Frankie Hi-Nrg Mc - Radio Rai 3 Suite - Roma Live report, 27/01/2002

28/01/2002 di



Esistono artisti così gelosi della propria arte e del proprio stile che difficilmente accettano di condividere la propria vena con quella di altre forme rappresentative.

Esistono artisti che, pur partendo da punti diametralmente opposti, riescono a spostarsi diagonalmente, convergendo verso uno spazio in cui condividere le proprie esperienze.

La seconda di queste affermazioni ha presto vita nella rinnovata Sala A dell'auditorium di RadioRai3, stupendo spazio in cui sono confluite anime diverse, convogliate dal carisma malato di un compositore d'avanguardia come Frederic Rzewski, intento a celebrare il "Giorno della memoria".

In scena, oltre al menzionato compositore, il variopinto ensemble strumentale degli Alter Ego, formazione capace di reintepretare e contaminare in maniera inaspettata i brani di Rzewski.

Si parlava di condivisione di esperienze diverse: ecco così che un Dj come Marco Passarani si ritrova a dimenarsi col CuBase mentre viene suonata una preziosa e delirante composizione come Le Mouton de Panurge, brano costruito partendo da una singola nota e sviluppato in loop aggiungendo una nota per volta fino a tornare alla nota singola iniziale. Una forma di musica senz'altro ostica ma arricchita dal processo collettivo spontaneo del pubblico in sala, reso anch'esso parte integrante dell'orchestra percuotendo e suonando qualsiasi cosa fosse a portata di mano e di saccoccia...

Accade anche che un rapper come Frankie Hi NRG, solitamente intento a scandire parole su un violento battito di campionamenti, salga su un palco in qualità di speaker di una composizione classica come Coming Together, hard groove da camera nel quale fiati, archi e tastiere stendono un tappeto pregiato per un rap profano, dando vita a un'interpretazione intensa e suggestiva; difatti, tra gli impeccabili saliscendi strumentali degli Alter Ego e le modulazioni recitative di Frankie Hi Nrg, la Sala A si satura di strane sensazioni, addensando un'atmosfera in cui proiettare gli estratti di una lettera di Sam Melville, pregiudicato che guidò una rivolta nel settembre del 1971 nel carcere di Attica (New York) poi finita tragicamente.

Difficile spiegarlo a parole ed assolutamente impensabile invitare qualcuno ad ascoltarla in cuffia, eppure vi assicuro che l'impatto "audiovisivo" di questa versione di Coming Together consente di stabilire un vigoroso contatto tra cuore e stomaco anche a chi detesta la musica classica.

Le luci in Sala A si spengono sulle note della dolce angoscia di Attica, la cui melodia scivola via su un pubblico quantomai soddisfatto di una serata non certo comune...



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