RAWtour Umbria - Due Lune - Tuoro sul Trasimeno (PG) Live report, 30/03/2002

11/04/2002 di Ale-Kaike Lucioli



Cena tra amici in questo sabato festivo…e dopo?

Beh, il Raw Tour è alla sua ultima tappa, quella umbra, in poco meno di mezz’ora siamo là, il locale che ospita la manifestazione è il Due Lune, uno dei pochi in zona che propone sempre buona musica, sapevo che avrebbe dato massima disponibilità per la serata, sono contento che sia così. E’ quasi mezzanotte e ancora il palco è vuoto, non c’è molta gente, probabilmente è questo il motivo del ritardo.

Aspettiamo un po’ tra una birra e l’altra, poi finalmente è la volta di Davide De Gregorio, personaggio in giacca di pelle e cravatta nera. Rock melodico italiano, questo è più o meno quello che propone De Gregorio, a vederlo col basso in mano e sentendo i primi pezzi viene in mente uno Sting di periferia, ma già ci aveva pensato Nek un po’ di tempo fa…
Il sound è piuttosto preciso, e se il batterista sembra uscito da un disco dance anni ’70, il basso non suona proprio come in quei vecchi dischi, resta più o meno mono-tono anche se in crescendo, ma quello che manca maggiormente sono le idee, è tutto più o meno scontato, quadratissimo, insomma, lascia davvero poco spazio alle sorprese. Chitarra e tastiera riempiono il resto, a tratti in modo un po’ barocco, soprattutto per gli effetti, usati con poca misura. Sul finale c’è anche spazio per una canzone (la prima canzone che ha scritto nella sua vita?…mi pare di aver capito così..) in napoletano, lingua madre di Davide, un pezzo chitarra e voce, ma la chitarra effettata, carica di melodramma il tutto e non ne esce fuori un granché. L’ultimo pezzo assume toni reggaeggianti e all’interno del brano stesso il Nostro trova spazio anche per cantare un pezzo di Sting, “ Englishman in N.Y.”. L’intero spettacolo è poi continuamente spezzato da spiegazioni e commenti sui pezzi e sul resto, con tanto di presentazioni finali del gruppo in inglese (…o dovrei dire americano?). E proprio mentre si dilunga sul resto, a un tratto, se ne esce con un’affermazione che suona più o meno così: “…alcuni giornalisti mi hanno criticato perché canto canzoni d’amore…ma io ne vado fiero!”. Oddio…resto perplesso… non so bene cosa pensare…mi giro verso l’amico che ho accanto e dico: “Ma Tenco non ha mai cantato canzoni d’amore? Ma Jeff Buckley non ha mai cantato canzoni d’amore? Ma Battisti non ha mai cantato canzoni d’amore? Ma i Marlene Kuntz o gli Afterhours non hanno mai cantato canzoni d’amore? Ma Nick Cave non ha mai cantato canzoni d’amore? Ma i Baustelle, i Volwo, i Quarta Parete, Cesare Basile, non hanno mai cantato canzoni d’amore? Ma c’è qualcuno che non hai mai cantato almeno una canzone d’amore? Ma hai mai sentito di qualche giornalista che li criticasse perché cantavano canzoni d’amore?” Mon dieu!!!

Mi viene voglia di piangere. E casualmente sembra che qualcuno voglia assecondare i miei stati d’animo perché il secondo gruppo sul palco ha un nome che si addice ai miei umori, il Pianto di Rachel Cattiva, appunto. Decisamente un cambio di sound. Fin dal primo pezzo si intuisce una scuola che tiene d’occhio Rage Against The Machine e Marlene Kuntz (soprattutto certe parti vocali, forse i testi, e di sicuro certe dinamiche ). Il cantante ha lo sguardo stralunato e non è niente male anche se la voce a tratti non riesce a supportare il muro di suoni che esce fuori, ma sicuramente qualche anno e (perché no?) anche qualche bicchiere in più potrebbero fare la differenza. Cantano in italiano, e nonostante il pubblico esiguo, si danno molto.

Gli ultimi due pezzi sono cover, tratti rispettivamente dal repertorio di Faith No More e Iggy Pop (?); paradossalmente, il vocalist sembra essere più partecipe in questi due frangenti piuttosto che quando interpreta i brani del gruppo in cui milita.

Alla fine cosa dire? Continua a piangere Rachel, magari in modo meno cattivo, ma continua a piangere!

Mentre torniamo a casa sul lettore girano i Jennifer Gentle, un po’ di giovane delirio psichedelico non fa mai male. Finiamo la serata a Montepulciano, sul tavolo c’è ancora della focaccia, capocollo e del buon rosso…
Goodnight Raw Tour, alla prossima…



Pagine: Il Pianto di Rachel Cattiva Davide De Gregorio

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