13/12/2010

Le 100 canzoni dell'anno. In ascolto e raccontate da: Marco Villa (MV), Margherita Di Fiore (MdF), Michele 'Wad' Caporosso (Wad), Sandro Giorello (SG), Sara Scheggia (SS) Stefano 'Acty' Rocco (Acty), Stefano 'Fiz' Bottura (Fiz).



1. Le Luci Della Centrale Elettrica
"Quando tornerai dall'estero"
Dalla prima volta che l'ho sentita, la sensazione è stata quella del pezzo che resterà. Come per "Quello che non c'è", come per "Agosto", come per poche altre canzoni in questi ultimi dieci anni. C'è il testo immaginifico, c'è lo squarcio improvviso, c'è il crescendo di intensità. C'è il primo classico di Vasco Brondi. // MV


2. Giorgio Canali & Rossofuoco
"Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio"
Un Canali a nervi scoperti scrive un inno bomba in memoria dei compagni morti per niente. Ma non basta. La canzone definitiva sulla Resistenza esclusa da una compilation chiamata "Materiali Resistenti" solo perchè contiene un paio di bestemmie. E' come dire tutto. Sono ancora tutti là, coi sorrisi smaglianti. Non dovevamo fermarci, porcodio no. // Fiz


3. Tre Allegri Ragazzi Morti
"La ballata delle ossa"
Ho percorso chilometri di tornanti tra giorni incompiuti e non riuscivo a capire, poi ti ho guardato coi sorrisi, ho sistemato i capelli e finalmente ho ripreso a ballare. Non so dove siamo finiti, ma l'amore, nel bene o nel male, porta sempre un vestito nuovo, forse reggae o forse pop, forse vero oppure no, ma queste ossa reggono ancora. // MdF


4. Il Buio
"Jantelagen"
E' per l'emozione di scoprire gruppi così questi che da oltre dieci anni facciamo Rockit. Violenza hardcore, melodia, spleen, purezza rock, intensità mozzafiato. "Jantelanger" è uno dei brani simbolo di un esordio pazzesco. Per pochi: può colmare il vuoto lasciato dai Fluxus. Per tanti: seppur diverso, un esordio intenso come i primi Verdena. // Acty


5. Massimo Volume
"Le nostre ore contate"
Ha tutte le potenzialità per diventare una di quelle canzoni epocali, da scriverne pezzi sugli zaini, sui banchi, sui muri. "Io non ti cerco, io non ti aspetto, non ti dimentico", dice Clementi a Manuel Agnelli. Sotto, chitarre meravigliose e cariche. In definitiva, un'altra cattiva abitudine da assecondare. // SS


6. Non Voglio Che Clara
"Le guerre"
Avete presente "America Oggi" di Altman, quello basato sui racconti di Carver? Lo so che non c'entra con Tenco, Endrigo, a cui i NVCC prenderanno il posto un giorno. Ma alla scena del terremoto che minaccia la vita di tutti, ecco, io lì penso a "Le Guerre". C'è quell'impatto, quella lucidità, quella santa capacità di scrivere. Tre parole: Toglie Il Fiato. // SG


7. Crookers
"Jump up"
Si ok è "Festa" la hit. Però vuoi mettere l'orgoglio nazional-popolare di sapere che un pezzo come questo - fatto con i Major Lazer e cioè quanto di più trasversale e glocal sia stato inventato negli ultimi dieci anni – è contenuto in un disco che tra una serata a Osaka o un dj set a Melbourne, uno scambio di file via ftp e uno spot Converse è passato da un laptop a pochi km dal lago di Garda? // Wad


8. Sikitikis
"Voglio dormire con te"
Dopo una stroncatura pesante, i Sikitikis hanno accettato la sfida e ci hanno pesantemente smentito, diventando una grande band con la loro svolta pop. E' così che il romantico tormentone di "Voglio dormire con te" ci ha deliziato in tutto il 2010 con la sua freschezza, diventando uno dei singoli più canticchiati in redazione. // Acty


9. Iori's Eyes
"Matter of time"
La rivincita stilistica anti gay chic, questa è la verità degli Iori's Eyes. Adesso che abbiamo uno in Italia che canta come Remy Shand (riascoltare "Take a Message" fa sempre bene a tutti), proviamo a fargli fare una qualche stradina internascional senza scorciatoie provincitaliche e tragiche cadute nelle banalità del male italiano. // Wad


10. Vincenzo Fasano
"Non ritiro quel che ho detto"
E' la voce: urla ma resta comunque sotto una patina morbida, come se implodesse in una superficiale dolcezza. La musica è caposselica e westernata. Le parole sono tristi e prendono in prestito temi da cantautore vecchio stile – Non devo vendermi – per poi affondare nelle viscere di qualcosa più personale. La sua vita in una canzone.// SG


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