Com'è davvero la musica italiana vista dall'estero

Uno strano mix di baccano e truzzerie assortite degli anni '90, più i travolgenti Maneskin e qualche trend di Tik Tok. Un report di SIAE fotografa per la prima volta lo stato della nostra musica fuori confine. Con conferme, cliché e qualche interessante novità

Il pubblico al MI AMI sostiene la musica italiana – foto di Silvia Violante Rouge
Il pubblico al MI AMI sostiene la musica italiana – foto di Silvia Violante Rouge

Toto Cutugno, Måneskin e Funbeat è il nuovo "Pizza, pasta e mandolino". È uscito il primo report di SIAE firmato insieme a Italia Music Lab e Italia Music Export – hub che si occupa di promozione di musica italiana oltre confine – sugli ascolti della musica italiana all’estero. Dal 2018 al 2021 il diritto d’autore all’estero ha portato un incremento del 7,6%, ma l'immagine della scena musicale è stravolta. In Europa – ma ancora più nel mondo – la musica italiana non va oltre gli anni Ottanta, tolti i casi di musica dance e trend di Tik Tok.

I Måneskin in testa alle classifiche mondiali hanno gonfiato gli ascolti di musica italiana. E in tutte le classifiche del report sono in prima posizione. Sono gli artisti under 35 italiani più ascoltati al mondo e i primi a livello europeo e internazionale, in più I Wanna Be Your Slave Zitti e buoni guadagnano i primi posti tra le canzoni italiane più ascoltate in Europa.

Qui il resto della classifica è composto da classici del pop-rock italiano anni 2000 come Zucchero ed Eros Ramazzotti. Ma anche Rocco Hunt e Ultimo, che abbassano l'età media. A sorpresa il secondo posto è vinto da Funbeat, aka Pasquale Di Fonzo. Il produttore compare anche tra gli autori più ascoltati al mondo grazie a 1,2,3,4 (One, Two, Three, Four), brano del 2013 rinato come trend di Tik Tok. Nella seconda metà della classifica Dardust, gli Eiffel 65 e Marco Sissa, produttore che insieme a Gigi D'Agostino ha firmato Hollywood, pluripremiato brano dance.

Fonte: Musica italiana all'estero report 2022
Fonte: Musica italiana all'estero report 2022

Se passiamo dalla prospettiva europea a quella internazionale le cose cambiano di molto. Tolti i Måneskin – irremovibili dal primo posto –, spariscono gli artisti più giovani per lasciare spazio ai classici. Al secondo posto gli Eiffel 65, e poi Modugno, Conte, Dalla, Cocciante, Matia Bazar e Tozzi. I Måneskin sono un caso raro nel panorama nazionale e non sono rappresentativi dei generi e delle attitudini che si sono sviluppate negli ultimi anni. Dagli anni Settanta e Ottanta si passa alla band romana con una parentesi quasi insignificante di dance. Fuori dall'Europa la musica italiana è questo.

Fonte: Musica italiana all'estero report 2022
Fonte: Musica italiana all'estero report 2022

È necessario aggiornare (e in fretta) l’immagine di un’Italia musicale unicamente patria del bel canto e della canzone melodica, e riconoscere che dagli anni ‘70 dell’italo disco passando per i ‘90 dell’eurodance e i ‘00 dell’edm, l’identità̀ musicale italiana più apprezzata all’estero è anche e soprattutto quella sintetica ed elettronica. Sarebbe bello se, a partire dall’oggettività di questo dato, aziende e istituzioni si adoperassero per riconoscerla, celebrarla e infine potenziarla con il giusto supporto”, scrive Nur Al Habash, responsabile di Italia Music Export.

La maggiore varietà di generi si riesce a ottenere ancora solo nella classifica degli autori under 35 più ascoltati al mondo. Insieme ai già citati Måneskin, Rocco Hunt e Ultimo troviamo nomi immancabili dell'urban come thasup, Mahmood, Capo Plaza e Sfera Ebbasta. Nonostante lo scoglio della lingua, l'itpop – che punta molto sui testi delle canzoni – riesce a farsi strada con Pinguini Tattici Nucleari e Gazzelle, tra gli altri.

Ma il fascino per la dance italiana perdura. Gianmaria Sanna, in arte Deep Chills, è uno dei principali dj tropical house internazionali e si posiziona al terzo posto. Poi i produttori, presenti nella classifica al posto dei cantanti. Sembra che i musicisti italiani siano considerati più per le casse in quarti che per le canzoni nel complesso.

Così viene ascoltato più Zef – produttore che ha collaborato con Gué, Psicologi, Ernia e Rocco Hunt – dei rapper e cantanti con cui ha lavorato. Non c'è il dj di Marracash, ma il rapper di Zef. La classifica prosegue con i dj di Hands Up Merk & Kremont, il produttore di Capo Plaza – Ava – ed Emanuele Longo, che ha collaborato con Marco Sissa alla stessa Hollywood di prima. In più l'attore e cantante Michele Morrone che ha composto la colonna sonora di 365 giorni. Film polacco di grande successo nel Paese.

Fonte: Musica italiana all'estero report 2022
Fonte: Musica italiana all'estero report 2022

Matteo Rossanese – in sedicesima posizione – è un produttore che si trova nella classifica con un solo brano all'attivo: Sunny Days. Un pezzo lo-fi che ha spopolato come trend su Tik Tok, seguendo lo stesso destino di Funbeat.

Le canzoni italiane più ascoltate nel 2021 rispecchiano questo trend. Bocelli e Modugno subito a fianco della già citata HollywoodRhythm of the Night, prodotta da due dj italiani: Giorgio Spagna e Francesco Bontempi. La classifica prosegue tenendo salde le due anime dell'Italia vista dall'estero. Nel blu dipinto di blue Gigi D'Agostino si alternano in una scaletta da mal di testa in cui non poteva mancare Tu vuò fa l'americano.

L’impennata di ascolti della musica italiana proviene principalmente da all'Europa. Sul podio Germania, Francia e Svizzera, seguite da Stati Uniti e Giappone. Mentre dal quinto al decimo si torna in eurozona. L'America Latina, da sempre grande ascoltatrice del pop romantico in stile Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, non riesce a entrare in top ten. Significa che nel bel canto e dance l'Italia non ha rivali, ancora più che nel pop degli anni 2000.

Fonte: Musica italiana all'estero report 2022
Fonte: Musica italiana all'estero report 2022

Il report ci mostra un'Italia non rappresentativa del presente, divisa tra due poli. Pochi giovani e quasi nessuna donna, queste sono altre due caratteristiche degli ascolti esteri. Italia Music Lab afferma che il trend è in crescita e che la "nostra" musica sarà sempre più ascoltata. C'è chi scommette sui buoni numeri dell'urban e del rap per il futuro, come Ciro Buccolieri di Thaurus Studios. "Non mi aspetto di vedere al numero 1 della chart di Billboard un pezzo in italiano, però mi aspetto un percorso che ci permetta di avere sempre più credibilità, anche in termini numerici".

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L'articolo Com'è davvero la musica italiana vista dall'estero di Martino Fiumi è apparso su Rockit.it il 2023-02-01 17:41:00

COMMENTI (3)

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  • mauro.eden15 mesi faRispondi

    Questa è la riprova che oramai la Pausini è ininfluente ovunque.

  • pons15 mesi faRispondi

    @antopizzuto ah ah

  • antopizzuto15 mesi faRispondi

    Se nel report c'é uno che dalla Germania ascolta Mario Pigozzo Favero, sono io. Eccomi :-)