ROCK EAT: Pasta facile ed efficace Rubrica

26/04/2006 di Simone Stopponi

Ricette inviate in redazione dai gruppi presenti su Rockit. Rubrica a cura di Simone Stopponi: sommelier professionista F.I.S.A.R, oltreché musicista nei Pedro Ximenex e collaboratore di Rockit. La ricetta qui presentata è firmata Fabrizio Rioda, ex Ritmo Tribale, oggi gigante buono del Jungle Sound.



Ingredienti:
Pomodorini Pachino o Pomino - Aglio - Olio - Pasta corta - Parmigiano Reggiano - Peperoncino - Pinoli – Uvetta

Preparazione:
Si prendano due spicchi di aglio (o uno per i palati fini); li si schiacci senza togliere loro la camicia. Cioè, con la buccia li si pesta una volta con forza sotto una bottiglia. Li si ponga in una padella (se è di rame molto meglio) in compagnia di una buona dose di peperoncino. Mi raccomando: la pasta dovrà essere Piccante. Ad aglio dorato, aggiungere i pomodorini tagliati a listarelle sottili. Far andare il tutto e dopo qualche minuto eliminare l'aglio che avrà già compiuto il suo dovere. Far cuocere fino ad ottenere una salsa omogenea, schiacciando all'uopo di tanto in tanto i pomodorini. A questo punto la pasta sarà cotta. Scolatela, quindi, e aggiungete il sugo. Ora prendete una manciatina (10 per commensale) di pinoli e una uguale di uvetta (uva passa) e mescolate il tutto. Una spolverata leggera di parmigiano completerà l'opera. La particolarità di questa pasta è che in mezzo all'inferno di peperoncino, spunteranno delle gocce di paradiso grazie all'uvetta. Provare per credere. NB: Se l'uvetta la mettete prima dell'ultimissimo momento, questa riprenderà le dimensioni del chicco originale e voi perderete la faccia.

Il vino d'accompagnarsi:
Tutti Vs.Tutti, verrebbe da esclamare, e non solo per la provenienza della ricetta: Fabrizio Rioda, dei Ritmo Tribale, ma anche per la complessità dei sapori nel piatto. Pomodoro, parmigiano, peperoncino, uvetta! Tanto basterebbe a far trasalire il dovizioso sommelier armato del bravo schema di abbinamento cibo-vino, non certo il sottoscritto, per il quale il miglior compagno del piatto che portate in tavola è sicuramente il bicchiere che avete voglia di bervi nel momento, contestualizzato nell'ambiente, orario, stato d'animo e soprattutto…compagnia disponibile. Dunque... posso senz'altro consigliarvi un rosso leggero tipo Sangiovese o Dolcetto, addirittura un, altrimenti inutile, rosato. Il fatto è che chi scrive è palesemente un "bianchista" ed è per questo che my choise is… Malvasia bianca 2002 prodotta a Mornico Losana (PV), in una azienda vecchia di cent'anni, ma dal modernissimo tocco enologico. Difficile districarsi tra le decine di varietà con questo nome, presenti non solo in Italia, ma anche in California e Portogallo ad esempio, potrete bere Malvasie rosse, bianche, aromatiche e non, invecchiate, liquorose, in purezza o tagliate con altre uve, nel nostro caso Chardonnay. Il bicchiere di questa Malvasia è un lingotto. d'oro, stracarico di riflessi vivissimi, al naso subito la tipicità invadente-suadente della salvia, il palato è morbidissimo (e qui si avverte palesemente la cura particolare del produttore), una pasta di frutto e spezie ben calibrate, pera e menta a primeggiare. La retro-olfattiva è tutta balsamica, non mi dilungo sulle spiegazioni a estremo beneficio di chi segue dai primi Rockeat#mag. Tutto questo prima di affondare la forchetta, perchè il vino va degustato a stomaco vuoto, poi però se decidete di seguire la mia indicazione, vi consiglio di non abbondare troppo con il formaggio e con la cottura dei pomodorini, altrimenti il piatto prenderà decisamente il sopravvento, e questo non è bene, almeno che la compagnia di cui parlavamo prima, non sia così piacevole da oscurare serenamente il resto. Ultima sciccheria, che però non ho provato direttamente, sarebbe usare nella ricetta dell'uva zibibbo passita abbinando la pasta a uno zibibbo secco di Pantelleria, chissà… sulla pasta invece niente dubbi, se vi capita assaggiate quella artigianale di Gragnano e poi ringraziatemi con calma.



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