Nuccini! (Corrado) - Return in case of lost - Giappone tour report #1 Live report,

09/01/2007

(Lost)

Prima era, semplicemente, uno dei due chitarristi dei Giardini di Mirò. Poi si è accorto di avere delle cose da dire da solo, e l'ha fatto. In una maniera diversa da quanto precedentemente sentito con la band reggiana, senza però abiurare i tratti somatici della sua chitarra. Corrado Nuccini! ha così pubblicato - per 2nd Rec. - "Matters Of Love And Death", un disco di grande valore dal suono profondamente europeo, nel quale rieccheggia tutto l'amore per le sonorità abstract di etichette come la Anticon (ma non solo) oltre ad un tocco raffinato. Poco dopo, Corrado se n'è andato in Giappone, per una manciata di giorni e qualche data dal vivo. E ha deciso di regalarci questo tour report scritto con occhi spalancati. Che vi introduciamo con le sue stesse parole: "Il resoconto di un viaggio. E' sempre difficile da scrivere. La percezione è quella di avere tutto sulla punta della lingua. Cazzo. C'ero io lì. Basta far scorrere le parole. In realtà non è mai cosi chiaro come sembra. Le emozioni si accavallano e si perde il bandolo della matassa." Un'occasione per conoscere cose lontane. E conoscerlo meglio. Buona lettura.




The Decline Of Country And Western Civilization - Lambchop >> Reggio Emilia

"Parto".

"Non parto più".

"Ma come cazzo! Non vuoi partire?"
"Sì, dai! Parto". "Mah?"
"Il giappone, quando mi ricapita?"
"Però sai che sbattimento? Sono cosi stanco".

"Poi suonare da solo... infondo non l'ho mai fatto". "Parto?"

"Si si, dai parto".

"Non me ne frega nulla dello stress, le registrazioni, i giardini di mirò"
"Si è vero, qualche ingranaggio s'inceppa, ma è ciclico. Lo sai. Lo so. Non parto".

Parto.

Man From The Anthill - Khonnor >> Bergamo, Bruxel, Parigi, Osaka

(nel frattempo scorre la cartina del globo e un piccolo aereo vola da Bergamo a Bruxel, poi da Parigi segna la rotta per Osaka)

Eccomi, sono qui.

L'ho fatto.

Nella navetta che porta dall'aeroporto di Osaka al centro della città mi addormento . Al mio fianco un giapponese riposa beato. Credo siamo gli unici due in tutto il giappone a dormire. Ad Osaka sono le 10.30 del mattino. In Europa è notte fonda.

Arriviamo all'hotel. Ha un aria elegante. A fianco un caffè in stile occidentale con internet point e quant'altro. Bene. Vedo pure un gigantesco Apple store. Confesso di sentirmi meno spaesato. Ma il fascino misterioso del giappone dov'è?

Se mi guardo in giro vedo una città molto ricca. La gente magra, ben vestita e cammina sempre veloce. Spicca la bellezza delle donne e quella delle piante. Entrambe rigogliose. Strano accoppiamento. Non ci sono molti anziani in giro, sarà la fotosintesi o il verderame. Eh, sì. Sembra proprio una città dinamica, giovane ed ambiziosa.

Il primo giorno è un day-off. Ottimo, c'è tempo per recuperare. Lo stress del viaggio. Le ore di volo. Il jet leg.

Posso anche fare affidamento su un accompagnatore giapponese, si chiama Shinsaku Ohsaki. Un nome affascinante. Anche se poi basta chiamarlo Shin. Che dire di lui? E' l'efficienza giapponese. Non ci mette molto a precisare: "Ecco il foglio con gli orari. Cerchiamo di attenereci a questo programma e non ci saranno problemi". "Ok". Rispondo. "Non ci saranno problemi". Tengo a mente il consiglio.

Dimenticavo, con me ci sono Zucchini Drive . Ovvero due emcee, uno belga ed uno svedese, di stanza a Londra. Siaz e Markus. Insieme a loro ci sono anche Oliver e Jan. Altri due fieri fiamminghi in vacanza nella terra del sol levante.

Giriamo per il centro e mi imbatto in un posto incredibile. Un'enorme sala gioco dove tutti fanno la stessa cosa. Giocano al pachinko : uno strano flipper verticale con delle biglie dorate. Il rumore metallico assordante di queste macchine si somma alla musica sparata con altoparlati a tutto volume. Una buona rappresentazione del caos. I giocatori, in questo clima apocalittico sembrano non fregarsene e si prendono cura solamente del loro passatempo. Voglio telefonare a casa. Sono tutti pazzi.

La mattina successiva il ritrovo è alle 11.00. Il soundcheck è prima di mezzogiorno. Bizzarrie giapponesi. Ma bene così. Non sono venuto fin qui per vedere le solite cose. Mi ricordo del consiglio di esser puntuale. Arrivo nella hall dell'albergo alle 11.05 convinto di essere il primo. Invece capisco alla svelta di essere l'ultimo. Non mi ero attenuto al programma. Perchè anche i secondi qui hanno un valore. Me ne ricorderò.

Il locale non è male. Buio nella hall dove c'è il palco. Amichevole e gentile nella stanza del bar. In questa sala oltre ad esserci più luci, tutti sorridono. Un giapponese mi si avvicina e mi dice "Ciao Nuccini" io rido. Pensa un po'. In realtà sapeva dire solo quello. Immagino pure gli sia costato imbarazzo e qualche goccia di sudore. Ma rotto il ghiaccio mi chiama così tutta la sera. Io sorrido, più che altro per cortesia. Lui si diverte. Ci vuole poco.

Il primo concerto giapponese, secondo della carriera solista di Nuccini (ho suonato infatti solo una volta in Belgio con Pillow, Bluebird e Siaz) e primo in assoluto come "Ciao Nuccini", ahimè non m'ha convinto molto. No, no. Proprio per niente. E' un set statico, troppi pezzi dell'album, così, identici. No, qualcosa non mi torna.

Esco pensando che poi prevalentemente sono lì per fare il turista e che dei concerti chissenefrega. In realtà nella mia testa ho riorganizzato tutto. Domani si cambia. Oh, se si cambia.

Vai al giorno successivo



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati