Estra - reading Estremo - Villadose (Ro) Live report, 18/11/2000

21/11/2000 di Enrico Rigolin



Si metta subito in chiaro una cosa: per intensità, fascino, profondità e poeticità, questo reading è enormemente superiore al tanto strombazzato ed incensato reading degli Agnelli Clementi: là, buona musica e …un tubetto nel culo, qui buona musica e poesia.

Ambientazione pressoché perfetta, intima, raccolta: una sala, un piccolo teatro e giù in fondo una calda luce soffusa che illumina una sedia, una chitarra acustica, un libro ed un microfono, per terra le spie ed un bicchiere, una bottiglia di Cabernet. A Villadose (Ro), è il concerto-reading di Giulio Estremo Casale, cantante, chitarrista ed autore delle canzoni degli Estra: alla lettura di poesie tratte dal suo libro “Sullo Zero” (Ed. Papergraf), si alternano pezzi cantati per chitarra e voce.

Il clima che si crea, rilassato, familiare quasi, aiuta al meglio ad entrare negli squarci aperti dalle liriche di Estremo: la sua splendida voce stupisce per le sfumature, spesso coperte dal muro del suono degli Estra, dove l'impatto è maggiore, dove è il rock a dominare. Al reading, no: è un percorso di due ore fatte trattenendo il fiato, assorti a seguire sorridendo le variazioni apportate a "Preghiera", allibiti dall'accostamento così naturale di una sua poesia che sfocia in "Wishlist" dei Pearl Jam.

Applausi, lettura, canzone, applausi, emozioni: "Nordest Cowboys" viene applaudita, anche se ironicamente spara sullo stesso nordest in cui ci troviamo stasera; ed ancora emozioni per "Vorrei vedere Voi", per "Non canto", fusa anch'essa con uno stralcio del libro che Giulio ci va leggendo. Stupefacente la resa di "Hallelujah" di Leonard Cohen, omaggio all'angelo Jeff Buckley che Estremo riesce a far propria con una padronanza vocale strabiliante… e poi avanti, sino alla chiusura con "Fiesta" in omaggio a De Andrè, il dibattito, "Giulia" e "Hanabel": lo spettacolo è di una profondità inaspettata, e al contempo capace di ironia, di una poesia che (per consapevole scelta) vola bassa, semplice e priva di snobismo, vicina alla terra.

E così, tutto l'immaginario, il pensiero e la ricerca di Estremo divengono più accessibili, si schiudono agli occhi di chi vuol porsi alcune domande, e provare a camminare con Giulio, in bilico sullo Zero. Rinunciando per un po' alla fretta, ascoltando se stessi e ciò che ci circonda, predisposti ad un tuffo in acqua, camminando per uno stradone di campagna costeggiando dei recinti, confrontandosi col vuoto. Che poi anche in Polesine non manchino, come nelle sue poesie, zanzare, nebbie impenetrabili, capannoni ed ordini via mail per la Baviera, fiumi affascinanti e campagna aperta, non fa che facilitarci nel capire il grande messaggio insito in un libro di poesie, in tre album ed in un ep… con l'ansiosa attesa di poter avidamente inserire nel lettore il quarto capitolo di quella unica e limpida saga che si chiama Estra. Per quello, bisognerà attendere sino al prossimo anno… ma stasera, il cuore ha battuto un po' più forte, e tutti non abbiamo avuto altro da fare che arrenderci alla bravura di Estremo.

“Il resto è schermo
in balia del tempo
che darà l’inverno.”



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