Montefiori Cocktail - rassegna On Air, Teatro Dadà - Castelfranco Emilia (MO) Live report, 24/04/2001

23/12/2001 di



Tolte le poltroncine dalla platea, pubblico un po' meno folto che negli appuntamenti precedenti (rispettivamente con Cristina Donà, Agnelli Clementi, Tiromancino) ma felicemente danzante, nell'ultima sera della rassegna On Air il Dadà ospita il collaudato show dei fratelli Montefiori.

Che siano ripescaggi di classici 'veri' (la rilettura miagolata di "Quando quando", l'immortale Donna Summer di "I feel love", "La canzone del fuoco" (Morrison in italiano, yes...), "Sunny" e tante altre) o le compozioni originali che, ormai, al ruolo di 'classici' del genere aspirano senza presunzione (tra le tante, menzione almeno per "Riviera beat" e "Crazy beat", che davvero spaccano...), l'efficacia del duo romagnolo è indubbia, ed i novanta minuti del live scorrono splendidamente, intervallati dalle surreali - a volte geniali - presentazioni di Checco, sempre più perso in riflessioni metamusicali che si concludono immancabilmente con la recensione del pezzo che segue come "canzone d'amore, però ballabile", e dai sistematici consulti per la costruzione della scaletta, elaborata in tempo reale sul palco.

Chicco, dietro alla sua tastiera (e alla sua stupenda abat-jour...), condisce le eclettiche basi con i consueti virtuosimi sui tasti, mentre Checco, tre passi più avanti, alterna gli ottimi sax al flauto traverso ed alle 'caricate' - a tratti addirittura sguajate - interpretazioni canore, e i Montefiori Cocktail (nell'occasione, purtroppo, non rafforzati dall'inarrivabile papà Germano) ribadiscono dal vivo, tra l'intro con il sonoro dello spot del bagnoschiuma Vidal e i tributi 'ideeologici' alla divina Edwige Fenech, il loro ruolo di primissimo piano nel lounge italico, irrobustito fra l'altro dai continui tour in giro per il pianeta (nel caso specifico erano appena rientrati da date in Grecia e Russia...) che rendono inevitabile la loro qualifica di 'alfieri'.

Il resto sono le solite discussioni sull'etichetta migliore per la musica camaleontica che esce dalle casse (exotica, lounge, easy, cocktail...) e, soprattutto, la consueta impossibilità di rimanere fermi sotto l'inesauribile bombardamento dei groove travolgenti di Chicco.

Ed un ottimo finale a chiudere un'altra edizione di "On air". All'anno prossimo.



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