Una primavera maledettamente naif

06/04/2009 di

(Salò, 24 - Foto di Produzioni Dada)



Tutta la poesia di cui si è capaci, a costo di non capirci niente, a costo di mischiare tutte le carte in tavola accendere tutte le luci e consumare tutta quanta l'energia di scorta accumulata, a costo di arrivare in fondo a questo scritto e/o svegliarsi la mattina dopo la festa (e quella dopo ancora), con quel sapore di nonsense sulle labbra, che è quel mix di baci dati & non dati, sorrisi stravolti & urla ubriache, voglie sconfinate & inesorabili necessità. Però con un pensiero, un gusto, un'idea come se fosse un seme piantato nel cuore pronto a germogliare. O una bomba ad orologeria pronta a detonare. Che l'importante è colpire l'immaginario, far partire il contagio, schiacciare il pulsante: poi, quello che viene poi, dipenderà tutto dalla volontà/capacità/urgenza di ciascuno. Noi abbiamo dato il "la" (in musica si dice così no?), il resto della sinfonia è fatta da ogni singola nota/tassello che si aggiungerà, la partitura è aperta. Un po' troppo criptico? Troppo utopico? Troppo battagliero? Troppo ottimista? A me dà l'impressione di essere tutto quanto molto semplice. 21 marzo giorno per fare festa a/con/per la musica italiana. Senza troppe sovrastrutture o menate. Le cose semplici. Facili. Come dire ma scusate ma perchè non decidiamo che questo giorno sia/diventi/è il giorno in cui festeggiare tutti insieme quanto è bello figo giusto necessario vitale il suonare-fare-ascoltare-diffondere-vivere Musica? No giri di potere, no traffichini, no invidie, no gelosie, no chiusure. Tutti insieme tutti dentro. Che quello che vogliamo sono giorni migliori no? E quindi l'unico requisito richiesto è Entusiasmo e Voglia Di Fare, senza troppi pensieri o ragionamenti o strategie o calcoli (eccolo: senza troppi calcoli), che ricordatelo che l'Amore pensato è un bacio non dato (o viceversa boh insomma hai capito).

(Milano, Magnolia - Foto di Giulio Pons)

Quindi se ti devo raccontare come ho vissuto io personalmente Maledetta Primavera, per farti capire anche un po' lo spirito naif che c'è sempre dietro a tutte le cose che facciamo, e' quando sono salito sul palco interno del Magnolia/Milano con una bottiglia di vodka e ho messo i dischi e sotto è partita l'onda e via all'arrembaggio (mi sento scossa agitata a a). Semplice (sì anche un po' stupido forse, macchisenefrega, però divertente e liberatorio e dannatamente vivo). E non cercare messaggi in codice in quello che ti sto scrivendo, non spaccarti la testa, non c'è niente di "nascosto" , da "capire", c'è stata questa giornata intera (sabato 21 marzo 2009) in cui in tutta Italia si è suonata Musica Italiana Ovunque. E basta. "e Basta?". E dici poco? Ovvio che no, tu che sei intelligente non dici niente e sorridi. Ovvio che Non è poco e nemmeno abbastanza, è di più. Più di ogni aspettativa o previsione o pensiero. Sono più di 100 punti che si accendono all'unisono nella mappa oscurata che è la nostra martoriata lobotomizzata agonizzante spaventata italietta. Più di 100 punti/nodi/snodi di un tessuto neurale che si accendono come sinapsi e fanno circolare veloce il pensiero "uniti vinciamo divisi cadiamo". Più di 100 ventricoli dislocati in un corpo esteso di uno stesso cuore che batte e fa un bella rumba a poterla vedere dall'alto chissà che suono hanno sentito quella sera di sabato 21 marzo 2009 le stelle in cielo e gli aerei che transitavano sopra di noi. Il suono di una cosa bella e spontanea. Naturale. D'altronde per innamorarsi basta un'ora. D'altronde per decidere di buttarsi in mezzo e partecipare a una festa ci si impiega anche meno. E quindi è andata così, con quella nonchalance che si può permettere qualcosa che non deve dimostrare/guadagnare niente ma di cui basta il solo fatto che esista per goderne ed esserne felici. Arcobaleni e vertigini. 21 marzo 2009 Maledetta Primavera Musica Italiana Ovunque. Primavera che "se tu non arrivi io non esisto". Musica Italiana che "questo lasciatelo dire, sai scendere con stile". Come a non voler distinguere tra musica e primavera insomma mettiamola così fatemi fare le similitudini basic, cioè che tutte e due fanno muovere gli ormoni e fanno battere i cuori, e quindi forse sono la stessa cosa. Una cosa rigogliosa (ho detto rigogliosa non rotondetta dai!) come la Primavera del Botticelli, con quei capelli che scendono sugli occhi quando balli o quando mi fai l'amore che, insomma ci siamo capiti, in alto i cuori e i sospiri. E siano benedetti nei secoli i corpi quando urlano. Bum! Che come fai a dirle "che fretta c'era?" a una primavera che va così veloce che travolge che ha idee entusiasmi e finalità. Una primavera che è tutto e tutti e tutto insieme. Sguardi seri concentrati e dita veloci sulla tastiera di 10 computer contemporaneamente per organizzare e gestire il flusso di informazioni & adesioni, sfrondare i dubbi, dare fuoco alla sterpaglia secca e accendere la miccia di un evento che è una bomba che guardare esplodere è stato così bello che quasi non vediamo l'ora che sia l'anno prossimo per vedere quanto di tutto questo entusiasmo sarà rimesso in circolo e avrà contagiato atri nodi/snodi/ventricoli del nostro (bel) paese. Nel frattempo, è naturale, siamo fatti così, stiamo già lavorando a centomila altri progetti. Un pò come i lavori in corso solo per farti venire. E ci godiamo questa Primavera guardandola negli occhi e ascoltando (buona) musica italiana. E non è poco e nemmeno abbastanza, è di più.

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