano" immagini iconografiche di "gnocche con mimose al seguito" nei locali più in, strip maschili nei pub, lo spettacolo dei "Centocelle nightmare" in discoteca… della serie: "te la famo noi la festa!!!".

"Mamma mia che angoscia, che depressione!" mi son detta… e per parecchio tempo queste parole hanno girovagato nella mia capoccetta fino ad un punto in cui è tornata in mente quella volta che per uno strano caso di situazioni e coincidenze mi sono ritrovata ad uno "spettacolo" dei Centocelle...

Ma torniamo al nostro 8 marzo insieme a Bugo.

Pochi i giovani a vederlo, peccato. Neanche una donna…. Ahhhh!!!! Che pacchia!!.

Il "palco" veramente scarno, lasciava tutto all'immaginazione… Qui alla Piattaforma insieme alla Stereotype Syndicate, organizzatrice del concerto, è tutto un po' così. Ma ci piace lo stesso, no?

La prima impressione di Bugo è stata di stupore e curiosità. "Bello strano eh!" mi son detta. La sua chitarra tenuta in spalla con un cordino, emblematica di uno stile alla chissenefrega, (anche un po' scordata a dire il vero…ma fa tutto parte della scena), l'utilizzo di batteristi presi a caso dal pubblico ( perché dice che prima o poi tutti si rompono i cojoni) nel ricordo di jam session nate così nei pub londinesi...

...le sue: "… vorrei avere un dio per scrivere sui giornali che finalmente ce l'ho anch'io... come il sugo sempre ha bisogno della pasta…", "… sei bella come il dì che mi hai mollato, un vegetale così, son diventato…", "l'occhio è lo specchio della pena che è in me, non lo puoi capire se metto gli occhiali…"... mi hanno risvegliato i neuroni dal torpore sanremese!

Niente di più semplice, efficace, vero! Si, l'impressione di Bugo è che è VERO, è ciò che si vede dal pubblico, non un'immagine costruita. E' così, un pò squinternato, un po' westernato, un po' ubriaco ("tanto problemi non ne ho…") come sono veri i suoi vaffanculo al pubblico…
Il connubio tra Bugo e al sua chitarra è inconfondibile e ci ricorda le vecchie canzoni di una volta, i primi Bennato, De Gregori... quelle canzoni cantate a squarciagola nei prati con la chitarra e la combriccola d'amici, un buon vino e qualche sano cibo…
Certo bisogna riconoscere che ascoltare, poi, il suo cd Sentimento Westernato mi ha permesso di cogliere con più finezza le sue Verità, a volte un po' nascoste dalla sorpresa di vedere un tipo così. Mi ha concesso di seguire con più meticolosità i suoi assoli di chitarra, i suoi effetti, le sue ballate, le sue influenze folk e blues in perfetta atmosfera americana, la sua voce un po' roca e le sue melodie un po' sghembe in sintonia col personaggio e con il mondo che lo/ci circonda.

Niente di più interessante.

Signori e signori questo è Bugo. Buon consiglio Acty!

Un messaggio a Bugo: "Hei Bugo, non è vero che non ti ascolta nessuno con il pepe nel culo…, anzi io/noi/quei pochi ti ringraziamo perché altrimenti anche per me/noi/quei pochi c'era rimasta solo la tv…."



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