E poi ritrovarsi sdraiati su un prato

28/06/2005 di



Mi fa ridere Carlo (Pastore). Mi fa ridere perché è bello e pazzo di desiderio, come lo ero io a vent’anni. Però ha un lato da vecchio diplomatico che regolarmente e sistematicamente sale a galla e ti confonde l’immagine che ti puoi essere costruito di lui. E’ un perfetto figlio del nuovo millennio – pensi- sarà interessante vedere quanto, crescendo, riuscirà a tirar fuori di bello dalla sintesi tra Dialettica e Visione. Io non ero così, a vent’anni. Non sapevo parlare, soprattutto. Non sapevo mediare. Tessere la tela. Non sapevo costruire discorsi per convincere il mio interlocutore che avevo ragione. Non lo so fare tutt’ora. In una conversazione non so tenere a freno le emozioni. Mi blocco spesso. Perdo concentrazione e incisività se chi ho di fronte non fa lo sforzo di mettersi in gioco. I monologhi e gli spettacolini non so farli. I dialoghi politici ancora meno. Sarà per questo che, da sempre, quello che ho da dire o lo scrivo o lo faccio. Secco. Asciutto. Così non c’è modo di rimangiarsi niente. Così non c’è il rischio di avere troppi rimpianti. Puro Do It Yourself, ma più per indole personale che per chissà quale sovrastruttura morale-etico-politica. Rockit’mag prima e il MI AMI poi, sono nati un po’ per questo. Faccio cose che son come frasi, mezzi per comunicare. “Farsi ascoltare” senza farsi troppo vedere. E senza pretendere chissà che, se non un po’ di rispetto e di gioia in cambio. E senza obbligare nessuno.

Tutto questo mentre siamo sul Passante, stazione Milano Affori direzione Milano Porta Vittoria, dopo l’ennesima riunione sfiancante e indecifrabile con gli alti vertici dell’associazione che gestisce il Paolo Pini. Prima riunione post-MI AMI. Doveva essere un consuntivo, non se ne è cavato niente. Mancavano ancora (?) alcune voci di bilancio. Boh. Quanto tempo buttato. E in più fa caldissimo, almeno 37 gradi. Nessun filo d’aria. Tutto è immobile, come le teste di alcuni 40-50enni che occupano posizioni importanti di comando e non si chiedono più il perché. Lo stomaco reclama cibo, perlomeno un gelato. Ma non abbiamo resistito. Finita la riunione, all’ennesimo arroccamento, ci siamo detti ok ci riaggiorniamo martedì. E siamo finiti in strada ad arrostirci le suole delle scarpe e a borbottare esausti. Abbiamo bisogno di distacco. Il MI AMI non è stato facile, rapportarsi con persone di altre generazioni che non hanno i tuoi codici è stato forse la parte più difficile. E poi era la Prima Volta…
Alessandra (Maculan), la terza persona che insieme a me e Carlo ha tirato in piedi il MI AMI, anche lei è stanchissima. Non dorme da settimane dice. E se la guardi negli occhi non puoi non crederle. Dovrebbero fare un monumento all’Ale, penso. Mentre il Passante sferraglia e Carlo mi incalza con frasi tipo “Fiz devi scrivere qualcosa del MI AMI, sei l’ideatore, il direttore, è giusto che ti prendi i tuoi meriti, è giusto che la gente sappia che è merito tuo se c’è il MI AMI”. E io rido, ma sul serio (anche se poi lo accontento e adesso son qui a scrivere queste parole al posto di essere sdraiato in un prato…). Che se il MI AMI è stato possibile, se è esistito, è stato per buona parte grazie ad Alessandra. Infaticabile, precisa, polivalente. Una direttrice di produzione come dire una garanzia. La prima persona convocata nel formare lo staff (e speriamo l’anno prossimo si convinca a riprovarci). Io ho fatto poco al confronto. Ok, a novembre 2004 ho detto “facciamolo” quando tutti dicevano “non siamo ancora pronti”. Ma, vedi Carlo, sottolineare troppo le cose si risulta antipatici e non serve a nulla. Il MI AMI è andato bene. E’ una realtà ormai che possiamo solo continuare a far Vivere (crescere, migliorare, “perfezionarsi”, degenerare, morire. Come in un ciclo di vita qualsiasi). Punto. “Chi si loda s’imbroda” diceva mia nonna. Saggezza (e pudore) popolare. E io vengo da lì.

E poi di errori ne abbiamo fatti. E tanti. E grossi. Da ingenuità, da calcoli sbagliati, da ignoranza delle dinamiche. Ma non è questa la sede per discuterne. La confessione dei peccati facciamola nei nostri confessionali privati (o, semplicemente, nelle riunioni Rockit…). Qui è solo per dire grazie e grazie e grazie ancora a tutti quanti han reso possibile il MI AMI. Quindi se c’è da stilare una lista di meriti e ringraziamenti, parliamo e partiamo da voi 2 piuttosto, tu e Alessandra.

Tu perchè sei stato assolutamente all’altezza, mi hai aiutato a mettere insieme un ottimo cast (quest’anno era facile, il difficile sarà l’anno prossimo nel non ripetersi) e hai tenuto botta nei momenti più tesi. E poi come ha scritto qualcuno sul forum di Rockit vederti in versione buttafuori al backstage sono momenti impagabili :-) (tralascio l’elenco di tutti i compiti che hai svolto, le responsabilità che ti sei preso, le cazzate che hai fatto… che non è ancora il momento di spompinarci a vicenda).

Alessandra l’ho già detto. Fondamentale. Ha gestito tutto quanto alla perfezione. E-soprattutto- ci ha messo in riga come un vero capo  Più di così poteva solo salire sul palco lei e suonare da sola per 48 ore di fila.

E poi Francesca (Murador), che ci ha dato una mano negli ultimi mesi. Gentilissima, disponibile. Un’assistente di produzione adorabile. Gestisce camionisti e indierockers con grazioso savoir-faire.

Poi Fabienne. Che dirlo vabbè, sembro uno di quegli sfigati sdolcinati romantici… però se non ci fosse stata, sia nel sopportarmi sia “nella cura dei dettagli” non so proprio come sarebbe venuto questo MI AMI (e poi il nome, ça va sans dire, è venuto un po’ pensando a lei…). E poi le torte che ha fatto per la conferenza stampa erano troppo buone! :-)
Poi la redazione di Rockit. Acty Giulio Daniele Fausto Camillo. Un po’ spaesati all’inizio, poi sempre più convinti e coinvolti. La soddisfazione generale è una dolce brezza che ti spinge inerzialmente verso il meglio.

Poi Simone Stopponi, Alberto Motta, Andrea La Placa, Benedetto Dalle Piane, Nicola Bonardi, Enrico Rigolin, Enrico Rigolin, Elisa Orlandotti che hanno dato una mano enorme, in loco, alle casse, agli ingressi, al backstage, al palco acustico, ovunque. Impagabile Matteo Remitti (smontare e impilare TUTTI i tavoli dei banchetti tra le 7.30 e le 8.30 del mattino, dopo 24 ore senza dormire, è esperienza ben al di là dell'umano limite di sopportazione). La speranza che Rockit sia sempre più un motivo di incontro tra tutti. Abbiamo un potenziale altissimo. Ogni volta il pensarci mi da i brividi. Poi Alessandro Baronciani, che, oltre ad essere il cantante degli Altro, ci ha regalato la stupenda illustrazione dei 2 innamorati che si baciano. Grazie Ale! Non si poteva iniziare meglio.

Poi tutti i gruppi, che son venuti a rimborso spese. Tutti. Un GRAZIE enorme a ciascun componente. Cifre ridicole, ma di più non si poteva. E ognuno ha regalato un concerto splendido (mi han detto… io non ho visto che giravo come un matto in scooter o bicicletta per risolvere problemi che spuntavano ovunque come funghi non-allucinogeni). E credo l’atmosfera generale e l’energia e l’attenzione di un pubblico sorprendente siano stati un ben più sostanzioso compenso. Ne valeva la pena no?

Poi tutti gli espositori. L’area banchetti era bellissima. Spero tutti abbiano fatto affari e siano stati bene. Io quel poco che ho potuto girare (la sera di venerdì), mi sarei messo a piangere da quanto mi sembrava impossibile una situazione del genere –banchetti di etichette indipendenti coloratissimi, con la gente che si fermava a curiosare e comprare- e invece si stava proprio verificando, lì, davanti ai miei occhi.

Poi il Comune di Milano, settore sport e giovani e la Provincia di Milano, per il prezioso contributo e patrocinio. Davvero.

Poi tutti gli amici che ci han dato una mano sia economica (grande) come Tdk , sia promozionale come Edizioni Zero, MusicBoom, Kronic, Losing Today, Loser, Hate Tv. Il Junglesound per l’affetto e la stima e per il backline del palco acustico..

Poi chi è venuto. Pubblico pagante. Pubblico ascoltante. Pubblico curiosante. Pubblico baciante. Pubblico cantante. Pubblico comprante. Pubblico splendido.

Può bastare?

Direi di sì.

Per quest’anno basta così, davvero dai.

Basta parlarsi addosso come quelle tristissime trasmissioni tv di calcio, dibattiti, varietà.

Vacanza.

Se ne riparla a Settembre.

C’ho già delle idee in testa. E sai già che in testa le idee non ci rimangono, vogliono trovare spazio nel mondo reale :-)
State pronti.



MI AMI FESTIVAL
17 e 18 giugno 2005
ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini
Milano

Torna nella hall dello speciale MI AMI

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati