Subsonica - Piazza Vittorio Veneto - Torino Live report, 24/05/2008

17/06/2008 di

(I Subsonica a Torino - Foto di Francesco Castaldo)

il 24 maggio i Subsonica hanno toccato gli 11 anni di carriera, hanno voluto festeggiare nella piazza dove tutto è partito. Tanti i fan accorsi in Piazza Vittorio Veneto nonostante la pioggia. Più che un concerto: un appuntamento importante per i molti che hanno visto la band crescere e che adesso brindano al successo raggiunto. Federico Rosa ci racconta.



Torino, 24 maggio 2008. Ad esattamente 11 anni da oggi, i Subsonica pubblicarono il loro primo, omonimo album. Molta acqua è passata sotto i ponti da allora, in una lenta e costante scalata ai cuori dei fan, che li ha portati ad essere una delle maggiori macchine dello show biz italiano. Nessuno lo avrebbe mai detto. Cinque ragazzi, come voi, come me, che passano le serate tra le arcate dei Murazzi e i locali di piazza Vittorio, adesso hanno una loro piazza a disposizione e una città ai loro piedi. Quale luogo migliore se non esibirsi lì, dove tutto è cominciato? Il palco è disposto in un coreografico angolo che ha alle spalle la Gran Madre tutta illuminata, come se volesse rendere omaggio al concerto. Dall'angolo opposto al palco, si trova il punto focale della vicenda: Casasonica, il parco giochi dove nasce il groove. Il cielo su Torino, non è benevolo oggi. Secchiate d'acqua da settimane minacciano l'esibizione, circola l'incertezza tra i ragazzi sotto il palco. Ad essere onesti non c'è la fiumana di persone che ci si aspettava. Ma era comprensibile, il maltempo ha drasticamente bloccato gli aspiranti coraggiosi, lasciando il concerto agli stoici. Piano a piano la piazza comincia a riempirsi. Saranno settemila o poco più, quando le luci si spengono e tutto inizia. L'avveniristico palco-gabbia si mette in moto. Si respira l'aria da festa. Il pubblico questa sera permetterebbe e perdonerebbe tutto ai cinque, che dal canto loro, visibilmente emozionati, vogliono garantire una prestazione da ricordare. Si comincia. L'ipnotico riff di “Veleno” rompe il silenzio della notte. Magicamente la pioggia cessa. Il pubblico, presente e preparato, saltella e canta a squarciagola le canzoni. Samuel dimostra di aver ritrovato la voce dopo i problemi dei mesi scorsi. Boosta è finalmente tornato quello che dei bei tempi andati, vorticando furiosamente sulle tastiere rotanti. Vicio, bello carico, scatena la potenza del basso a tutto volume. Ninja, sempre freddo e implacabile, picchia sui suoi tamburi con la precisione di un contabile svizzero, non conoscendo neppure lontanamente la parola fuoritempo. C-Max, a dispetto delle primavere, sembra un ragazzino: salta, balla, si piega neanche fosse un chitarrista metal, si vede che sente particolarmente il concerto. Forse è questa la notizia più bella, vederli stare così bene sul palco, un palco vivo, si trasmette anche sulla folla. Mi giro, la piazza è piena per metà. Non solo giovani però, si nota gente di un po' tutte le età. Sintomo che i Subsonica hanno già fatto ballare quantomeno due generazioni. Sotto il palco si balla, si canta, qualcuno piange, soprattutto quando viene suonata “Il cielo su Torino”, omaggio estremo a questa città che li ha visti crescere come una nonna benevola. La scaletta scivola via su binari ben consolidati, ma vengono regalate alcune perle. “Piombo” viene riproposta in una versione reggae, mentre in “Preso blu”, si registra al basso la presenza di Pierfunk, primo bassista della formazione. C'è tutto. Il momento meno riuscito è probabilmente quello più house, con “Il mio dj” e “Al centro della fiamma”, ma è la loro festa, non roviniamogliela. Uno alla volta vengono riproposti quasi tutti i successi che li hanno catapultati in cima alle classifiche. Dopo quasi due ore di concerto, Samuel imbraccia la chitarra, e con “Stagno “ salutano la città e tutti i fan che sono riusciti a fermare la pioggia con il loro calore. Luci accese, a guardare simbolicamente in faccia i partecipanti, a dire grazie, con gli occhi, con il cuore. Forse non il concerto più bello del gruppo, sicuramente uno dei più emozionanti. Finisce tutto. Torna la pioggia. I cinque salutano commossi. Persino Ninja, si fa prendere dall'emozione. O forse non era una lacrima, ma una goccia di pioggia. Si allontanano, l'eco dei suoni ancora fisso nelle orecchie. La piazza, con i suoi portici, abbraccia singolarmente tutti i partecipanti. Grazie. Di tutto.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Wilma De Angelis canta "Non è per sempre" degli Afterhours