Rime urlate: è arrivato il momento dello Scream Rap in Italia

Con artisti come Radical, Sethu e Taxi B un nuovo stile di canto si impone nella trap. Nessuna eresia: i riferimenti del passato sono infiniti, da Kaos One a Salmo, fino ad arrivare alle influenze punk hardcore e allo screamo

Foto tratta da un'esibizione di "ROMABRUCIA3018" dei FuckYourClique
Foto tratta da un'esibizione di "ROMABRUCIA3018" dei FuckYourClique

A darmi la convinzione che ci fosse spazio, se non addirittura bisogno, di un articolo di questo tipo è stato un brano pubblicato di recente,THOTMILANODM di Rosa Chemical, Telonious B e Radical. In particolare ascoltare la strofa di quest’ultimo. In Italia, come all’estero, si sta diffondendo un nuovo modo di fare rap contraddistinto da un medesimo fattore comune: le urla. Su Internet non circolano ancora molti articoli sul tena, YouTube, invece, pullula di playlist piene d’interpreti americani che si sgolano sui beat. Si tratta di uno stile, più che di una vera e propria categoria musicale, ma in questa epoca in cui ogni genere – almeno quelli vincenti – si ramifica in decine di derivazioni – fino al parossismo – ci siamo chiesti: è forse giunto il momento di parlare di scream-rap anche nel nostro Paese?

La storia, d'altra parte, è piena di riferimenti per chi voglia studiare il "fenomeno". I primi Mc, in tempi diversi e in tutt'altro contesto, a sbraitare nelle proprie canzoni sono stati i Beastie Boys (il più grande complesso rap della storia, nella mia opinione), che giunsero a questa soluzione come evoluzione del suoo dei The Young Aborigenes, la band hardcore punk in cui suonavano Mike D e Adam Youch. Diedero così, con anni di anticipo rispetto a Eminem, a una versione bianca e del tutto inedita del rap, altrettanto pionieristica.

Proprio la militanza nell’ambiente underground newyorkese ha permesso l’assimilazione di determinati stilemi rock (e dintorni) da parte della cultura hip-hop. Parecchi anni dopo da qui sarebbe germogliato il crossover, un'altra "cultura" musicale che sugli "urlatori" ha per forza di cose avuto un peso. 

In Italia, sempre con un po' di delay, le stesse dinamiche si sono riproposte con i medesimi meccanismi, in un ambiente diverso. In un periodo ancora dominato dalle chitarre, il rap è stato la nuova frontiera dell’underground. Dal punk, dall’emo e dal metal il primo rap non ha acquisito esclusivamente il contenuto impegnato e politicizzato, quanto l’attitudine pesante, dura, incattivita.

L’impostazione vocale non degenerò ancora in grida ai tempi, rimanendo ben ferma entro i binari della “barra” e della tecnica, ma si faceva promotrice di una carica emotiva tale da innalzare naturalmente il tono della voce. Uno degli esempi più crudi e significativi è Kaos One, un gigante del genere. Il metal faceva la sua comparsa come influenza con Metal Carter, uno dei primi interpreti a rendere credibile la crasi tra rap e rock pesante, che si concretizzava perfettamente nel suo stile ai limiti dello “splatter”. Infine, non possiamo non citare Salmo, che, ben prima di diventare il capo della crew più fica (e ricca) d’Italia, si è imposto come Mc proprio nel segno del suo background da musicista hardcore.

I primi esperimenti crossover, a cavallo del millennio, furono dettati dalla volontà di alcuni musicisti di cogliere la potenza comunicativa del rap e melodicizzarla, mantenendone lo stile parlato, ma proponendolo in una versione suonata. Un connubio che, andando a pescare in un bacino d’utenza che comprendeva tanto i bianchissimi fan delle sonorità pesanti quanto le minoranze etniche che, sino allora, si sentivano rappresentate dall’hip-hop, ha reso celebri gruppi come i Rage Againts the Machine e il suo chitarrista Tom Morello.

Oggi, invece, capita l’esatto contrario: ora che il genere è cresciuto spropositatamente, il processo non consiste più nell’applicare il rap a un’altra “disciplina”, quanto adottare soluzione vocali provenienti da un altro genere all’interno di un contesto sonoro e a un mondo di riferimento marcatamente rap, o trap. 

Un altro passaggio chiave per arrivare a oggi è rappresentato dall'emocore, una branca dell’emo che col passare del tempo ha acquisto un’autonomia sempre maggiore, diffondendosi prima negli Stati Uniti, e in seguito in tutta l’Europa. Da noi i nomi da segnare sono quelli di Raein e La Quiete. Proprio grazie ai cantanti emocore ha preso definitivamente un altro sottogenere, lo screamo.

Arriviamo così ai giorni nostri o quasi, quando i trapper che vogliono sottrarsi alle logiche di un genere che haormai subito una deriva mainstream internazionale oppure semplicemente in cerca di differenziazione in un mare magnum in artisti spesso uguali a se stessi, decidono di cercare rifugio al di fuori dalle grandi piattaforme di distribuzione musicale: su SoundCloud si radunano un manipolo d’interpreti "rivoluzionari", che fanno riferimento all’emo e al punk dei decenni 90-2000,. Con XXXTentacion, City Morgue e Scarlxrd lo “screamo” fa capolino nel rap.

Forse sbraitare è semplicemente una maniera diversa per intendere l’emorap, un genere che in una nostra intervista GionnyScandal ha sostenuto di aver importato in Italia: difficile smentirlo quanto dargli ragione, di certo lui ha un passato in una band screamo. E altrettanto certamente oggi la "tendenza" – visto che parlare di genere parla effettivamente esagerato – si è allargata a altri esponenti della nuova e nuovissima scuola.

Radical lo abbiamo già citato, e non è un caso che venga da Roma, dove le commistioni di genere in ambito underground sono una tradizione. Viene, ovviamente, da SoundCloud, dove ha esordito nel 2017, sin da subito contaminando trap, crossover, rock ed elettronica. Con un'estetica Cloud Rap e un linguaggio post-internettiano, Radical è uno dei membri fondatori della Lobby, collettivo musicale di cui fanno parte Daytona KK, Beak On The Night, Thelonious B., Rosa Chemical e Jordan Jeffrey. 

Se Radical è stato forse il primo a "screammare" su un beat, il più famoso a farlo è oggi Taxi B, che dopo i tanti paragoni della sua FSK con la prima Dark Polo Gang oggi è per alcuni la versione tricolore di 6ix9ine. Gli urli di Taxi B hanno colpito in parecchi, e sono, mixati con le sonorità trap di Greg Willen e il flow rallentato dei soci di rime, il principale motivo del successo della crew lucana. Taxi B è stato visto come qualcosa di completamente nuovo, da qui la convocazione di tanti big per un feat., in realtà, come visto in questo articolo, è parte di un percorso che ha radici lontane. 

Lo concludiamo con il savonese Sethu, che per il suo nickname ha preso ispirazione dal titolo dell’album di una band Death metal, At the gate of Sethu dei Nile. Da ragazzino, nella sua città, ha suonato in band punk, poi la folgorazione grazie a Salmo e ai concittadini DSA Commando – altri che non potevano non essere citati in questa rassegna – e la scelta di passare ai beat del fratello gemello Jiz, mantenendo però l'impostazione della voce acquisita nei tour adolescenziali in localini e spazi occupati. Se per la prima volta si parla di Scream Rap in Italia, il meritoè anche suo. 

---
L'articolo Rime urlate: è arrivato il momento dello Scream Rap in Italia di Marco Beltramelli è apparso su Rockit.it il 2020-08-27 17:48:00

COMMENTI (2)

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • ferruccio.belmonte 7 mesi Rispondi

    Complimenti per aver inserito PSYCHO GREMLIN - OH MY GOTH (Prod.LENNY KRAZYZ), It's dope.

  • Monoryth 8 mesi Rispondi

    C'è anche Tanca - Moka ! :D Comunque lo sdoganamento dello "scream rap" in Italia ha avuto come effetto collaterale tra i più felici la diffusione degli AMV in forma di videoclip semi-ufficiali e devo dire che quella cosa mi ha reso molto contento. Bell'excursus, comunque!