Sepiatone - Plan 9 - Limena (PD) Live report, 07/11/2002

12/11/2002 di



Hugo Race certo non se l’aspettava. Ma che i suoi Sepiatone suonassero in locale dedito da un paio d’anni al metal è cosa che può spiazzare non poco il pubblico. Così, giovedì 7 novembre, al Plan 9 di Limena, due passi fuori da Padova, nel mezzo di una zona industriale da Nordest che produce, di gente non ce n’era molta. Spettatori pochi, ma buoni. Affezionati fans. E così, dopo un buon ritardo da rockstar, quando il quartetto siculo-australiano è salito sul palco, subito si è assistito all’assieparsi rituale ai piedi del palco.

Opening track del gig, l’eponima “Sepiatone”, lunga suite sognante sospesa nell’aria come voli di gabbiani nel cielo di marzo. Fanno capire subito di che pasta sono fatti Sepiatone, e rincarano la dose con la successiva “Sunstroke”, sorta di moderna bossa nova, perfetta colonna sonora per le archittetture di Alvar Aalto. Hugo Race ricama eleganti trame di chitarra sul tappeto sonoro costruito dal basso ora possente ora delicato di Giovanni Ferrario e dalla batteria emozionale di Davide Mahony, entrambi Micevice. Su tutto, la delicata ed evocativa voce di Marta Collica. Lounge spaziale, si potrebbe dire. Musica da sala d’attesa di qualche stazione spaziale da qualche parte lassù tra Giove e Nettuno. Ma la musica dei Sepiatone apre orizzonti infiniti: “Unnatural life” evoca stranamente le foschie mattinali della Val Padana così come le atmosfere sospese del Midwest americano o lo schiacciante calore estivo siciliano, col mare che luccica immoto ai piedi di una bianca scogliera. “Defenceless” ha qualcosa del primo album degli Sneaker Pimps. Si va avanti così fino alla fine, magari con pause un po’ tropo lunghe tra un brano e l’altro, ma con il pubblico conquistato dalla magia di brani come “Green house” – piccolo gioiello fatto di riflessi di sole e giochi dell’acqua – o “Blind folded” dove la chitarra di Hugo Race tocca vertici assoluto, con un suono bellissimo e discreto che da solo riempie la sala di evocazioni e presagi.

Alla fine, omaggi e applausi, qualche metallaro di passaggio stregato dalla band, e lo stupore di Hugo Race che autografa dischi dei Marionettes e dei Wreckery, suoi primi gruppi. Un plauso all’organizzatrice della serata, l’Associazione Brain’s cat (maagoo@libero.it) di Padova, che sta cercando di creare un anello tra vari locali di Veneto,. Friuli e Emilia Romagna per promuovere musiche altrimenti difficilmente ascoltabili. Ma anche per mettere in contatto fra loro i musicisti e creare situazioni nuove. Cose già fatte. E altre nel cassetto. Come un tributo a Fausto Rossi (il Faust’o degli anni 80) e un “No Sanremo” con le migliori band emergenti.

Voglia e capacità ci sono. Si spera nella collaborazione di musicisti ed etichette.



1. Sepiatone
2. Sunstroke
3. Mavaria
4. New world
5. Unnatural life
6. Defenceless
7. False start
8. Green house
9. Dark summer
10. Blind folded
11. Just a child
12. Little gods
13. She travels


Formazione:
- Hugio Race: chitarra
- Marta Collica: voce, tastiere
- Giovanni Ferrario: basso
- Davide Mahony: batteria

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