IL PUSHER: Artisti... bah! Rubrica

13/01/2001



Allora. Eccoci, ciao a tutti e bentrovati. Si lo so che era rimasto su l'articolo di napster per un mese. Che non ci sentiamo dopo non so quanto tempo, poi di colpo faccio 3 articoli di botta (e ho già pronto il prossimo).

Ma ho avuto da fare. Quindi non rompete, il patto era chiaro: parlo solo quando ho qualcosa da dire. Punto. Se non c'ho un cazzo da dire o se sono impossibilitato a dire alcunché perché perso in uno dei miei viaggi, questa paginetta rimane così com'è. Anche per secoli, immutabile.

Oppure se mi frullano le idee (e le palle) scrivo a getto continuo e se non stai attento qualcosa te lo perdi.

E voi avete un solo modo per vedere se qualcosa è cambiato.

Venire a vedere. Che è la prima molla per imparare qualcosa. La curiosità.

Ma lasciamo stare le lenzioncine da professore arreso, prima di sproloquiare su alcune mie frustranti riflessioni, volevo premettere 4 paroline di numero su un argomento molto più materiale (nel senso che è una cosa che tocchi e prendi in mano): i soldi.

I soldi sono un argomento terra-terra? Diciamo di sì, che se non li hai stai nel fango, anzi più giù.

I soldi sono una cosa di cui in un sito dove si tratta di musica e quindi arte non si dovrebbe parlare? Andate a pigliarvelo nel culo e poi lenitevi il bruciore con la vostra ipocrisia.

I soldi servono per vivere. Assunto principale, basilare punto di partenza.

Lo so che lo sapete benissimo, ma qualcuno ogni tanto se lo scorda o fa finta di farlo.

E allora parte coi soliti discorsi del cazzo sentiti alla noia: i soldi non sono tutto, i soldi sono soltanto un mezzo non un fine, non soldi ma spiritualità. Parapparappàppà.

L'alternativo è il tuo papà. Blablabla. Non l'ho scelto io, non l'avete scelto voi. Il mondo è così.

Non e' mia aspirazione vivere sperando in una targa con scritto "benemerito"... pero' diamine! Se proprio devo spappolare la mia personalita', che almeno arrivino palate di soldi. Invece un cazzo.

Il problema e' che i soldi non ci sono, specie nel carrozzone musicale italiano e si rischia di scendere a compromessi vendendosi per il niente, cercando di ergersi a protagonisti del no-future...

giocando a fare il mito pur sapendo di essere fumo fetente.

Una volta qualcuno parlava di nuotare nell'aria, finendo per accorgersi che l'aria non era altro che nebbia... da quando frequento i fannulloni di questa redazione, mi capita sempre piu' spesso di imbattermi in personaggi convinti di essere musicisti che viaggiano nell'iperspazio, ma che in realta' non riescono a spalare la merda di cui si circondano.

Da queste parti mi dicono che sono cosi' saturi di cassette e CD che non riescono piu' nemmeno a dormire per stargli appresso.

Poi leggo le recensioni. Elimino i rari casi di Musica. Sfoltisco le banalita' che scrivono questi incapaci.

Cosa rimane? Tonnellate di inutilita' senza futuro artistico e senza orizzonti commerciali.

Di certo sono un pessimista e ho una retina che cattura solo le sfumature piu' oscure, ma sono talmente presuntuoso per pensare che il mio pessimismo a volte sia dovuto a un fondo di tenace realismo.

"Clone", "Banale", "Vuoto", "Plastificato", "Derivativo"... parole che troppo spesso ritrovo nelle dissertazioni recensive di questo luogo.

A prescindere che reputo a malapena intelligenti questi ragazzi... se tutte queste capocce diverse alla fine convergono intorno a uno stesso concetto, deve esserci qualcosa di vero nei fiumi di parole che ho letto.

Il discorso sul talento e' talmente idiota che non sta in piedi. Ma allora cos'e'? Possibile che la globalizzazione abbia omogeneizzato i neuroni della patria di Vivaldi?

Non voglio pensare che la massificazione e l'omologazione si risolvano nella spasmodica ricerca di sensazioni universali. Eppure non c'e' verso di trovare qualcuno che sappia guardarsi dentro.

Nessuno con la voglia di dire il contrario di quello che non e'.

Tutte formiche intente alla ricerca esasperante del certo e stabile o se preferite possiamo utilizzare fin da subito i termini giusti: facile e vendibile, due parole che puntano senza mezzi termini al nostro amato (e immaginario) denaro.

In un mondo in cui anche gli U2 sono tornati a copiare loro stessi, cospargendosi di miele per mitigare la loro deprimente carica artistica e continuare a rimanere il gruppo piu' popolare e venduto dopo i bacarozzi di Liverpool, come posso pensare che ci sara' mai posto per qualcuno in grado di sbattere per terra le proprie emozioni e prenderle a calci per metterle in musica?

Gli sbarbatelli di Rockit si sono inventati il Primascelta, lodevole cazzata nata con l'intenzione di appiccicare un'etichetta che mettesse in rilievo quelle poche esuberanze creative della penisola...

un bollino di qualita' che di fatto spetta solo ad una ridicola quantita' di proposte rispetto al fottio di artisti(?) presenti.

Insomma... gocce in un mare dove regna la bonaccia.

E' anche vero che se per un attimo metto da parte la mia pregiata cattiveria, mi viene da dire che non e' tutto da buttare.

Non mi sogno certo di leggermi tutte le cazzate di questo sito, ma scrutando i bimbi della redazione, capita frequentemente di ascoltare le gesta di qualcuno degli artisti e sentir raccontare: "oh...non sono male questi... ma gli manca..." e ora finite pure la frase mettendoci una di queste parole: "coraggio", "grinta", "sfrontatezza", "voglia di bestemmiare".

Forse e' il benessere diffuso, forse e' colpa della disinformazione o della troppa informazione, forse e' colpa della TV satellitare o delle onde dei telefonini, forse e' colpa della Siae... checcazzo, vi pare possibile che il colpevole sia sempre lui: il "sistema"?!... mah, difficile crederci in uno stato che relega il totocalcio al ruolo di comparsa, affidandosi alla casualita' del supernalotto...

In questo marasma, resta la sostanza di un panorama giovane e giovanilistico che non sa carpire il mondo oltre il superficiale, delegando i propri stati d'animo al flusso generalistico e caotico di una non ben identificata societa' globale che dovrebbe garantire sorrisi e soddisfazione a tutti.

Fossimo negli Stati Uniti, dove se non ti appiattisci sei un serial killer, potrei anche capire, ma l'Italia e' terzo mondo camuffato, non c'e' speranza di fare i globali... perche' allora lasciarsi catturare dal nulla e far defluire millenni di cultura dentro la spazzatura lobotimizzante?

I produttori non cercano voi, non vogliono il compromesso tra arte e vendibilita', ma solo la seconda. Allora perche' buttare il proprio tempo nel cesso limitando i propri istinti alla ricerca del beh-faccio-musica-originale-ma-non-troppo?!

Gli artisti vendibili non esistono, non potete diventarlo, dovete solo sperare nella Madonnina di Fatima (o quella che piu' vi piace)... ma non e' un discorso di compromessi strumentali o di scelte armoniche.

Mettersi in un water e tirare da soli la catena non porta una lira! E non parlatemi dei Chupapop!

Sento al telegiornale che esiste un indice europeo per determinare il grado di educazione dei bambini, pare che da recenti studi i nostri pargoli siano i piu' maleducati, essendo gli ultimi ad apprendere le regole e le buone maniere, di contro pare siano i piu' colorati e originali... vi pare che non riusciamo a sballare questo indice statistico rimanendo scostumati ma creativi fino all'anzianita'?

Defibrilliamo le menti! Inutile categorizzarsi. Non porta a niente. Non c'e' una lira in giro.

No money. Niente!

I budget del mainstream sono pochi e non sono certo destinati a voi.

A cosa serve viaggiare col freno a mano? Paura di non venire accettati?

Bah, come se ci fosse spazio per tutti...

I direttori artistici: li disprezzava addirittura quel furbacchione di Battiato... e voi che ancora andate cercando il ritornello gia sentito, la nota orecchiabile, il ritmo da ballo... sperando di ottenere fantomatici ingaggi miliardari, ma riuscendo solo a risultare carini tra i carini, banali tra i banali, dimenticati tra i dimenticati ... meritando anche la medaglia del disprezzo da parte di quelle (poche) persone con un'attivita' cerebrale NON paragonabile a un elettrodomestico.

...con secchi di vernice, coloriamo tutti i muri...

...scendiamo nelle strade e mettiamoci a ballare...

...c'era arrivato pure Cocciante... essu'... che figura ci fate puttana la miseria!!

Forziamo la mano, spacchiamo il pentagramma...

Aprite quel maledetto cuore, che non serve solo a pomparvi il sangue.

Leggete le vostre emozioni, non limitatevi a guardare le figure.

Scartate quell'anima infiocchettata, che ci siamo rotti il cazzo di pacchetti regalo che nessuno aprira' mai.

. ..tanto non si rischia nulla... se non il fatto di sentirsi chiamare originali...



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