La prima Festa Rockit: Roby

17/05/2001 di Roberta Accettulli



Sabato mattina, ore 9.00 – casa mia.

I miei occhi sono entrambi chiusi, in questi giorni ho dormito davvero troppo poco per un essere normale. La stanchezza accumulata recentemente e, lo ammetto, la paura che questa festa potesse essere un flop mi avevano seriamente fatto pensare di dare forfait e rimanere a casa a dormire per tutto il weekend… Ma la voglia di ritrovarci tutti insieme a fare baldoria, il fatto di incontrare un po’ di amici toscani e di far casino con loro, il fatto di andare in un posto bellissimo della Toscana e, non ultimo, il fatto che la cricca Rockit non mi avrebbe mai perdonato l’assenza mi ha fatto tornare sulla decisione, e cos’ ho preparato il mio fido zainetto ed il sacco a pelo gigante e mi sono presentata puntuale all’appuntamento.

Sabato mattina, ore 11.00 – Sesto FS.

La macchina Rockit passa a prendermi all’appuntamento al Metrò. Siamo in 6 (io, Pons e la Robina, Luca e Darietta e Marco, un amico “infiltrato”) in una macchina a 7 posti (grazie babbo del Pons!): 2 davanti, 2 dietro e due “al posto del cane”, il posto più sfigato che tutti cercano di evitare (ma prima o poi toccherà a tutti). Tra zaini, sacchi a pelo, fanze, magliette nuove di zecca e cibarie acquistate in un improbabile hard-discount non c’è più spazio.

Il viaggio, pioggia a catinelle a parte, procede tranquillamente, tra soste pipì e soste pranzo. Non abbiamo fretta e ce la prendiamo comoda, pure troppo, finchè non decido di auto proclamarmi tour-manager della situazione e riportare il gregge all’ovile.

Arriviamo nel cuore della Toscana, dormiremo in alcune case mobili di un campeggio della zona. Queste case, una sorta di bungalow a forma di container con le ruote, mi fanno pensare ai poveretti che ci vivono dentro da anni a causa di terremoti ed alluvioni. Io non ci verrei qui neanche in vacanza… Ci accoglie una signora siculo-svizzera un bel po’ fuori di testa ma molto simpatica, che chiude un occhio su un paio di cosette e ci tratta molto bene, e nel frattempo arriva il resto della cricca: Acty e Fiz da Roma, Fausto, la Stefy, una loro amica, “infiltrata” anche lei e Toto Snaporaz da Bologna.

I nostri tentativi di riposare sono più che vani. Abbiamo sete, c'è tutto tranne che l’acqua. Però ci sono dei simpatici succhi ed una altrettanto simpatica bottiglia di vodka, fedele imitazione (almeno nella bottiglia) della Absolut… Ed iniziamo così.

E’ ora di muoverci, via in carovana al Metropolis, in quel di Terranuova Bracciolini. Appena arrivati finalmente diamo un volto a Max, il gestore del locale con cui Luca aveva parlato una marea di volte per organizzare tutta la situazione. Sembra simpatico. Poi il resto degli Snaporaz, i Cheap Wine, Orla e Nuto della Bandabardò (il resto della cricca ha dato forfait per i più svariati motivi) ed i Potlatch, band locale. C’è un’aria davvero piacevole, sembriamo ragazzi delle scuole medie in gita.

Il posto è bello. Non lo conoscevo e mi piace molto. Soundcheck dei gruppi. Fermento nostro: appendere lo striscione (è un parto!), i tavolini per le fanze, appendere le magliette nuove troppo belle (le voglio tutte!), i CD da regalare, i CD dei gruppi da vendere….. Alla fine ce la facciamo.

Dopo cena, durante la quale ho visto Toto-Snap sull’orlo dell’esaurimento nervoso per convincere la cameriera a farci avere una bottiglia di vino extra, siamo rientrati al locale. Io avevo sempre quella maledetta impressione che ci sarebbe stato poco movimento.

Attendendo l’apertura ‘ufficiale’ della festa ho rivisto una delle poche persone che ho sempre reputato competente nel campo musicale, Larry, una colonna portante della mia “formazione musicale”. Prima Videomusic, poi TMC2, ora 'musicalmente disoccupato'. Avrò passato le ore ad ascoltare la sua “On the air” all’epoca dell’Università… Sono troppo felice!

Si aprono le porte, c’è un po’ di gente. Arrivano gli amici fiorentini, che bello rivederli!!! Arriva un po’ di gente che ci cerca, si presenta, ci saluta. Stefano del Baraonda, un volto dopo decine di e-mail e telefonate! Come al MEI, è bello dare una faccia a quelli che per mesi sono solo dei nomi scritti sul tuo monitor. Tanta gente ci fa i complimenti. Bhè, ogni tanto male non ci fanno. :-))
Nonostante il poco sonno, inizio a svegliarmi del tutto, contrariamente a chi, un po’ qua ed un po’ là, inizia a crollare….

Svegliaaaaaaaaaaaaa! E’ la nostra prima festa!!!

Suonano prima i Potlatch, ma devo ammettere che non ho seguito molto il loro concerto, tra chiacchiere con gli amici e telefonate varie. Poi è la volta dei Cheap Wine. Me ne aveva sempre parlato bene Fausti’ko, ma non li avevo mai ascoltati. Ed ho fatto male, perché sono fottutamente bravi, è proprio il sound che piace a me! E d’altronde, se non fossero bravi, non li avremmo invitati a suonare alla nostra festa!

Tocca poi agli Snaporaz, che partono a 300 all’ora e non si fermano più! 5-pezzi-5 tiratissimi, la gente è sempre di più e balla, noi con loro. Alla faccia di chi dice che non sono una rock band! Non fanno “Mister”, il loro singolo, perché troppo ‘moscio’ per l’atmosfera. Alla faccia anche della promozione. Si vede che tutti qui sono per divertirsi. E non sarebbe altrimenti, perché tutti qui sono solo per l’amicizia ed un paio di birre.

Arrivano poi la band composta da Orla e Nuto della Banda, Max del Metropolis ed altre due persone a cui non riesco a dare un nome. L’atmosfera ormai ha raggiunto quello che sembra essere lo zenith, eppure il bello deve ancora venire: megajam!

Sul palco c’è un andirivieni di musicisti, che si passano e si scambiano gli strumenti, cover a go-go, birra a fiumi, danze e chiacchiere. E’ un delirio assoluto di musica.

Mi perdo nel turbinio della musica, degli amici, delle parole, dei volti, della festa…
La musica finisce sul palco ma riprende dai piatti, con Larry DJ e tutti che ballano. Il resto della cricca è sempre più cotto, Acty è sparito, Marco è desolato, Fiz è diventato serio (ma questo non gli vieta di essere ubriaco :-)).

Mentre la musica va, iniziamo a raccoglierci e raccogliere i nostri arnesi, mentre Max offre da bere. Mi lascio andare anch’io... Al diavolo! E' la nostra prima festa e sta finendo!

E’ tardissimo quanto andiamo via, ma c’è ancora musica e c’è ancora gente che balla. Saluto gli Snaporaz, poi man mano gli altri che vanno. Sprizzo felicità da tutti i pori, ma allo stesso tempo sono dispiaciuta perché la bella serata è finita così presto (mica poi tanto).

Una persona mi ha detto, salutandomi: “Grazie di essere esistita, e di esistere ancora”.

Questo è valso più di qualsiasi altro complimento o successo.

La festa è finita, andiamo in pace.



Quello che dicono:
> Fiz
> la Roby

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