Pressa: vivere e morire a Civitavecchia

Si può perdere sempre, perdere ogni cosa – di recente anche una delle amiche più preziose –, ma è la mentalità che ti fa andare avanti. Questa è la storia della street punk band laziale, da sempre fedele solo a sé stessa e al DIY. Come dimostra il disco "Nerofumo", con copertina di Zerocalcare

Abbraccio post concerto
Abbraccio post concerto
27/05/2021 - 11:48 Scritto da giorgiomoltisanti

Il primo indizio arriva quando apri la loro pagina di Facebook. La data d'uscita di Nerofumo era già stata fissata al primo febbraio 2021 ma la prematura e tragica scomparsa, nella notte tra il 28 e il 29 gennaio, di Claudia Acciarino (poliedrica musicista e mente pesante dietro Hellnation/Inferno Store, Dal Verme e solo dio sa quante altre belle situazioni a Roma e non) ferma tutto. Perché Claudia ha partecipato attivamente al disco, co-producendolo e facendo i cori in uno dei pezzi più riusciti (Mr. Bin) e i Pressa, be', i Pressa non sono proprio quel genere di gruppo là.

Non sono la solita band di ventenni inglesi che fanno punk-qualcosa con una storia di sfiga pesa alle spalle con cui credendo di poter stringere il mondo, con un dito medio alzato e l'arroganza un po' sbarba. Oppure, forse arroganti lo sono anche loro, del resto un titolo come Irresponsabilmente (2018) per un album di debutto era già manifesto di una mal celata sicurezza di sé. La loro, però, è un'arroganza dettata ora dal genere proposto (street-punk macchiato d'Oi! e hardcore), ora dall'essere perdenti di fronte alle tribolazioni individuali e sociali, conservando però la carta vincente dello humor che ne sfuma quella pedanteria che personalmente mal digerisco nella verve critica di gruppi – anche seminali – come Agnostic Front e tanti altri.

La cover di 'Nerofumo' by Zerocalcare
La cover di 'Nerofumo' by Zerocalcare

Humor di taglio, neanche a dirlo, come poteva essere quello di CCCP o Dead Kennedys un tempo, non certo quello dei Toy Dolls. Insomma: attaccare il Sistema e i suoi esponenti attraverso la tecnica del paradosso (Lacrime di Ferro) oltre quella della giusta polemica. È probabile che in parte sia dovuto al fatto che i Pressa nascano dalla fine, tre anni fa, di un gruppo d'indirizzo ska-punk, i Skamikaze Sound Attackche, i cui strascichi giungono ai giorni nostri (CV e Dintorni).

Loro però precisano: “Sono durati un annetto, ma dopo quell'esperienza abbiamo deciso di restare tre e continuare con ciò che ci piace maggiormente, lo street punk”. Simone, Enrico e Francesco, sono però molto più di qualche ritornello ben assestato e l'utilizzo smodato degli  Oi! come forma di intercalare. I testi, dal cantato sì giovanile e schizoide, ma non per questo totalmente alla cazzo di cane, nel loro concept (?) album sul vivere e morire a Civitavecchia esprimono la stessa urgenza e la stessa ansia dei loro riff tirati e dei loro giri di basso spacca-testa.

Gig
Gig

Compagni di suonate già da anni e amici da prima, i Pressa sono l'ennesimo esempio di DIY emerso dalla combutta di varie crew della scena punk/skin ed etichette indipendenti (tra cui Berghem Youth Crew, Inferno Store, Tuscia Clan, Rumagna Sgroza, Lanterna Pirata, L'Unanenra...). Inizio garage (nel senso letterale del termine), prime date fuori-Raccordo, gli opening importanti per i Nabat, Short Fuse e Bull Brigade un successo in rete che li precede, dove il passaparola anzitempo per l'uscita di Nerofumo va avanti, sulla scia delle buone premesse espresse nell'esordio, dagli ultimi mesi del 2020. Solo molto dopo arriva l'interesse della stampa, Zerocalcare per la copertina e tutto il resto.

video frame placeholder

Ed è giusto sia così. “Con Zerocalcare, tutto nasce perché Michele è una persona che becchi alle serate, oppure ai cortei e ha sempre dato il suo supporto alla scena per quanto riguarda manifesti e copertine. Gli abbiamo chiesto il favore e, nonostante tutti gli impegni, ci ha dato una mano”. Le altre collaborazioni nascono principalmente dall'amicizia: oltre quella detta con Claudia, ci sono Stefano degli IRA HC per l'ultrasonica Non Dormirò (“Data la velocità, abbiamo subito pensato al suo stile old school HC”) e Riccardo “Bario” Petrarolo, rappresentante del comitato No Al Fossile Civitavecchia e attivista che ha partecipato alla title-track, canzone che tratta appunto il problema dell'inquinamento.

Nerofumo nasce dalla necessità di ognuno di noi di dire la nostra sul marciume che vediamo quotidianamente. Per questo abbiamo voluto incentrare il disco su questo argomento, con la copertina e il video. Ma viviamo tutti in una società poco equa e divisiva di cui il Polo Energetico di Civitavecchia è soltanto uno degli aspetti tra i più visibili. Noi la raccontiamo nell'unico modo in cui sappiamo fare: suonando e strillando nei microfoni, sperando che il nostro messaggio arrivi forte e chiaro a chi ascolta”.

Batterismi
Batterismi

L'attitudine e la critica sociale insomma ci sono. In più ci sono l'arguzia, i ricordi (Pogo) e un inno liberatorio che invoca a non smettere mai di sognare su un giro di basso che a Nick Olivieri piacerebbe molto (Immortale). Se volete fare una prova andate sul Bandcamp dei Pressa in attesa di unirvi al coro nelle prime date dal vivo, quando ce ne saranno.'

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L'articolo Pressa: vivere e morire a Civitavecchia di giorgiomoltisanti è apparso su Rockit.it il 2021-05-27 11:48:00

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