Nuccini! (Corrado) - Return in case of lost - Giappone tour report #2 Live report,

09/01/2007

(This is not abstract)



Meat Is Murder - The Smiths >> Kobe

E siamo al giorno dopo. Lo dico subito. Non ho mangiato il manzo di Kobe, massaggiato a mano e frollato con sake e birra. Non l'ho fatto perchè non c'è tempo ed in fondo non sono un gran mangiatore, soprattutto di carne. Non vedo perchè iniziare a Kobe. Quindi per oggi la scampi, caro manzo . Le mie mandibole riposano. In compenso mi trovo in questa città che all'apparenza sembra più piccola e accogliente. Meno fashion e attenta di Osaka. Come dire? Forse semplicemente più tradizionale.

Vorrei spendere allora due brevi parole sulle camere d'albergo. In tutte le stanze si trova:

1. kimono pulito sul letto;
2. fornellino per farsi un thè;
3. ciabatte, in pelle, orribili;
4. tutto quello che serve per l'igene personale. E quando dico tutto, è veramente tutto;
5. micro bagni dove in due metri scarsi vi si trova lavello, vasca da bagno/doccia e il miracoloso water (con tazza riscaldata) che spruzza acqua sia come sciacquone che come eventuale bidet. Geniale.

Il luogo del concerto è un club accogliente dove nell'arco della giornata si esibiranno 10-15 artisti. Io sono l'ultimo. Dio mio. Alle cinque di mattina. Ora di cena in italia.

In queste dieci ore d'attesa ne ho viste d'ogni. Qui vorrei dirlo chiaramente. I gruppi che suonano sono incredibili. Producono rumore con tutto. Tanta tecnologia. Computer, campionatori, ma anche chitarre scordate, tastiere giocattolo, palle di metallo, vibratori e chi più ne ha piu ne metta. Ma soprattutto mettono tanta follia nell'assemblare suoni. Gli mancherà lo stile europeo. Sì, sono tutti un pò sgraziati. Non avranno il nostro gusto melodico però fanno musica, diversa, violenta. Mi verrebbe da dire una parola grossa. Sovversiva. I volumi sono sempre al limite del sangue delle orecchie ed i concerti suonati con l'impeto di chi vuole impressionare. Come fosse l'ultimo. E' qualcosa di ormonale, di ferormonico, che però pervade e fa star bene. Altrochè...

Il mio set ne risente. Voglio essere anche io un giapponese. Tutto strumentale. La prima parte molto ambient. Poi sul finale sparo volumi allucinanti e mescolo tutto il mio repertorio. Tiro fuori dei campioni techno e dei loop di Arvo Part e Alice Coltrane. Non so dire se il pubblico abbia apprezzato ma io mi sono molto divertito. In fondo, mi ripeto, sono qui per divertirmi. Ma nella mia testa ho una certezza. Domani si cambia tutto.

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