Porto Rubino: il festival che si adatta al mare

Imbarcazioni come palchi, artisti a pochi metri dall'acqua e non solo: dentro a uno degli eventi più simbolici della Puglia, dal 14 al 18 luglio

10/07/2026 - 15:15 Scritto da Redazione

C'è un festival che a metà luglio tornerà a navigare lungo la costa pugliese con la sua ottava edizione e il suo format a dir poco simbolico. È Porto Rubino, progetto innovativo ideato da Renzo Rubino, padrone di casa e direttore artistico dell'evento, che quest'anno farà tappa a Taranto, Savelletri e Otranto, confermando un concept che ha reso possibile far provenire la musica da imbarcazioni trasformate in veri e propri palchi galleggianti, ricchi di luci e strumenti pronti all'uso.

Il festival sarà nelle serate del 14,16 e 18 luglio e vedremo introdotta una formula rinnovata, costruita attorno a tre identità differenti: Porto Rubino Pensa, Porto Rubino Balla e Porto Rubino Canta.

"Quest’anno Porto Rubino cambia pelle senza cambiare natura", racconta Renzo Rubino. "Abbiamo deciso di dividere il festival in tre anime diverse per dare spazio a linguaggi e modi differenti di stare insieme attraverso la musica".

Porto Rubino - Foto di stampa
Porto Rubino - Foto di stampa
Gli artisti si esibiranno a pochi metri dall’acqua e daranno vita a concerti integrali: il format rimane lo stesso, cioè quello che negli anni ha reso Porto Rubino uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate pugliese. A cambiare sarà il carattere di ogni serata, pensata ognuna come un capitolo autonomo all’interno di un unico viaggio.

Si comincia il 14 luglio a Taranto con Porto Rubino Pensa, dedicato alla parola. La serata riunirà l'inconfondibileCarmen Consoli, l’intensità di Angelica Bove, lo sguardo narrativo di Concita De Gregorio e la scrittura di Erica Mou. A dare ulteriore sostanza al titolo della tappa sarà Franco Arminio, con un set di poesie realizzato appositamente per l’occasione.

Il 16 luglio il festival si sposterà a Savelletri per far Ballare Porto Rubino , con Acid Arab, le geometrie elettroniche di Dardust, Frenetik eJolly Mare. Una serata tutta dedicata all'elettronica e alle contaminazioni sonore.

«Mi piace l’idea che si possa passare dalle poesie di Franco Arminio all’elettronica degli Acid Arab, scorgendo sempre all’orizzonte il mare», spiega Rubino.

La chiusura è prevista il 18 luglio a Otranto con Porto Rubino Canta, affidato a Ditonellapiaga, Nico Arezzo, e ancora Vale LP e Venerus. Il centro della serata sarà la canzone contemporanea, attraversata da voci e sensibilità differenti.

La scelta di distribuire il festival su più località è parte della sua stessa identità.

 «Porto Rubino è nato per muoversi. Se lo fermassi in un solo posto probabilmente smetterebbe di essere Porto Rubino», dice il suo direttore artistico. «Taranto, Savelletri e Otranto non sono semplicemente tre tappe, ma tre capitoli diversi dello stesso viaggio».

E quindi si cambia città, si cambia il paesaggio, si cambia il pubblico, il rapporto con lo spazio e il modo in cui gli stessi artisti vivono il concerto, ma  soprattutto, cambia l'elemento centrale e imprevedibile del progetto: il mare. 

Negli anni, il vento, le maree e le condizioni della costa hanno costretto più volte il festival a modificare programmi e allestimenti. I concerti hanno subito così moltissimi cambiamenti, traslocando dalle barche ai moli e dai porti al bagnasciuga.

«In un festival tradizionale sarebbe un problema, per noi invece è parte del racconto», osserva Rubino. «Ci adattiamo noi al mare, non il contrario. Ed è probabilmente questo il motivo per cui, dopo otto anni, continua ancora a sembrarci un’avventura».

Porto Rubino - Foto di stampa
Porto Rubino - Foto di stampa
Ma Rubino da spazio anche a quei progetti che purtroppo non tutti conoscono ancora. Oltre agli artisti già affermati, direttamente dalla curatissima selezione del contest Ti Porto Rubino dedicato alla nuova scena musicale, ci sarà Sirlene ad aprire la serata di Taranto, Rox Mere quella di Savelletri e Dduma quella di Otranto.

Quella degli opening act è una presenza fondamentale per spiegare il tipo di direzione su cui il festival intende continuare a investire,non si tratta solo di qualche elemento accessorio per completare le serate.

«Mi piacerebbe che Porto Rubino restasse un luogo di incontro e di scoperta, dove possano convivere artisti molto diversi tra loro e dove ci sia sempre spazio anche per la nuova musica», racconta Rubino. «Vorrei continuare a costruire ponti tra chi la musica la fa da anni e chi invece sta iniziando adesso a raccontare la propria storia».

Il programma proseguirà anche oltre i concerti. Il 14 luglio a Spazio Porto, a Taranto, e il 16 luglio a Cala Maka, a Savelletri, sono previsti due after show riservati ai possessori del biglietto, fino al raggiungimento della capienza massima.

A Otranto debutterà invece il Gran Piano Bar Rubino, nuovo progetto ideato da Renzo Rubino: un pianoforte circondato dal mare che accompagnerà il pubblico durante i cambi palco all’interno del Gozzo Club, l’area riservata del festival.

Madame sul palco di Porto Rubino - Foto di stampa
Madame sul palco di Porto Rubino - Foto di stampa
Nato nel 2019 da un'idea del cantautore pugliese, Porto Rubino si è sempre ritagliato negli anni uno spazio riconoscibile nel panorama dei festival estivi italiani. Sui suoi palchi galleggianti sono passati artisti come Giuliano Sangiorgi, Samuele Bersani, Brunori Sas, Vinicio Capossela, Benjamin Clementine,Diodato, Levante, Madame, Mahmood e Daniele Silvestri. L'universo del festival è anche stato raccontato in un docufilmpresentato alla Festa del Cinema di Roma e, successivamente, in un programma televisivo andato in onda su Rai 2.

Otto edizioni dopo, Porto Rubino continua a lasciare spazio alla scoperta e accettare che, alla fine, sia sempre il suo mare a decidere le sorti delle serate.

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L'articolo Porto Rubino: il festival che si adatta al mare di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-07-10 15:15:00

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