Pure X Factor è finito e a noi mancano da morire i concerti

L'atto finale dello show premia Casadilego, come da copione. Ma lo show desnudo di Manuel Agnelli e le chitarre spaccate dei Little Pieces of Marmalade ci ricordano che un talent in tv è – al più – un ottimo peep show della musica, e che non ci stiamo più dentro senza live

Manuel Agnelli seminudo infuoca la finale di X Factor
Manuel Agnelli seminudo infuoca la finale di X Factor

X Factor è finito, viva X Factor? Boh, ci sto sempre riflettendo. Casadilego ha vinto telefonatissimamente e lo spettro di un update di Sofia Tornambene, cioè della cantante giovanissima bravissima che quando si spengono i riflettori sparisce, è molto presente. Ai Little Pieces Of Marmelade non è riuscito il colpaccio di far vincere il fuzz nel talent musicale italiano più famoso, forse anche per colpa del pubblico di TV8, che può guardare la finale in diretta senza aver visto le puntate precedenti ed essendo tradizionalmente generalista, vede questi due scappati di casa e vota per istinto il bel canto. 

Di sicuro, è stata la puntata di Manuel Agnelli, che in due mosse ha eccitato milioni di donne e uomini di ogni età e credo, gettando il cuore oltre l'ostacolo e ricordando al pubblico che lo spirito totem del rock'n'roll è fatto anche di gesti che possono risultare al confine tra l'epico e il ridicolo, e dove vada a finire l'umore degli spettatori, dipende da chi li fa. Per chi non avesse intercettato le foto di Agnelli a torso nudo a 54 anni, con dei muscoli che pensavo esistessero solo nei filtri Instagram, beh, siamo stati combattuti sulla reazione. 

Sulle prime il cringiometro è quasi esploso, poi quella puzza sotto il naso ormai sedimentata da anni di mossette e cinismi poser vari è stata spazzata via da un'esibizione di Veleno degli Afterhours fatta coi LPOM che è stata fuoco puro, e ciao a tutti. I discorsi nei gruppi d'ascolto andavano dal classico "Fecondami" al "Sono saltata sul divano", a dimostrazione del fatto che il dinosauro nella stanza non è il rocker, ma il pubblico che non è più abituato a eccitarsi. "Chissà come ti trovi bene, col tuo nuovo pene", in diretta sulla tv generalista, col fisico di Gesù culturista: se non ha la faccia come il culo, queste cose non le fai. 

Spoilerato tutto quanto, andiamo con ordine: iniziano i bocciati dell'edizione a cantare qualche secondo dei loro inediti, e alcuni di loro li avevamo rimossi. "Non bere non fumare i tattoo fanno male", "Non l'ho messa l'acqua nel bonsai", che puntatona della Corrida. Altri ci mancano un sacco, Vergo e Cmqmartina su tutti, perché c'è una gran voglia di festa in questo periodo oscuro. La gara inizia con LPOM, Blind, Naip e Casadilego che duettano coi propri giudici, ma dopo l'esibizione di cui sopra, la trap sembra vecchia di 20 anni e le pose da teatro canzone vaudeville, un po' vetuste. Benché la peggiore esibizione sia quella di Casadilego con Hell Raton, che rende latina a caso Stan di Eminem, se ne va via Naip.

Seconda manche con il best of: qui Casadilego si dimostra a fuoco con tutti gli strumenti e i mood, i LPOM fanno un gran casino buttando un po' in caciara la parte centrale del medley e Blind, mi perdoni, non sono il suo target in alcun modo. Va via lui, ma prima gli viene assegnato il disco d'oro per Cuore nero, il suo inedito. Non è mai successo che un inedito di X Factor vincesse l'ambito premio durante la programmazione. Questo la dice lunga sugli streaming di Spotify in loop nelle casse bluetooth di ragazzini di 13 anni e di quanto questo modo di fruire della musica ci abbia sfranto l'anima.

Finale con gli inediti che più diversi non si può: Casadilego con la mezza lagna Vittoria e LPOM con il riffone di One Cup of Happiness. Lei la fa meglio, senza dubbio, mentre i due ragazzi sono un po' sprecisi e questo, col pubblico generalista, conta eccome. Vince Casadilego, che neanche può ricantare perché non è maggiorenne e s'è fatta una certa, ciao a tutti, alla prossima. È andata davvero così? No. La gara è stato un po' il pretesto che fa da cornice a una serie di rivelazioni più o meno sconcertanti che mi si sono parate davanti.

Prima rivelazione: una volta gli ospitoni della finale erano Noel Gallagher o Robbie Williams, nel 2020 tocca ai Negramaro con Madame, di cui ho amato un commento del pubblico che diceva più o meno "Ma lei una casa non ce l'ha?". Per quanto il look dei salentini fosse ai limiti del carcere duro per procurata congiuntivite, Madame è (sarebbe) una pietra preziosa, la ragazza che si ribella a chi vuole le donne nel rap come subalterne. Talentuosa e tutto il resto, ma perché dopo sei mesi dal successo già fare il feat. coi Negramaro? Rimanere un po' nel proprio e far uscire musica super bella no? Così c'è il rischio di bruciarsi, ma poi viva la vita in cui ognuno è libero di farsi i cazzi propri, chiaro.

Seconda rivelazione: la finale, diciamolo pure, è stata una passerella più per i giudici che per i concorrenti, e va anche bene così. Ecco quindi che gl'interni di produzione sono stati messi a lavoro, cioè a cantare. Emma canta Latina in una nuova versione più suadente, mentre Hell Raton con Lazza e Mara Sattei piace ai tiktoker, lasciandomi avvolto da un manto d'indifferenza rara. Mika fa il suo show divertente da star internazionale che, temo, abbia cantato di decente solo Grace Kelly. Quando arrivano gli Afterhours al gran completo con una versione piena di pathos di Quello che non c'è, è un momento catartico: tutta la mia bolla da casa esulta e d'un tratto di rende conto della banalità più assoluta: quanto cazzo mancano i concerti. Non c'è neanche da stare tanto sull'argomento, solo da uscire quando sarà il momento e non farci mancare niente, perché come abbiamo visto, poi si muore. Non più "Stasera non esco, copertina, tisana e Netflix", ma "C'è un concerto in zona, non so chi sia la band, vado lo stesso". 

Terza rivelazione: Alessandro Cattelan lascia dopo 10 anni. Io un po' lo sapevo, ma non mi immaginavo mai di vederlo commosso, e la cosa ha fatto commuovere anche uno col cuore dipinto di nero come me. 10 anni in cui ha preso l'X Factor malconcio ed edulcorato della Rai, condotto da Francesco Facchinetti (non ve lo ricordavate, eh?) e l'ha portato in una nuova dimensione, che assomigliasse di più alla discografia e alla modernità.

Conduzione fresca, veloce, battuta pronta, sorriso sempre presente anche durante gli psicodrammi danesi a ricordarci che è solo un gioco, affidabilità e professionalità con quella spruzzata di punk che fa sempre piacere. Non ho iniziato a lavorare per lui, ma mi è sempre rimasto simpatico, dunque la notizia del suo addio mi tocca più della gara. Voci del popolo parlano già di Rai e di Sanremo 2022. Non c'è niente di vero, ma è comunque una bella suggestione. 

Riflessione finale: quanto bene ha fatto X Factor 2020 alla musica? Boh. Da una parte ha supportato i meccanismi dello streaming Spotify come fossero il modo ufficiale di fruire di musica, mentre sappiamo che è un'app con un target ben preciso. Dall'altra, grazie anche al pubblico da casa, ha mostrato i limiti delle iper produzioni cosmetiche su talenti che non ne avevano bisogno (squadra di Hell Raton su tutti) e ha spinto musica che difficilmente trova spazio in tv. Di certo ripartirà da questo per costruire l'X Factor del futuro. Almeno speriamo, è la parte migliore del tutto.

---
L'articolo Pure X Factor è finito e a noi mancano da morire i concerti di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2020-12-11 11:59:00

COMMENTI (2)

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • solanas 4 mesi Rispondi

    Sopravvaluti il presentatore.

  • biankoni 4 mesi Rispondi

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!