Lungo la sottile linea che lega il rock e l'occulto

I Black Sabbath nel 1970 - I Black Sabbath nel 1970 -
08/06/2016 di

"Il rock è la musica del diavolo". Quante volte lo abbiamo sentito dire? La teoria secondo la quale chi impugna una chitarra abbia effettivamente un legame correlato al Signore Oscuro e alla sua dottrina di perversioni ed estremismi è circolata più volte nel corso della storia, arrivando anche al punto di credere di poter sentire versi satanici ascoltando una canzone al contrario. Una moltitudine di gruppi è stata investita da questi illazioni: dai Beatles ai Led Zeppelin passando per i Sabbath. Ma perché il rock è sempre stato affiancato al mondo delle arti oscure e a quella sfera di riti e misticismi chiamata esoterismo?
Tralasciando follie mediatiche che vorrebbero Paul McCartney e Jimmy Page a cavallo di un grifone indemoniato alla conquista del mondo con i loro strumenti fatti di fuoco e sangue, effettivamente si possono osservare dei segni e dei simboli che caratterizzano il legame fra il mondo dell'Occulto e quello della musica.

La storia comincia negli anni '30, fra le vallate fluviali del delta del Mississipi, quando Robert Johnson mette in giro la voce che ad avviare la sua inesistente carriera fosse stato proprio il diavolo. L'incontro epico avvenuto in circostanze misteriose avrebbe dato a Johnson quello che anni dopo verrà riconosciuto come un talento senza precedenti. Ma non stiamo parlando del dio biblico con corna e forcone. Nella cultura afro-americana del tempo, infatti, il diavolo inteso come figura esoterica non esisteva e soprattutto non aveva niente a che vedere con il nostro nerboruto Belzebù; il loro pantheon era abitato dagli Oristas, divinità buone, e gli Exù, divinità ostili. I fedeli erano soliti tributare agli Exù dei regali, al fine di rabbonire i loro animi. Niente a che vedere con la dannazione eterna e con l'oscuro signore delle tenebre. Molto più verosimilmente rispetto alle storie a cui siamo abituati, il musicista parlava di un incontro fra lui e una di queste divinità come un rituale ascetico, tribale.

(Robert Johnson)

Successivamente, nella decennio che va dal 1940 al 1950, i due mondi prendono un po' le distanze fra loro, soprattutto per ragioni geo-sociali; sono gli anni delle grandi migrazioni dei musicisti afro-americani dal centro-sud degli States verso Chicago prima e New Orleans poi, mantenendo la loro identità musicale ma perdendo quella culturale, fatta di cabala, voodoo ed esoterismo. I primi segnali di un ritorno della fascinazione per questo mondo arriva con i Rolling Stones, che dal blues prendono diretta ispirazione. Non è un caso che il loro secondo lavoro in studio si chiami "In their Satanic Majestic Request" o che uno dei loro maggiori successi del tempo fosse "Sympathy for the Devil", per non parlare delle atmosfere cupe e rituali di "Paint it black".
Per i Beatles invece il discorso è leggermente meno evidente. Su quella che è probabilmente la copertina più famosa degli ultimi cinquanta anni di musica pop, "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", si vede chiaramente sbucare fra il collage di facce scelte dalla band per popolare il loro album magico quella del "Wickedest Man in the World", ovvero l'occultista Aleister Crowley: fra tutte le fonti del gruppo non poteva mancare l'unico grande studioso di esoterismo degli ultimi due secoli. Auto-esiliatosi in America durante la Prima Guerra Mondiale, Crowley fondò poi una setta in un'abbazia siciliana; il suo volume più celebre, "The Book Of Law", si può riassumere in tre regole auree: "Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge", "Amore è la legge, amore sotto la volontà", "Non vi è altra legge oltre Fai ciò che vuoi". Dei dettami che si sposano alla perfezione con la sete di libertà dei giovani degli anni '60 e con la filosofia del sesso, droga e rock'n'roll. 

Intanto al Winterland Festival del 1968 (quindi quasi contemporaneamente ai fatti sopra citati) i Cream incidono dal vivo uno dei loro singoli di maggior successo, “Crossroads”, una cover proprio di Robert Johnson che fra l'altro parla del famoso incontro col diavolo.



Arrivano gli anni '70 e con loro il contatto più significativo ed evocativo fra i due mondi, incarnato principalmente da due grandi gruppi dell'epoca, i Led Zeppelin e i Black Sabbath. I primi, un po' come i Beatles, esprimono il loro interesse per questa realtà a carriera già avviata; è infatti con il quarto disco, quello storico, che i membri del gruppo iniziano ad identificarsi con dei simboli che ricorreranno da quel momento nella loro carriera. Bonham e Jones scelgono le rune, prese in prestito dalla tradizione celtica, mentre gli altri due membri se li fanno disegnare ex-novo. Jimmy Page è di fatto il musicista più attratto allo studio dell'Occulto e influenza un po' tutta la band. Il lato più interessante della faccenda è che Page, nel creare il suo simbolo, utilizzi un termine, “Zoso”, già presente in uno dei più celebri scritti di Crowley, "L'Equinozio". Crowley utilizza “Zoso” parlando di un sigillo esoterico/astrologico, ma per anni si è pensato parlasse di una chiave per gli inferi; invece Page intende questo termine con un'accezione ancora più astrologica. “Zoso” nel linguaggio delle rune significa "Sigillo di Saturno", ovvero il pianeta protettore del Capricorno, segno zodiacale di Page. Tolte le simbologie, i segni di un contatto forte fra gli Zeppelin e il mondo dell'Occulto andando più avanti si sprecano; uno su tutti la copertina del disco “Presence” dove si vede una famigliola intenta nell'adorazione di un monolite nero. A chiudere il cerchio quell'angelo disegnato nell'atto di volare (o cadere), visto a ragione come il simbolo della band in senso più ampio.

(La copertina di "Presence" dei Led Zeppelin)

Nel 1970 i Black Sabbath scelgono per il loro esordio discografico un'immagine con lo stesso impatto evocativo e forse ancora più specifica: proprio i Sabbath faranno del rapporto con il mondo esoterico uno stile. La parola "sabba" è presente già nel nome e l'aggettivo “black” di sicuro non lascia spazio a tante interpretazioni. Con loro non c'è bisogno di studiare o ricercare significati nella simbologia, il loro interesse per il mondo pagano è più che conclamato, e la stessa immagine-simbolo del gruppo è letteralmente un demone intento a prendere una stella fra le mani.
Alla fine degli anni '60 (ma dall'altra parte dell'oceano) un'altra band, seppur in maniera minore, resta affascinata dal mondo dell'Occulto: parliamo dei Doors, che hanno in Jim Morrison il perfetto sacerdote rituale. Qui il mondo esoterico è sfiorato in maniera più leggera ma non si può negare la presenza di simbologie pagane nella musica e negli spettacoli dei quattro di L.A. incarnati soprattutto dall'atteggiamento scenico del loro leader, e dai testi di tanti loro pezzi che alludono alla morte, all'aldilà e alla sperimentazione mentale ed emotiva, "The End" su tutte. Dall'altra parte della costa fa capolino anche Lou Reed che con i suoi Velvet Underground dà una grandissima importanza all'aspetto rituale nei loro live e al mondo esoterico nei suoi testi (“Venus in furs”, per citarne una con le sue allusioni ad un sonno millenario, costellato di sogni e visioni che trascinano il cantante verso l'ascesi spirituale, guidato quasi dalla sola solenne batteria).

A questo punto della storia della musica sembra esserci un lungo momento di stasi nel contatto tra questi due mondi, forse perché iniziano la loro carriera artisti più passionali e impegnati socialmente (Springsteen, per esempio) e inesorabilmente si affacciano sulla scena quei gruppi il cui interesse è rivolto a tematiche politiche. Per ritrovare qualche allaccio col mondo dell'occulto dovremo aspettare qualche anno con l'avvento della scena più heavy e l'arrivo delle band metal. Ma anche qui c'è da fare una precisazione importante: gli stilemi, le immagini e i riferimenti che da qui in avanti verranno fatti al mondo dell'occulto sono un vero e proprio malinteso culturale, almeno per quanto riguarda la musica. Gruppi (soprattutto anni '80) tra cui Queensryche, Motley Crue e Judas Priest non sono neanche lontanamente legati all'esoterismo. In questo momento il paganesimo si trasforma in satanismo e la parola occulto diventa mistificazione, il tutto con l'intento di dare un senso commerciale per percepire da tutto questo un guadagno monetario. Le simbologie si sprecano, prima fra tutte la figura di "Eddie", la "marionetta" simbolo degli Iron Maiden che assomiglia al diavolo all'esterno ma che come concetto è più una Barbie per metallari. La figura di Alice Cooper è un altro buon esempio, ed è solo l'ennesimo segnale della creazione, in questi anni, di una vera e propria scelta economica dietro l'utilizzo di queste immagini che ne atterisce l'importanza e l'interesse che ne deriva. Non stiamo ovviamente svilendo la carriera musicale di queste band, ma è normale evidenziarne il lato più puramente commerciale. 

(Alice Cooper nel 1972. Foto di David Bailey)

Più vicine a quello di cui stiamo trattando sono invece realtà parallele al mondo del rock: Cramps e Bauhaus per esempio incarnano bene quel binomio tra musica e rituale non tanto con il loro look ma con i loro ritmi tribali, armonie ampie e oscure che sembrano tappeti per il subconscio e soprattutto con testi introspettivi ed evocativi.
Passando agli anni '90 invece, nascono una serie di gruppi che riprenderanno il tema dell'esoterismo espandendolo a nuovi livelli. In maniera leggera ma significativa tutta la scena grunge ha dentro di sé i semi della ritualità ascetica e la serie Unplugged di Mtv ne è una prova eclatante con esibizioni alla stregua di messe religiose, come quella degli Alice in Chains, con candele, buio, silenzio e tutto il resto. Ma non solo: Melvins, Tad e Truly fra i tanti saranno gruppi molto legati alla sfera esoterica richiamata dall'utilizzo di chitarre ad ampissimo respiro, suoni duri e, un po' come per il grunge, un'atmosfera di sfondo intrisa di ritualità. Per non parlare dei più grandi esponenti del ramo, ossia i Tool: con loro si raggiunge quello che è il massimo livello di studio esoterico interpretato in musica in maniera esemplare, e “Lipan Conjuring”, “Parabola”, “Jambi” sono solo alcuni dei titoli in cui questo legame prende forma.

E in Italia? Anche nel nostro panorama musicale non mancano esempi di gruppi molto legati a studi esoterici: ottimi esempi sono i Death SS, Deviate Damaen o In Zaire fra gli altri. I primi, formatosi nel 1977 a Firenze, mescolano l'horror e lo spettacolo in una via già mutuata dallo spettacolo teatrale Rocky Horror Picture Show, mascherandosi da creature pescate della cultura goth e dark. I Deviate Damaen decidono invece di far cominciare il loro “Religious as Our Methods" del 1997 con la registrazione di una reale confessione avvenuta in una chiesa romana fra un ignaro sacerdote e un membro del gruppo incentrata su temi come l'incesto e il sacrilegio, un espediente mai usato prima nella registrazione di un album. E ancora Litfiba, C.S.I., Ufomammut e tantissimi altri.

Il tema del legame tra rock e occulto è stato trattato, nella storia, con superficialità e leggerezza talvolta spiazzanti. Il calderone che vorrebbe tutte le persone vestite di scuro essere di fatto personalità oscure è un luogo comune come ce ne sono mille altri, ma è vero che la musica e l'esoterismo sono due mondi da sempre andati d'accordo, in diversi momenti storici e in diverse realtà. L'arte, in questo caso la musica, è spesso una possibile rappresentazione artistica di una situazione sociale, interiore ed espressiva a volte talmente grande da non poter essere del tutto compresa. 

Tag: storie rock

Commenti (2)

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  • Marco Bix 08/11/2016 ore 14:31 @lucky.canyon

    Bell articolo bravi!! Unica cosa..mi aspettavo venisse citato Kenneth Anger, grande regista esoterico che è stato molto.vicino ai.beatles aglu.Stones e agli Zeppelin (soprattutto Page che comprò la casamacchina del registabasso). Anger compare.anche in sgt peppers ed è il.primo.in alto a sx.

  • Tommaso Della Santina 08/11/2016 ore 14:43 @anansi.dellasantina

    Grazie per la dritta.
    Ma non era in linea con l' argomento che ho seguito e che si incentra soprattutto sul punto di vista musicale. Ho parlato anche di figure non strettamente legate alla musica, ma ho messo solo quelle che mi sembravano indispensabili; a discapito ovviamente di personaggi minori.
    Buona giornata.

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Foto Profilo: Dorso