RadioPanico - Faenza Live report, 16/04/1999

16/04/1999 di



La presentazione del concorso letterario "Radiopanico" è stata una ghiotta occasione per assistere a due tributi diversi: il primo, intitolato "Avventura a Durango", è stato dedicato a Fabrizio De Andrè, mentre nel secondo, intitolato "The different you", è stato celebrato Robert Wyatt. In entrambi i casi gli artisti intervenuti hanno reinterpretato le canzoni dei singoli autori, ma non sempre tutto è riuscito alla perfezione; preferisco perciò evitare commenti sulle prime due esibizioni della serata e dico solo che se non ci fosse stato Massimo Bubola a rendere onore e merito al cantautore genovese, l'inizio sarebbe stato disastroso. La fortuna ha così voluto che Bubola si presentasse sul palcoscenico in versione 'semi-acustico-dylaniana' (solo chitarra e armonica) per tributare la scomparsa dell'amico De Andrè, che in tempi non sospetti lo chiamò per scrivere a quattro mani canzoni che hanno ormai 'fatto storia'. Dei 4 pezzi eseguiti magnificamente spiccano ancora per bellezza e freschezza brani come "Hotel supramonte" e "Fiume sand creek", prova inconfutabile della bravura dell'artista veneto.

Subito dopo, appena il tempo di aggiustare i microfoni, facevano la loro comparsa personaggi come Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli (C.S.I.), Manuel Agnelli (Afterhours), Finez ed Enriquez (Bandabardò), Romina Salvadori (Estasia) e Marco Parente. Tutta la compagnia si ritrovava a reinterpretare non solo i brani dell'ex Soft Machine, ma anche altri pezzi pescati qua e là nel repertorio della musica rock prodotta in Italia in quest'ultimi anni. Così, all'iniziale "Sea song", è seguita "Ho sempre me", splendida canzone di Cristina Donà che in questa versione non rendeva certo quanto l'originale.

Diveso discorso va invece fatto per una versione stravolta di "Sui giovani ci scatarro su", visto che la vocalist Ginevra Di Marco stavolta veniva coadiuvata al canto dal prode Agnelli. Ciò non toglie che la 'spalla vocale' di Giolindo Ferretti non se la sia cavata quando le è toccato interpretare pezzi come "Maryan" o "Alifib", episodi più consoni al suo timbro di voce.

Una citazione particolare per Marco Parente, personaggio troppo sottovalutato ma che meriterebbe maggiore notorietà in proporzione alla sua bravura: la personale rilettura di "Gharbzadegi" (sul disco in compagnia dei La Crus) e di "O Caroline", sono l'esempio lampante delle notevoli qualità di questo talento italiano. Stesse lodi vanno anche alla splendida voce di Romina Salvadori e a ai due Bandabardò intervenuti nella serata con la fischiettante "Ho la testa" e la cover di "Fuochi nella notte", eseguita in coro assieme a tutti i presenti.

Tutto sommato c'è stato di che divertirsi e di che sentire; si spera solo che per organizzare eventi del genere non ci sia sempre bisogno di un tributo o della morte (…sigh!) di qualche artista importante.



Pagine: Afterhours Bandabardo' Massimo Bubola Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI) Estasia Marco Parente

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